In Sicilia gli stipendi degli onorevoli sono “spesa prioritaria”

Ars-vuota-foto-di-giorgio-ciaccio-624x300Priorità assoluta agli stipendi dei consiglieri rispetto a ogni altra spesa obbligatoria: è quanto stabilisce una norma inserita nella legge finanziaria dell’Assemblea regionale siciliana. Stanchi dei continui ritardi nei pagamenti, gli onorevoli hanno votato un emendamento che “blinda” le loro buste paga.

Il bluff del taglio degli stipendi

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Il tetto delle retribuzioni a 160 mila euro annui, voluto dalla giunta, riguarderà lo 0,06 per cento dei dipendenti. Alla fine dovrebbero essere in tutto una quindicina i burocrati che superano in modo sensibile il tetto dei 160 mila euro annui fissato dalla giunta fra amministrazione centrale, enti collegati e società partecipate, mentre saranno appena 2 i dirigenti della regione propriamente detta che dovranno rinunciare a qualcosa in busta paga.

Palazzo d’Orleans chiede che anche l’Ars si adegui, ma Ardizzone è orientato a dichiarare improponibile la norma.

Il tetto agli stipendi dei dirigenti è un bluff e alla fine i tagli saranno solo per i poveri fessi

È bastato aggiungere la parolina magica “fiscale” al comma di un articolo apparentemente rivoluzionario per evitare, in un colpo solo, un po’ di tagli alle buste paga dei dirigenti generali della Regione siciliana.

LEGGE 11 giugno 2014, n. 13.3

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Il limite alle retribuzioni fissato nella manovrina in realtà riguarda la parte “imponibile” dello stipendio. Così, per la maggior parte dei dirigenti generali non cambierà nulla. Ammesso che la norma entri mai effettivamente in vigore.

Chi volesse togliersi personalmente la curiosità, può scaricare la GURS a fianco (cliccandoci sopra) e leggere l’art. 13 comma 3.

Rispunta l’immunità parlamentare. Tagli a stipendi e privilegi solo per i fessi

Tra gli emendamenti congiunti depositati da Partito democratico e Lega Nord c’è la soppressione dell’articolo 6 del testo dell’esecutivo che applicava solo ai deputati l’articolo 68 della Costituzione sulle “Prerogative dei parlamentari”. Quindi, niente arresto e niente intercettazioni per i membri del ‘nuovo’ Senato. Una novità che sta scatenando polemiche, alle quali Roberto Calderoli, correlatore del testo ha risposto con una provocazione: “Se genera malumori allora togliamola sia ai deputati che ai senatori. Tutti siano trattati come cittadini comuni”.

Tagli. Supermanager in rivolta. La crisi devono pagarla solo i morti di fame

L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha messo le mani avanti: la riduzione dei compensi dei manager pubblici – cui stanno lavorando il premier Renzi e il commissario alla spending review Carlo Cottarelli – potrebbe determinare un «esodo forzato» dei dirigenti più bravi.

Il Giornale – La minaccia di Moretti a Renzi: se mi tagli lo stipendio vado via

Il Velino – Spending review, Renzi vs Moretti: Quando vedrà i tagli, sarà d’accordo

Dipendenti regionali strapagati? Ecco alcune tabelle a confronto

Le tabelle si riferiscono all’anno 2012 e sono state estrapolate dal sito della Ragioneria Generale dello Stato-Conto Annuale, cui le pubbliche amministrazioni devono comunicare annualmente i dati richiesti, tra cui la retribuzione media dei dipendenti.

Esaminando le retribuzioni comunicate dall’amministrazione regionale emergono alcuni elementi singolari su cui è necessario effettuare alcune verifiche:

  1. dalla retribuzione complessiva dei dirigenti sembrerebbe mancare la parte variabile.
  2. la retribuzione complessiva del personale del comparto (nel caso di funzionari e istruttori) sembrerebbe parametrata a funzionari e istruttori al massimo dell’anzianità e comprensiva di indennità (di cui non tutti godono) e straordinario (concesso, ormai, a pochi).

Detto ciò, mettendo a confronto le varie tabelle, emerge che, al netto delle osservazioni sopra effettuate, le retribuzioni dei dipendenti regionali sono assolutamente in linea (se non addirittura al di sotto) con quelle di altri comparti.

Tabelle stipendi
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Stipendi. Secondo il “Quotidiano di Sicilia” i dipendenti regionali sono strapagati

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Secondo il Quotidiano di Sicilia, a parte i superprivilegiati (i dipendenti dell’Ars), nella categoria dei privilegiati si possono annoverare i dipendenti regionali siciliani che, sulla base del conto annuale dello Stato 2011 fornito dalla Ragioneria generale, in media hanno una retribuzione di 28.517 euro contro la media di chi lavora al Pirellone che arriva a 25.296 euro, all’incirca il 12 per cento in più.

A risaltare, fra tutte le voci che compongono lo stipendio, quella della “Ria”, retribuzione individuale di anzianità, che è 12 volte più bassa in Lombardia rispetto a quanto previsto per i dipendenti regionali della Sicilia (3.755 euro contro gli appena 312 euro, ndr).

Se si prende il numero dei dipendenti al 31 dicembre 2008 (dati Corte dei Conti Sicilia 2009, personale dirigenziale compreso), ovvero 20.989 unità, emerge che il loro stipendio medio è pari a 38.963 euro. Se lo confrontiamo alla retribuzione media di un dipendente ministeriale (28.556 euro), riportata nel Conto annuale dello Stato anno 2008 della Ragioneria generale dello Stato, ogni regionale prende 10.407 euro in più di un ministeriale, cioè il 36 per cento in più. Ma se consideriamo il costo del lavoro (quindi non solo retribuzioni ma anche oneri sociali, spese per la formazione del personale, indennità di missione) si arriva ad una cifra monstre di 57.173 euro per i dipendenti regionali contro i 41.625 euro per i ministeriali, quindi il 37% in più per i “privilegiati” della Regione siciliana (che, qualche anno addietro venne arrotondato al 40% dal Corriere della Sera, percentuale poi ripresa da Le Figaro).

Superstipendi ai dirigenti la scure della manovra-bis su cinque enti regionali

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Nel mirino dell’ assessorato all’ Economia, alle prese con una manovra di bilancio lacrime e sangue, finiscono «i privilegi », così li definiscono in via Notarbartolo, di cinque controllate: Esa, Eas, Istituto vini e oli, Irsap e Istituto incremento ippico. In tutto un centinaio di stipendi che si potrebbero tagliare o ridurre.