Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici era già nel Def ma il governo ad aprile smentì

Per paura di perdere le elezioni europee dello scorso maggio il governo ha mentito.

Quando ad aprile i giornali scrissero che gli stipendi pubblici sarebbero stati bloccati anche per i prossimi anni perché così era scritto nel Documento di economia e finanza, il governo smentì sdegnato con apposita nota del sottosegretario Angelo Rughetti alla Funzione pubblica, Pd di rito renziano: il Def si scrive a legislazione vigente e quindi non può contenere il rinnovo dei contratti, quello sarà definito nella Finanziaria.

Ieri sera, però, un’apposita velina di palazzo Chigi ha smentito la smentita: “Il blocco degli stipendi pubblici era già nel Def, non c’è niente di nuovo”. Allora, se è vero, tutti dovrebbero sapere che nel Def è previsto il blocco totale fino al 2018, anno in cui vengono stanziati i soldi per la sola indennità di vacanza contrattuale fino al 2020.

CALCOLANDO gli aumenti non percepiti anno per anno il conto fa 6.250 euro a testa in cinque anni.

Queste perdite sono irreversibili ed andranno sommate nel tempo fino alla pensione del singolo lavoratore, arrivando a sfiorare i 30.000 euro nel caso l’uscita dal lavoro dovesse avvenire per esempio nel 2024.

Mancano risorse, stipendi statali bloccati anche nel 2015

StipendiDopo le indiscrezioni agostane e le smentite, ora il ministro della pubblica amministrazione lo dice ufficialmente: le buste paga dei dipendenti pubblici, congelate dal 2010, resteranno al palo anche l’anno prossimo. “In momento di crisi guardiamo a più bisognosi, per questo confermiamo gli 80 euro”.

Pubblico impiego, il blocco degli stipendi si estende. Dal 2010 è già costato fino a 5.000 euro ad ogni dipendente

Lavoratore copiaUna perdita di alcune migliaia di euro, almeno 4-5.000 in termini lordi dal 2010 ad oggi, per il solo effetto dei mancati rinnovi contrattuali. Il congelamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ha dato in questi anni un aiuto notevole al bilancio dello Stato, ma indubbiamente ha danneggiato in modo altrettanto consistenti i bilanci privati degli interessati…..continua a leggere

Nuovo blocco ai salari degli statali. I sindacati annunciano la mobilitazione. Da Renzi nessuna smentita. È il solito gioco delle parti

fantozziLa Cgil parla di soluzione «inaccettabile», la Cisl di ipotesi «immorale». E insieme alla Uil fanno fronte unico preannunciando un «autunno incandescente». Sindacati all’assalto del governo che progetta, come anticipato dal Messaggero, di estendere fino al 2016 il blocco delle retribuzioni che dovrebbe terminare alla fine di quest’anno.

Da Palazzo Chigi nessuna reazione.

Pubblico impiego. Si profila un nuovo blocco biennale dei contatti. Ma il governo dà alle Regioni licenza di assumere

Blocco dei contratti

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Non ci sono soldi per rinnovare i contratti bloccati dal 2010 ma il governo riapre alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, abolendo, in pratica, la normativa previgente che condizionava la possibilità di assumere sulla base dell’incidenza della spesa del personale su quella corrente.  È stato, infatti, abrogato il divieto di dare corso ad assunzioni per gli enti che presentino un rapporto tra la spesa per il personale e quella corrente superiore al 50%.

Altro che stimolare i consumi per alimentare la domanda interna.

Riforma PA: esuberi e mobilità, ma niente sblocco del contratto

fantozzi“E’ una situazione creata dalla crisi. L’impegno – ha proseguito il ministro – deve essere uno sforzo comune ad uscire dalla crisi perché solo uscendo dalla crisi possiamo far ripartire la contrattazione economica”.

Niente contratti, niente più Aran. Altro che Aran Sicilia. Vogliono sopprimere l’Aran nazionale

AranIn un certo senso abolire l’Aran, l’agenzia che contratta con i sindacati della pubblica amministrazione per conto del governo, non è illogico. I contratti del pubblico impiego sono bloccati dal 2009, e il Def del governo Renzi per i rinnovi non stanzia un centesimo fino al 2020. Niente contratti, niente più Aran, si potrebbe dire. Del resto nelle sue slides il Commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha indicato proprio l’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni nella lista degli enti e agenzie da sopprimere.

Blocco dei contratti fino al 2020. Ecco il conto per i dipendenti pubblici

Blocco dei contratti e stretta sui dirigenti_ il conto degli statali

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Dal ministero dell’economia è arrivata la nota di precisazione: nel Def non c’è “nessun riferimento a ipotesi di blocco dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. La notizia sarebbe, dice il dicastero guidato da Pier Carlo Padoan, priva “di fondamento”. La nota indica le motivazioni tecniche che avvalorerebbero la precisazione: Secondo la normativa contabile italiana, il finanziamento delle risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego è effettuato con la legge di stabilità.

Ma la smentita è solo tecnica. La smentita politica di Renzi non è arrivata.

Contratti Pa. Il Mef smentisce. Nel Def nessuna ipotesi di blocco al 2020. Il Governo vuole evitare la debacle alle europee?

Nel Def 2014 «non è contenuto, e non potrebbe esserlo, alcun riferimento a ipotesi di blocco di contrattazione nel settore pubblico. Le notizie in merito apparse sulla stampa non hanno alcun fondamento». Una nota del Mef diffusa nel pomeriggio, tesa a smentire l’idea circolata negli ultimi giorni di un blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici fino al 2020. E, allo stesso tempo, conferma che la possibilità è concreta, ma dovrebbe essere prevista dalla legge di Stabilità.

Sicuramente il Governo è preoccupato del voto di 3 milioni di dipendenti pubblici che, moltiplicato per i componenti del nucleo familiare fa almeno 10milioni di voti.

Altro che 3 anni. I rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti bloccati fino al 2020

StipendiContratti bloccati per gli statali fino al 2020. La nuova stangata è contenuta tra le previsioni del Def, che mette nel conto una risalita della spesa per le retribuzioni dei circa 3 milioni di dipendenti pubblici solo a partire dal 2018 e per uno 0,3% annuo (in sostanza fino al 2018 non vedremo 1 centesimo, dal 2018 sarà erogata solo al vacanza contrattuale pari allo 0,3%).

Gli stipendi, pertanto, resteranno ancora per un bel po’ bloccati: alla fine, se non ci saranno modifiche nei  prossimi anni, il settore pubblico non avrà avuto aumenti per un intero decennio.