Il fallimento degli 80 euro. Con il bonus consumi in calo. Ecco perché.

80 euroEcco perché il bonus degli 80 € non ha prodotto effetti.

La scelta del governo Renzi di erogare il bonus di 80 euro senza tenere conto del quoziente familiare ha determinato situazioni paradossali.

In alcuni casi il bonus è andato a chi non ne aveva assolutamente bisogno (si pensi alla moglie del manager o del libero professionista che potrebbe avere percepito il bonus sol perché il proprio cud personale era inferiore ai 25 mila euro o si pensi all’esempio dei 4 componenti dello stesso nucleo familiare che percepiscono il bonus perché il reddito di ciascuno è inferiore a 25 mila euro mentre il bonus non è stato percepito da chi è monoreddito con moglie e figli a carico e percepisce un reddito di poco superiore ai 25 mila euro).

 In altri casi il bonus è servito per togliere i debiti con equitalia e con le banche.

Bonus 80 euro, nonostante il flop il governo tira dritto

80 euroRenzi non si lascia intimidire dai dati economici e rivendica la politica economica del governo per l’aiuto al ceto medio, rilanciando il programma dei “mille giorni” entro cui dovranno essere completate tutte le riforme.

Bonus 80 euro in busta paga: flop consumi, rischio cancellazione

80 euroMalgrado le rassicurazioni recenti del ministro dell’Economia Padoan, sembra che il “regalo” di Renzi possa venire drasticamente ridimensionato con la fine dell’anno.

Nelle ultime ore stanno prendendo piede due ipotesi, che potrebbero cambiare notevolmente il destino di questo chiacchieratissimo bonus, secondo molti analisti alla base del clamoroso successo elettorale alle scorse europee da parte del partito democratico, che ha raccolto il 40,8% dei consensi….continua a leggere

Gli 80 euro della discordia. Luca Zaia, presidente della regione Veneto fa ricorso alla Corte Costituzionale

La regione Veneto ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le modalità di reperimento delle risorse previste dal decreto legge voluto dal premier Matteo Renzi che assegna un bonus di 80 euro lordi in busta paga alle famiglie con reddito annuale variante tra gli 8 e i 24 mila euro.

Secondo Zaia, Renzi per le coperture toglie soldi alle regioni.

«Troppo facile gonfiare la spesa sottraendo quattrini a Regioni e Comuni», attacca il governatore leghista «ovviamente non abbiamo nulla contro chi riceve gli 80 euro, al di là del fatto che vengono esclusi proprio i più bisognosi, cioè i disoccupati e i pensionati. Ma il metodo adottato, in assenza di una copertura finanziaria adeguata, è una farsa.

Spendere gli 80 euro? Senza QF, in alcuni casi non erano necessari, in altri casi sono serviti per togliere i debiti

La scelta del governo Renzi di erogare il bonus di 80 euro senza tenere conto del quoziente familiare ha determinato situazioni paradossali.

In alcuni casi il bonus è andato a chi non ne aveva assolutamente bisogno (si pensi alla moglie del manager o del libero professionista che potrebbe avere percepito il bonus sol perché il proprio cud personale era inferiore ai 25 mila euro o si pensi all’esempio dei 4 componenti dello stesso nucleo familiare che percepiscono il bonus perché il reddito di ciascuno è inferiore a 25 mila euro mentre il bonus non è stato percepito da chi è monoreddito con moglie e figli a carico e percepisce un reddito di poco superiore ai 25 mila euro).

 In altri casi il bonus è servito per togliere i debiti con equitalia e con le banche.

Sul bonus 80 euro il governo aveva promesso correttivi per i monoreddito

Gli 80 euro in busta paga non sono andati a chi guadagna più di 26mila euro, anche se ha molti figli a carico. Un’ingiustizia a cui il governo aveva promesso di rimediare nel 2015.

L’altro giorno in conferenza stampa Renzi ha annunciato che il bonus di 80 euro è garantito a chi lo riceve. Una eventuale estensione, ma solo per pensionati e partite iva, non è garantita

Renzi dimentica i monoreddito con moglie e figli a carico. Bonus 80 euro garantito a chi lo riceve

Matteo Renzi Conferenza2.2014Il bonus degli 80 euro in busta paga? “Garantito per chi lo riceve. Sarà possibile estenderlo? Non sono in grado di garantirlo, ci proveremo”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Palazzo Chigi per presentare il decreto (non ancora approvato) “sblocca Italia” parla della difficile situazione economica e prende tempo sulla promessa estensione a pensionati e partite Iva del bonus in busta paga. Un mezzo passo indietro e un temporeggiamento su quello che fu in campagna elettorale uno dei cavalli di battaglia del leader Pd.

Commento

A parte pensionati e partite iva con meno di 1500 euro al mese, il bonus di 80 euro non tiene conto del quoziente familiare.

In teoria se in uno stesso nucleo familiare lavorano 4 individui con un reddito inferiore a 1500 euro al mese, tutti e 4 percepiranno il bonus 320 euro. Un lavoratore con moglie e 2 o più figli a carico che supera anche di poco i 1500 euro (parliamo di redditi di circa 26,000 euro annui), non percepirà neppure il becco di un quattrino, anzi subirà gli aumenti di tasse e imposte per finanziare il bonus.

La gente userà gli 80€ per i saldi…dei debiti che ha con Equitalia e banche

Analizzati 17mila tweet nelle prime settimane di vita del bonus: nel 59% dei casi si trovano commenti negativi. Non manca chi sottolinea la maggiore equità sociale, ma vincono l’ironia e l’amarezza per il continuo carico fiscale che di fatto annulla i benefici.

Infatti ecco i risultati.

Istat, scende il potere di acquisto delle famiglie: -0,2% su base annua.

Bonus di 80 euro ai redditi fino a 31 mila euro per chi ha tre figli

La novità è di quelle dal sapore elettoralistico: l’ ampliamento della platea dei beneficiari del bonus di 80 euro, tenendo conto del nucleo familiare.

Bonus 80 euro

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Il governo sta ragionando per capire se ci sono le coperture.

L’ipotesi più accreditata prevede di estendere il bonus ai nuclei monoreddito con almeno tre figli. Il tetto di reddito passerebbe in questo caso da 26 a 31 mila euro.

Bonus 80€. Circolare della Regione Siciliana con indicazione operative per l’applicazione del bonus

Il credito e il relativo importo vanno determinati sullo base dei dati reddituali in possesso dei sostituti di imposta.

Al fine di individuare la platea degli aventi diritto, si ritiene debba inizialmente farsi riferimento ai risultati dei conguagli per l’anno precedente.

I dipendenti che ritengono di non rientrare fra i destinatari dello norma, per carenza di presupposti (ad esempio perché titolari di ulteriori redditi di cui l’Amministrazione Regionale non sia a conoscenza) sono tenuti o darne tempestiva comunicazione al sostituto di imposto il quale provvederà al recupero.

Attenzione per chi si trova border line. Rischia di restituire in tutto o in parte il beneficio in sede di conguaglio. La circolare lo dice espressamente“Restano ferme in tutti i casi, le operazioni di conguaglio”.