Pubblico impiego. Confronto tra governo e sindacati per la riforma delle regole sui «premi» agli statali

Il Sole 24 Ore del 13 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

Il governo preme per tentare in ogni caso la via della “selettività” nel riconoscimento dei premi, anche per evitare di far passare l’idea di un cedimento alla distribuzione indifferenziata delle risorse; i sindacati, ovviamente, vogliono evitare il più possibile effetti collaterali in busta paga, tanto più dopo che i lunghi anni di blocco contrattuale hanno alleggerito sia il potere d’acquisto delle buste paga.

Il Sole 24 Ore – Dipendenti pubblici, partita da 8 miliardi per le buste paga

Riforma Madia. Dirigenti punibili se non avviano azioni disciplinari o non differenziano i giudizi

Il Sole 24 Ore del 13 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

I dirigenti che non avviano in tempo utile le azioni disciplinari oppure non garantiscono la «significativa differenziazione» nei giudizi e nei premi assegnati al personale delle loro strutture devono pagare pegno. Anche i nuovi correttivi al testo unico del pubblico impiego e alla riforma Brunetta del 2009 ritentano la carta della responsabilità dirigenziale per provare a far entrare davvero merito e selezione negli uffici pubblici.

Pubblico impiego. Assenze per malattia in discesa (-6,2%)

Il Sole 24 Ore del 13 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

Come accade sempre quando si tocca il Testo unico del pubblico impiego, il cliché mediatico e politico della lotta all’assenteismo è partito puntualmente fino a oscurare anche gli aspetti più centrali della riforma in cantiere. Nel frattempo i numeri della realtà, quelli raccolti ogni anno dalla Ragioneria generale dello Stato sulle presenze dei dipendenti pubblici, indicano una situazione più articolata di quella tagliata con l’accetta dal dibattito pubblico.

La riforma Madia approda in Consiglio dei Ministri. All’ordine del giorno furbetti, visite fiscali, precari, etc, ma niente contratto

Giornale di Sicilia del 12 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

II testo della riforma sulla Pubblica amministrazione la prossima settimana approda in Consiglio dei ministri. Si parla di furbetti del cartellino, di furbetti della malattia, di stabilizzazione dei precari, di salario accessorio legato alla valutazione dei cittadini. Tutto giusto! Ma di rinnovo dei contratti, neppure l’ombra. Le risorse sono ancora incerte.

Renzi ha lasciato una voragine da 40 miliardi e fa pure il furbo (di Carlo Di Foggia – Il Fatto Quotidiano) – (IR)RESPONSABILI

Il Fatto Quotidiano del 12 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

Bruxelles chiede una manovra correttiva da 3,4 miliardi, da fare entro aprile e 40 miliardi da trovare nel prossimo biennio.

Quello che la politica non ha invece il coraggio di dire è che l’entità della stangata è salita a causa anche dell’azzardo renziano.

La Renzinomics più che un progetto di bilancio per il Paese, si è concentrata in “favori” a singole categorie di elettori o settori utili alla vittoria delle urne che ogni volta si sono parate davanti come gli 80 euro in busta paga ai dipendenti nelle fasce di reddito intermedie (per le europee del 2014). Costo: 26 miliardi, di cui neanche un euro alle fasce a basso reddito, quelle con più propensione al consumo. Gli sgravi alle imprese per assumere hanno gonfiato i numeri del 2015 ma già lo scorso anno si sono rivelate un boomerang: quasi 20 miliardi trasferiti dalla fiscalità alle imprese per sussidiare posti di lavoro che in parte ci sarebbero stati comunque.

L’ultima legge di stabilità è stata l’apice di questa non strategia: da un lato i soliti favoriti – le imprese, gli amici da ringraziare (Coldiretti) o le fasce da conquistare (pensionati) – dall’altro una pioggia di bonus a cascata e mance varie: italiani all’estero; Lavoratori socialmente utili; scuole private; grande stampa; Expo e via così.

Studio riservato di Mediobanca. Col Paese fuori dall’euro si risparmiano 8 miliardi

Il Giornale del 27 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

Ben 8 miliardi di euro è la cifra che risparmierebbe l’Italia se uscisse dalla moneta unica. A scriverlo nero su bianco uno studio di Mediobanca  che ridimensiona così l’allarme che ha lanciato pochi giorni fa il numero uno della Bce Mario Draghi.

La finanza si prepara a ItalExit, o almeno tiene in forte considerazione l’uscita del nostro Paese dall’euro. Mentre la politica ha confinato a movimenti politici che vengono definiti populisti, la questione dell’uscita dall’euro, nei salotti che contano si fanno già le simulazioni su quanto ci verrebbe a costare. Lo studio di Mediobanca è molto rigoroso e si limita a mettere in fila i costi e i vantaggi del ritorno alla lira. Una cosa è certa, più il tempo passa, sostengono gli analisti, e più costerà abbandonare la moneta unica. È la sintesi dei loro calcoli.

Il flop del Bonus Cultura: i diciottenni hanno speso il 6,3% dei soldi stanziati

La Stampa del 9 febbraio 2017. Per scarica l’articolo, clicca sopra l’immagine

Il Bonus Cultura naviga in brutte acque. Anzi, rischia il naufragio. Al centro del dibattito politico per settimane, tra il governo Renzi che prometteva soldi ai neodiciottenni per la loro crescita culturale e l’opposizione che parlava di «mancetta elettorale», il provvedimento è sparito dai radar.

Ma in questi mesi, in redazione, hanno continuato a piovere lettere di maggiorenni freschi di compleanno alle prese con il farraginoso meccanismo burocratico studiato per permettere ai ragazzi di ottenere gli agognati 500 euro governativi. Prima l’attribuzione dell’identità digitale. Quindi l’iscrizione al portale 18App. Infine la ricerca affannosa di enti culturali e punti vendita che, nel proprio comune, avessero aderito all’iniziativa.

Legge 104. Bocciato in commissione l’emendamento dell’assessore alla Funzione pubblica

La Sicilia del 9 febbraio 2017. Per scaricare l’articolo dal sito dell’Ars, clicca sopra l’immagine

Naufraga in commissione all’Ars l’emendamento dell’assessore alla Funzione pubblica, Lantieri, con le deroghe per alleggerire le dure regole sui permessi della Legge 104 per i dipendenti regionali che devono accudire familiari disabili. Passa la linea del capo del personale della Regione, Giammanco. Stretta sui “permessi del mercoledì”: chi li richiede avrà a disposizione solo un altro giorno al mese. La proposta di Lantieri prevedeva l’adeguamento alla normativa nazionale. La mannaia contro i potenziali “furbetti della 104” non piace a Lantieri: «Nei confronti dei dipendenti regionali c’è un pregiudizio».

Commento

Può un emendamento inserito nella finanziaria regionale interpretare o derogare a quanto previsto da una legge nazionale?