Crea sito

Approfondimenti. Il recupero delle somme indebite corrisposte ai dipendenti

Il recupero delle somme indebite corrisposte ai dipendenti

Tratto da Pubblika.it

(Un articolo di qualche tempo fa, ma sempre attuale)

Tra le varie problematiche che investono l’ufficio personale delle amministrazioni pubbliche, vi è anche la valutazione di come agire quando ci si accorge di aver erogato somme ai propri dipendenti che non avrebbero dovuto essere corrisposte.

L’art. 2033 del codice civile rubricato “indebito oggettivo” recita così: “Chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda”.

Era consuetudine leggere di disposti che difendevano la non ripetibilità di somme devolute ad un dipendente anche qualora le stesse non fossero dovute. Questo in ragione della buona fede del soggetto percettore. Era sufficiente quindi, che venisse dimostrata la buona fede del percipiente per configurare una irripetibilità delle somme.

La privatizzazione del rapporto di pubblico impiego ha condotto la stessa giurisprudenza in una direzione diametralmente opposta e, ad oggi, unanime. Ne è conseguito il diritto della Pubblica Amministrazione a chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite dal dipendente, fatta salva la necessità di operare il recupero con modalità non eccessivamente gravose per il dipendente.

Il recupero va operato al netto di contributi e imposte. Così la pensa il T.A.R. Toscana nella sentenza n. 858 pubblicata il 22 giugno 2017.
Per unanime e consolidata giurisprudenza il recupero delle somme va operato al netto dei contributi e delle imposte versate. Il principio che sottende alla regola è quello di non poter chiedere ad un soggetto (chi ha percepito l’indebito), quanto non è mai entrato a far parte della sua sfera patrimoniale.

Scarica dal link sottostante il testo completo dell’approfondimento.