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Dirigente sindacale Cobas/Codir

Bankitalia prevede il pil in rialzo. I dati reali dicono che i poveri sono raddoppiati e che gran parte degli italiani non può andare in vacanza

La Sicilia del 15 luglio 2017

La Banca d’Italia rivede al rialzo le stime per la crescita del Pil nel 2017, fissandola a +1,4% contro il precedente 0,9% di gennaio, già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3% dopo la revisione del dato sul primo trimestre da parte dell’Istat. Nel bollettino economico, l’istituto centrale prevede ora un aumento dell’1,3 del Pil nel 2018 e dell’1,2 l’anno successivo. La Banca d’Italia sottolinea come la spinta arriverebbe soprattutto dalla domanda interna, con una espansione dei consumi e degli investimenti «a ritmi relativamente sostenuti».

In Italia 5 milioni di poveri: il doppio dall’inizio della crisi. Evidentemente i provvedimenti del governo Renzi non hanno avuto alcun impatto positivo

Sei milioni non vanno in vacanza, la crisi cancella un sogno italiano

Sei milioni non vanno in vacanza, la crisi cancella un sogno italiano

La Stampa del 16 luglio2017

Non c’è ripresa o ripresina che tenga. Nonostante per il turismo si annunci un’estate da record, rispetto all’anno passato aumenta il numero degli italiani che rinuncia alle vacanze. Per ragioni economiche, ovviamente. Stando all’ultima indagine Swg-Confesercenti il 26% degli italiani prevede infatti di non andare in ferie, contro il 25% dell’anno passato. La variazione è minima, ma si tratta della prima inversione di tendenza dopo tre anni di calo. Ancora più significativo è l’aumento di quanti forniscono motivazioni di tipo prettamente economico per restare a casa: si tratta infatti del 58% delle risposte, contro il 55% del 2016, e corrisponde al dato più alto mai registrato da Swg dal 2009 ad oggi.

Riscatto laurea. Il Cobas/Codir chiede di uniformarsi alla giurisprudenza della Corte dei Conti

La Sezione giurisdizionale di Appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana con sentenze n.176 del 22/4/2014 e n.166 del 5/6/2012 e, da ultimo, la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana in composizione monocratica con sentenza n.620/2016, hanno definitivamente affermato il principio che il riscatto anche parziale del periodo del corso legale di laurea debba essere calcolato ai sensi dell’art. 77 della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41 e del richiamato articolo 9 della legge regionale 3 maggio 1979 , n. 73, che, a sua volta, sostituisce l’articolo 30 della legge regionale 23 febbraio 1962, n. 2.

Nonostante ciò, ancora oggi sembrerebbe che gli Uffici Gestione Giudica del Personale del Dipartimento della Funzione Pubblica continuino a definire le istanze di riscatto laurea secondo la legislazione statale per i dipendenti del comparto non dirigenziale e secondo la legislazione regionale più favorevole per i dirigenti, malgrado la Regione sia stata condannata più volte alla restituzione di somme indebitamente versate, maggiorate di interessi e rivalutazione monetaria.

L’effetto Renzi sui sondaggi continua: il Pd crolla al 24%. Renzi è un estremista. Anche la cugina passa con i fuoriusciti

Corriere della Sera del 15 luglio 2017

Elisa Simoni, cugina di Renzi annuncia la sua uscita dal Pd: «Ha trasformato il Pd in un partito di centrodestra». «Nel Pd non ci sono più spazi di agibilità politica per una minoranza. Infatti, mi creda, non sarò l’ultima ad andarmene, mi creda». «Il Pd di Renzi assomiglia sempre di più alla Forza Italia del ‘94, con la differenza che Berlusconi allora vinse. Dentro il partito, l’aria è diventata irrespirabile da un po’. Nell’ultima direzione, poi, Matteo ha detto chiaro e tondo che quello era il treno e, per chi non gradiva, non rimaneva che scendere. Ecco, sono scesa».


Il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2017

L’effetto Renzi non si ferma più: il Pd precipita nei sondaggi al 24%. I democratici sono ormai sotto la quota ottenuta alle elezioni del 2013 e sotto la somma delle destre. Reggono i consensi dei Cinque Stelle mentre si rafforza la sinistra di Bersani e D’Alema

Furbetti Pa, così la sospensione sprint

Il Sole 24 Ore del 13 luglio 2017

I decreti legislativi approvati recentemente in tema di pubblico impiego (il Dlgs 75/172 e il testo approvato lunedì scorso in via definitiva dal Consiglio dei ministri, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) hanno cambiato in misura rilevante la disciplina dei licenziamenti dei dipendenti pubblici, sia dal punto vista della procedura, sia da quello delle sanzioni applicabili.

La procedura cambia per i dipendenti colti in flagranza per la commissione di illeciti che, ai sensi del Testo unico sul pubblico impiego, sono sanzionati con il licenziamento (assenteismo, gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento, illeciti dolosi o gravemente colposi, reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, insufficiente rendimento, ecc.).

Per tutti questi illeciti, le nuove regole introducono una procedura accelerata, che comporta sospensione dal servizio del dipendente colto in flagranza, entro le successive 48 ore dal fatto (commi 3 bis e 3 ter).

I furbetti del cartellino ora rischiano «Licenziamento entro 30 giorni»

Corriere della Sera dell’11 luglio 2017

Dopo un lungo tira e molla, che ha visto anche l’intervento della Corte costituzionale, i furbetti saranno licenziabili con procedure rapide.

Ieri, infatti, il consiglio dei ministri, su proposta della ministra per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia, in attuazione della legge delega di riforma della pubblica amministrazione (la numero 124 del 2015).

I furbetti del cartellino verranno sospesi in via cautelare dal servizio, senza stipendio, entro 48 ore dalla scoperta della falsa attestazione di presenza. Se il fatto verrà confermato, il licenziamento scatterà al massimo entro 30 giorni, durante i quali il lavoratore potrà esercitare il proprio diritto di difesa. Il dipendente licenziato sarà inoltre denunciato all’autorità giudiziaria per danni all’immagine della pubblica amministrazione.
Sanzioni sono previste anche per chi deve far valere la procedura e non lo fa. Per i dirigenti inadempienti si configura la responsabilità civile solo per dolo e colpa grave. Il dirigente rischia comunque a sua volta il licenziamento se omette di sospendere dal servizio immediatamente (entro le 48 ore) il furbetto colto sul fatto e non attiva il procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Pensioni, riscatto gratis della laurea

Il Messaggero del 7 luglio 2017

Nel lungo elenco delle richieste presentate dai sindacati al governo per la cosiddetta «fase due» della riforma delle pensioni, quella che ha come obiettivo dare una pensione dignitosa ai giovani, c’è anche il riscatto gratuito della laurea. Si tratta di una contribuzione gratuita fissa per gli studenti universitari che completano, entro la durata legale, il proprio percorso di studi. I pilastri, insomma, sono due. Il primo è che a beneficiare del riscatto gratuito, saranno soltanto i nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti “Millenials”, la generazione che quando andrà in pensione vedrà calcolato il proprio assegno interamente con il metodo contributivo.  Il secondo presupposto del progetto Baretta, è che lo Stato verserà i contributi figurativi all’Inps solo per quei Millenials che avranno finito gli studi universitari nei tempi stabiliti. I fuori corso, insomma, non potranno avere accesso all’agevolazione.

7 banche da “salvare”: il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi

Il Fatto Quotidiano del 7 luglio 2017

E’ questa la somma del valore di azioni e obbligazioni vaporizzate, aumenti di capitale di Mps bruciati, interventi dello Stato e contributo del sistema bancario, che comprende anche parti di denaro pubblico come i 500 milioni immolati dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Il Fatto Quotidiano – Banche, dall’Etruria alle due popolari venete il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi

In Italia 5 milioni di poveri: il doppio dall’inizio della crisi. Evidentemente i provvedimenti del governo Renzi non hanno avuto alcun impatto positivo

Il Giornale del 14 luglio 2017

Dieci anni fa gli italiani in povertà assoluta, cioè quelli che non possono permettersi un paniere di beni e servizi essenziali per uno standard di vita accettabile, erano 1,66 milioni. Lo scorso anno l’Istat ne ha contati 4,74 milioni, un record storico. Rispetto all’anno precedente le persone in stato di grave indigenza sono aumentate “solo” di 150mila unità, cosa che secondo l’istituto di statistica equivale a una “sostanziale stabilità“. Ma tra 2006 e 2016 se ne contano oltre 3 milioni in più. Non solo: lo scorso anno l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con 3 o più figli minori è salita dal 18,3% del 2015 al 26,8%. Così sono saliti dal 10,9% a 12,5%, pari a 1 milione e 292mila, i bambini poveri. Evidentemente i provvedimenti del governo Renzi, a partire dal bonus di 80 euro fino al Sostegno di inclusione attiva, non hanno avuto alcun impatto positivo su questa emergenza.

«Troppi dirigenti e stipendi più alti, la Sicilia maglia nera tra le regioni»

I magistrati puntano il dito «sull’anomalo utilizzo delle politiche assunzionali», sul conseguente «sovradimensionamento delle strutture centrali e periferiche», sulla «proliferazione delle posizioni dirigenziali» ed ancora «sull’espandersi del perimetro pubblico attraverso enti ed organismi vari»; il tutto accompagnato da «uno statuto giuridico ed economico di favore» con l’effetto di avere generato «irragionevoli disarmonie rispetto agli altri comparti del pubblico impiego».

Nonostante una lieve flessione negli ultimi anni, il personale regionale resta in numero considerato ancora elevato: 19.928 unità, con un costo per retribuzioni, oneri riflessi e pensioni di 1.546 milioni di euro. A questi valori vanno poi aggiunti, secondo la Corte dei Conti, il personale stagionale per l’ antincendio e la manu tenzione dei boschi, con un costo annuo di 275 milioni di euro, ed il personale delle società partecipate per altri 272 milioni.