Informazioni su benedettomineo

Dirigente sindacale Cobas/Codir

Niente ‘liquidazione’ per i dipendenti regionali, in finanziaria la norma che tiene in ‘ostaggio’ il Tfr

Ars-vuota-foto-di-giorgio-ciaccio-624x300La Regione si prepara a ‘prendere in ostaggio’ i soldi dei lavoratori regionali, quelli versati annualmente nel fondo per il trattamento di fine rapporto, la così detta liquidazione. per far fronte alle difficoltà di cassa la Sicilia starebbe preparando una norma che blocca questo denaro fino alla pensione.

Di fatto la norma inserita nella bozza di Legge di stabilità regionale consentirebbe di negare l’anticipo del tfr ovvero il pagamento anticipato di una quota fino al 70% di quanto accantonato dal lavoratore che può essere richiesto per l’acquisto della prima casa per se o per i figli o per gravi motivi di famiglia.

CODICE CIVILE SOSPESO ALLA REGIONE?

Per scaricare il comunicato, clicca sopra l’immagine

Secondo alcune fondate indiscrezioni, l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, avrebbe predisposto un ulteriore scippo nei confronti dei lavoratori regionali: nella bozza della Legge di Bilancio 2017, infatti, sarebbe contenuto un articolo che vorrebbe sospendere, in Sicilia – solo per i lavoratori regionali – i diritti sanciti dall’articolo 2120 del Codice civile.

Tale articolo del Codice civile prevede la possibilità per tutti i lavoratori dipendenti italiani (del pubblico e del privato) di chiedere il 70% dell’anticipo del TFR o della c.d. buonuscita per l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli.

Dopo le indiscrezioni su un tentativo di arrembaggio sul miliardo di euro accantonati dai lavoratori sul Fondo pensioni regionale per avviare fallimentari e loschi investimenti immobiliari, adesso si vorrebbe sospendere in Sicilia un diritto appropriandosi, indebitamente ma per legge, “temporaneamente” delle somme accantonate dai lavoratori per il TFR e per le stesse anticipazioni previste dalle norme nazionali.

Se questa maldestra manovra dovesse, quindi, concretizzarsi si tratterebbe di un vero e proprio sfregio ai lavoratori, negando il diritto all’acquisto della prima casa con i propri soldi facendo un “favorone” alle banche che potranno trovare clienti a cui “spennare” più soldi di interessi; ma in molti casi, trattandosi in buona parte di lavoratori con un reddito di circa mille euro al mese verrà in realtà negato il diritto all’acquisto della prima casa favorendo di fatto la lobby del mercato degli affitti.

La norma preparata dal proconsole romano Alessandro Baccei alla giunta di governo resterebbe in vigore fino al 31 dicembre 2020, e ciò mentre già dal 2014 i lavoratori che hanno fatto richiesta si vedono negato il diritto all’anticipazione perché il governo regionale non consente neanche l’utilizzo delle somme minime previste dalle leggi.

Ci chiediamo se l’Ars potrà permettere questo ulteriore oltraggio fondato, forse, sulla speranza di raccogliere consenso coltivando l’odio nei confronti dei diritti dei lavoratori.

Auspichiamo un sussulto di dignità politica da parte del Presidente della Regione, Rosario Crocetta e, qualora questa norma “immondizia” trovasse, ahinoi, la ratifica della giunta di governo, ci aspettiamo, da parte dell’Assemblea Regionale una reazione che gli consenta di recuperare, seppur in parte, una credibilità smarrita dopo quasi cinque anni di totale inedia e salvaguardia delle poltrone.

Il COBAS-CODIR, come sempre, sta dalla parte dei lavoratori e metterà in campo ogni azione possibile per respingere questa e altri oscenità politiche che calpestano la dignità di tutte le famiglie siciliane.

www.codir.it

Permessi retribuiti ex art. 33, comma 3, L. 5 febbraio 1992 n.104. Chiarimenti e disposizioni. Circolare

permessi-retribuiti-ex-art-33-comma-3-l-5-febbraio-1992-n-104-chiarimenti-e-disposizioni-circolare

PER SCARICARE LA CIRCOLARE CLICCA SOPRA L’IMMAGINE

Ecco l’ennesima circolare (interpretativa) contro i dipendenti regionali per i quali, da qualche anno a questa parte, sembrano non valere le regole esistenti e valide per il resto del pubblico impiego.

La Funzione Pubblica, infatti, mutando il suo originario orientamento, ha stabilito che i permessi retribuiti ex legge 104/92, art. 3, comma 3, a partire dalla data di suddetta circolare (18 gennaio 2017) saranno quantificati esclusivamente in ore per un massimo di 18 ore mensili.

Unica nota positiva riscontrata nella circolare, la possibilità di autocertificare, in caso di rinnovo, il permanere della sussistenza dei requisiti previsti dalla legge senza dovere attendere l’autorizzazione della Funzione Pubblica.

IL COBAS/CODIR HA GIÀ CONTATTATO I PROPRI LEGALI PER L’EVENTUALE IMPUGNATIVA DI CUI SI FARÀ CARICO IL SINDACATO.


ECCO IL PRECEDENTE ORIENTAMENTO DELLA FUNZIONE FUNZIONE PUBBLICA CHE, SU SOLLECITAZIONE DEL COBAS/CODIR, STABILIVA CHE PER I PERMESSI 104 NULLA ERA CAMBIATO DOPO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 9/15.

Nuova circolare su permessi retribuiti e malattia. La Funzione Pubblica chiarisce che per la legge 104 nulla è cambiato

 

Nota Funzione Pubblica - Disposizioni in materia di permessi

Per scaricare la circolare clicca sopra l’immagine

Nei giorni scorsi il Cobas/Codir ha segnalato che alcuni dirigenti, sia di uffici centrali che periferici, hanno imposto, a coloro che ne hanno diritto, la quantificazione dei permessi retribuiti ex legge 104/92 esclusivamente in ore anche nell’ipotesi di permesso fruito per l’intera giornata lavorativa sebbene nessuna innovazione sia intervenuta a livello nazionale sulla legge di che trattasi, contravvenendo a quanto stabilito dalle norme vigenti ed applicate in tutti i comparti del pubblico impiego.

Purtroppo alcuni dirigenti ritengono (ahimè!) che una finanziaria regionale possa modificare una legge nazionale con buona pace della gerarchia delle fonti.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha chiarito questo aspetto lasciando comunque irrisolta l’altra questione posta dal Cobas/Codir e cioè quella di escludere dalla decurtazione, in caso di malattia, l’indennità di amministrazione.

Articoli correlati

Perequazione pensioni: nessun aumento e assegni decurtati

italiaoggi-del-18-gennaio-2017-nessun-aumento-ai-pensionati

ItaliaOggi del 18 gennaio 2017

Le pensioni erogate dall’Inps dal 1 gennaio 2017 non saranno rivalutate. Anche per il prossimo anno, così come già è accaduto per tutto l’anno 2016, non ci sarà nessun aumento dell’importo pensionistico per effetto della consueta perequazione delle pensioni. Per la seconda volta consecutiva, dopo 20 anni di aumenti, non ci sarà nessuna rivalutazione delle pensioni.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti pubblicato il Decreto 17 novembre 2016, in Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2016, con il quale ha comunicato che la percentuale provvisoria di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari allo 0,00%. Ciò significa che le pensioni erogata da gennaio a dicembre 2017 saranno sostanzialmente di importo identico a quelle del 2016, che poi è stato lo stesso importo percepito dai pensionati anche nell’anno 2015.

L’allarme del Fmi: “L’Italia cresce cinque volte meno del resto del mondo”

repubblica-del-17-gennaio-2017-allarme-del-fmi-litalia-cresce-5-volte-meno-del-resto-del-mondo

Repubblica del 17 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

Ecco il risultato delle mance elettorali e della politica economica del governo Renzi.

Il mondo cresce cinque volte più dell’Italia. Così prevede il Fondo monetario internazionale, nella versione aggiornata del suo World economic outlook in cui alza le stime di Stati Uniti, Cina e anche Eurozona, ad eccezione proprio di Roma. Rispetto ai calcoli di ottobre, l’Fmi taglia il Pil italiano di due decimi di punto nel 2017 e addirittura tre decimi nel 2018. Mettendo quasi una pietra tombale sull’obiettivo dell’1%, sfiorato da Roma nel 2016, ipotizzato per quest’anno o al più il prossimo. E ora decisamente in bilico.

Debito pubblico. Con Renzi 2.617 euro di debito in più a testa. Secondo i dati di Bloomberg nessun governo ha fatto peggio

il-fatto-quotidiano-del-18-gennaio-2017-con-renzi-aumentato-il-debito-pubblico

Il Fatto Quotidiano del 18 gennaio 2017

L’autorevole agenzia Bloomberg ha fatto i conti agli ultimi quattro governi italiani usando il debito pubblico come parametro di riferimento, come piace al giornalismo anglosassone. Quello italiano, alla fine di febbraio 2014, quando Renzi si è insediato, era a quota 2.110 miliardi. A novembre scorso, ha comunicato l’ Istat, era di 2.230 miliardi. Durante il governo del fiorentino, scrive il Fatto, il debito pubblico è aumentato di 2.617 euro a persona, nonostante “la sua promessa – spiega Bloomberg – di tagliarlo per ‘il bene delle generazioni future'”.

Rossi, presidente della Regione Toscana, avverte Renzi: “L’asse con Berlusconi favorirebbe i 5 stelle”

repubblica-del-16-gennaio-2017-accordo-renzi-berlusconi

Repubblica del 16 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

NIENTE intese col Caimano. È sempre stato convinto della necessità di tenere alla larga il Cavaliere, Enrico Rossi, che già non gradì il patto del Nazareno. Ora che Silvio Berlusconi è tornato apertamente in campo con un’intervista al Corriere della Sera in cui arriva a ipotizzare un asse col Pd se le prossime elezioni consegnassero uno scenario senza maggioranze, il governatore toscano punta i piedi: «Si legge che l’Italia aspetta, come si sapeva, la Corte Costituzionale per fare la legge elettorale, ma anche la Corte di Giustizia Europea, a cui Berlusconi chiede di essere riabilitato per poi candidarsi alle elezioni; disponibile, a seconda del risultato, a fare accordi con il Pd per il governo del Paese. Io penso che il Pd debba subito dichiarare la propria contrarietà a questa ipotesi di intese e di governo.

La minoranza PD critica Renzi. Gotor: Renzi fa autocritica ma dice a noi di chiedere scusa

la-stampa-del-16-gennaio-2017-intervista-a-gator

La Stampa del 16 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

Intervista a Miguel Gotor (politico, docente, storico e saggista italiano della corrente bersaniana).

Miguel Gotor, Renzi toma in campo. Si prepara a rivoluzionare la segreteria: lei cosa ne pensa?

«L’autocritica di Renzi sembra quella di Fonzie: ammetto i vostri errori, chiedete scusa».

il Pd deve essere alternativo alla destra invece di fare inciuci con Verdini e governare con Alfano.

Per la manovra bis voluta da Bruxelles, si studiano tagli ai bonus e ai ministeri

repubblica-del-17-gennaio-2017-dai-bonus-ai-tagli-ai-ministeri

Repubblica del 17 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

Tutto nelle mani del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e del suo Ragioniere generale, Daniele Franco. La missione, quasi disperata, è quella di recuperare nel giro di un paio di settimane i 3,4 miliardi che la Commissione europea sta per chiederci con una lettera ufficiale con la minaccia di estrarre il “cartellino rosso” sui conti pubblici. La manovra-bis è dietro l’angolo e Padoan, intervistato ieri sera dal Tg3, non la esclude: «Vedremo se sarà il caso di prendere ulteriori misure per rispettare gli obiettivi».

Renzi ha speso (male), ora Bruxelles presenta il conto a Gentiloni

il-giornale-del-17-gennaio-2017-bruxelles-presenta-il-conto

Il Giornale del 17 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

Il conto della legge di Stabilità 2017 è arrivato.

Il governo europeo ci chiederà conto di una finanziaria molto elettorale, fatta in parte in deficit e, al netto della flessibilità concessa, ci chiederà di aggiustare i conti dello 0,3% del Pil. Una lettera è già pronta. Nelle anticipazioni fatte ieri dal quotidiano Repubblica c’è anche la cifra: 3,4 miliardi di euro. Un po’ meno dei 4,5 miliardi attesi, comunque tanto visto che qualunque intervento dovrà essere fatto tagliando in corsa – per l’anno corrente – la spesa oppure, peggio, aumentando le tasse.