Precari degli enti locali. Pressing sulla Regione per modifica norme su stabilizzazioni. Intanto legge di stabilità toglie 100 milioni alla Sicilia

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Pressing dei precari per ottenere una modifica alle norme che attualmente rendono difficilissime le stabilizzazioni: un problema che riguarda circa 18.500 mila persone nei Comuni.

Salta il rifinanziamento di 100 milioni dal 2015 destinato ai lavoratori socialmente utili di Napoli e Palermo. La norma della Legge di Stabilità (il comma 11 dell’articolo 17) non ha infatti passato il vaglio della commissione Bilancio della Camera.

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Annullata stabilizzazione precari Comune di Noto. Non avrebbe considerato titoli di impiegati con categoria inferiore

Secondo la sentenza del Giudice del Lavoro i contratti risulterebbero nulli in quanto l’iter di stabilizzazione non avrebbe rispettato alcune normative vigenti. Inoltre il comune, quando ha bandito i posti destinati agli impiegati aventi categoria D non avrebbe preso in considerazione i titoli di eventuali impiegati con categoria C già presenti all’interno della pianta organica.

Precari comune di Noto
Per leggere l’articolo cliccaci sopra – La gazzetta del sud del 26 giugno 2014

Stanno illudendo i precari? Enti locali, ecco chi ha diritto all’assunzione

Fonte: http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/345082/

di RICCARDO VESCOVO

Ars-vuota-foto-di-giorgio-ciaccio-624x300PALERMO. Ben 22 mila precari e un mini elenco con 150 esclusi: la Regione ha pubblicato l’albo dei lavoratori a tempo determinato impiegati soprattutto presso gli enti locali per blindare il settore e avviare le misure per la stabilizzazione stabilite nell’ultima finanziaria. L’elenco infatti stabilisce chi ha i requisiti per l’assunzione e diventerà ufficiale dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Dell’albo fanno parte Lsu e contrattisti mentre come detto sono stati 150 gli esclusi perché non risultano negli elenchi in possesso del dipartimento del Lavoro. Prima della pubblicazione in Gurs, i lavoratori avranno dieci giorni di tempo per integrare eventuali dati mandanti o correggere il numero dei componenti del nucleo familiare fiscalmente a carico, o inviare eventuali osservazioni. Far parte dell’albo è condizione essenziale per la stabilizzazione. L’elenco sarà utilizzato da tutti gli enti pressi i quali risultati in essere i contratti di lavoro ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato. Sul Giornale di Sicilia di domani un approfondimento sull’iter di stabilizzazone.

L’ALBO DEI LAVORATORI AMMESSI. CLICCA QUI

L’ELENCO DEGLI ESCLUSI. CLICCA QUI

Comuni siciliani alla bancarotta. Bloccati i piani di stabilizzazione dei contrattisti.

Si alza il livello di scontro tra gli enti locali e la regione. Bloccati i piani di stabilizzazione dei contrattisti. L’Anci: «Casse in rosso, non possiamo andare avanti». Oggi vertice a Palazzo d’Orleans. Crocetta: «La sfida non porta a nulla».

GdS – Posto fisso, traballa il sogno per 18 mila precari

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RISCHIA DI DOVER ASSUMERE 300MILA DIPENDENTI A TEMPO DETERMINATO

LavoratoreSui precari il governo rischia grosso. È in arrivo una condanna da parte dell’Europa che costringerebbe la Pubblica amministrazione ad assumere subito oltre 140.000 docenti ai quali poi potrebbero aggiungersi almeno altri 150.000 insegnanti abilitati ma per il momento fuori dalle graduatorie ad esaurimento.

Prepensionare e assumere a costo zero è come volere la botte piena e la moglie ubriaca

PensionePubblica Amministrazione. La Madia insiste su staffetta generazionale e dice no al blocco del turn over. Ma la Ragioneria Generale dello Stato chiede le coperture, perché prepensionare e assumere è costo.

“Se si mandano via persone che non vengono rimpiazzate – ha detto Francesco Massicci a capo dell’Ispettorato Generale per la Spesa Sociale della Ragioneria Generale dello Stato in un’audizione – “viene meno lo stipendio e la pensione ed è un costo neutrale. Ma se mando via persone che devo sostituire devo pagare lo stipendio, la pensione e la buonuscita e la legge deve prevedere una copertura”.

Cassazione. Nella Pa stabilizzazioni sotto esame. Decideranno le Sezioni unite sulla possibilità di assumere i precari senza concorso

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Nella Pa stabilizzazioni sotto esame

Giro di vite in vista per le assunzioni senza concorso e per la stabilizzazione dei lavoratori precari negli enti pubblici economici. Le Sezioni Unite della Cassazione dovranno pronunciarsi infatti sulla possibilità di convertire i rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato aggirando la regola del concorso pubblico.

La questione è stata rimessa alle Sezioni Unite dalla Sezione lavoro (ordinanza interlocutoria n. 4458/2014), investita di un ricorso dell’Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo volto a contestare una sentenza della Corte d’ appello di Palermo. Quest’ultima aveva ritenuto nullo il termine apposto a un contratto di lavoro stagionale (prorogato per 32 mesi) e lo aveva dunque trasformato in rapporto a tempo indeterminato.

Come ricorda la Sezione lavoro, nel pubblico impiego vige la regola del concorso, prevista dall’articolo 97 della Costituzione, come modalità ordinaria di reclutamento. Eventuali violazioni comportano la nullità del contratto e la responsabilità per danno erariale dei dirigenti in relazione al danno liquidato a favore del lavoratore (articolo 36 del Dlgs 165/2001).

Inoltre, nel pubblico impiego il divieto di conversione dei rapporti di lavoro a tempo determinato si giustifica per ragioni di controllo della spesa pubblica e di rispetto dei vincoli di bilancio ora rafforzati dal nuovo articolo 81 della Costituzione (legge costituzionale n. 1/2012). Vero è che il personale degli enti pubblici economici è soggetto al regime dei rapporti di lavoro privato.

Molte leggi, specie regionali, pur prevedendo la regola generale del concorso pubblico, ammettono sistemi alternativi (liste di collocamento e mobilità, prove di idoneità attitudinale non a numero chiuso eccetera) che portano poi a stabilizzare il personale per legge o in seguito a causa civile.

In dissenso con la sentenza d’appello, la Sezione lavoro dubita che gli enti pubblici economici possano godere di sistemi di reclutamento molto diverso da quello delle pubbliche amministrazioni. Ciò cozzerebbe col principio di imparzialità e le esigenze di controllo della spesa pubblica. E poiché, al di là del caso specifico, molte leggi regionali tendono a stabilizzare i rapporti di lavoro precari, la Sezione ritiene si bene che le Sezioni Unite facciano chiarezza una volta per tutte. In epoca di spending review il vento sta cambiando direzione.

Il Sole 24 Ore – 26 febbraio 2014 (tratto dal sito www.sivempveneto.it)

No ai concorsi interamente riservati e alle stabilizzazioni senza concorso

martedì 25 febbraio 2014 10:52

Regioni: e´ illegittima sia la stabilizzazione di dipendenti senza concorso, in assenza di comprovate ed insuperabili esigenze, sia le disposizioni che permettono alle amministrazioni regionali la potestà di indizione di concorsi interamente riservati

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V, 20.2.2014

Palazzo della Consulta Roma 2006

In virtù della giurisprudenza della Corte Costituzionale, la regola del pubblico concorso va applicata ai sensi dell’art. 97 Cost. anche al personale delle regioni – materia sottoposta alla potestà legislativa esclusiva di queste – da ciò consegue che non solo la stabilizzazione di dipendenti senza concorso, in assenza di comprovate ed insuperabili esigenze dell’ente pubblico, è del tutto illegittima, ma lo sono anche quelle disposizioni che permettono alle amministrazioni regionali la potestà di indizione di concorsi interamente riservati (sentenza n. 169 del 2010) ovvero laddove i bandi possono fissare un limite minimo, da espandere discrezionalmente in sede di concorso, di posti riservati ai dipendenti. Simili previsioni, oltre a contrastare con il suddetto principio del pubblico concorso, sono illegittime anche in riferimento ai principi di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione (sentenze n. 137 del 2013, nn. 99 e 51 del 2012). Quindi resta ammessa solamente l’ipotesi di un parziale riserva, poiché il concorso pubblico, per essere tale, deve essere aperto all’esterno e la riserva di posti a personale già dipendente oppure a particolari categorie deve essere giustificata da puntuali requisiti, ossia dalla peculiarità delle funzioni che il personale deve svolgere o da specifiche necessità funzionali dell’amministrazione (sentenza n. 99 del 2012): nel caso di specie la giustificazione può essere quella dei posti messi a concorso di ingegnere con particolari specializzazioni.

Ma lo svolgimento di un concorso con posti riservati, così come sottolineato dal TAR, deve rimanere un unico concorso nel quale i concorrenti esterni ed interni partecipano in condizioni di parità di fronte alle prove previste dal bando di concorso, e della riserva potrà tenersi conto al momento della redazione della graduatoria finale dei vincitori. Solo in tale momento eventuali candidati idonei interni all’amministrazione che ha bandito il concorso potranno eventualmente superare concorrenti esterni con voto migliore, in quanto dotati di un titolo di preferenza, alla stregua delle previsioni del d.P.R. n. 497/1994 circa la presentazione dei documenti attestanti il possesso dei titoli di riserva successivamente alle prove orali.

E’ del tutto evidente che una diversa regolamentazione, ossia quella di prove preselettive separate tra esterni ed interni, se non anche quella della separazione delle prove scritte ed orali tra le due categorie, condurrebbe inevitabilmente a una struttura procedimentale di un concorso del tutto duplice e quindi, in buona sostanza, a due concorsi, l’uno pubblico e l’altro totalmente interno, la cui ammissibilità, come si è visto, difficilmente può superare il vaglio della legittimità costituzionale, fatte salve circostanze eccezionali (sentenza n. 205 del 2004). Senza contare poi, come evidenziato in primo grado, che due diverse preselezioni potrebbero costituire un meccanismo di riserva intermedia a favore dei candidati interni, potendo anche eventualmente amplificare la riserva di base già prevista.

Fonte: http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/_

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Finanziaria 2014, i precari dovranno fare il concorso

Quotidiano di Sicilia Sabato 25 Gennaio 2014 – Per visualizzare l’articolo cliccaci sopra

Sulla vicenda dei precari il Commissario dello Stato Aronica si è espresso chiaramente nell’impugnativa, facendo calare la scure sui 600 precari della Regione, dando invece il via libera ai rinnovi dei contratti dei 22 mila precari degli enti locali. Gli articoli interessati vanno dal 30 al 34.

Precari Regione. Bocciato l’art. 32 della finanziaria
Viene spiegato infatti che, all’articolo 32, viene introdotta “una diversa ed autonoma disciplina per le proroghe della stabilizzazione del personale a tempo determinato in servizio presso la Regione, procedendo difformemente da quanto operato per il personale degli Enti locali”.

Finanziaria. Precari: via libera alla proroga triennale. Accantonato, per il momento, l’articolo 34 sulla stabilizzazione dei dipendenti Italter e Sirap

Ieri l’Ars ha approvato gli articoli fino al 35 sui 46 totali.

Approvate le norme per garantire le proroghe dei contratti dei precari siciliani. Enti locali, Regione, Pip, Asu, il “pacchetto” è passato quasi interamente senza troppe polemiche.

Restano fuori, per il momento, solo i lavoratori Italtel e Sirap, oltre agli “Spo”. Nasce quindi l’albo unico, garantite le proroghe triennali, i rinnovi costeranno circa 330 milioni solo per quest’anno. Quasi un miliardo nel triennio.