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Scuola, divario Nord-Sud sullo stipendio dei docenti: torna il tema delle gabbie salariali. “A parità di mansioni, secondo il sindaco di Milano Sala, un lavoratore di Reggio Calabria dovrebbe avere una retribuzione minore rispetto ad un lavoratore di Milano

Ma siamo veramente sicuri che a Milano il costo della vita (a parte il costo degli immobili e degli affitti in centro) è più alto rispetto ad altre citta?

Non mi pare (anzi sono certo) che le catene dei supermercati (Conad, Coop, Despar, Famila, Decò, Esselunga, etc. applichino prezzi diversi da città a città, quindi la spesa costa lo stesso a Milano, a Palermo o a Reggio Calabria.

Non mi pare (anzi sono certo) che le catene di abbigliamento come Zara, H&M, Zuiki, Tommy Hilfiger, Pinko, Alcott, Harmont & Blaine, Liu Jo, etc. o di scarpe come Bata, Timberland, Zalando, Foot Locker, Adidas, etc. applichino prezzi diversi da città a città, quindi abbigliamento e scarpe costano lo stesso a Milano, a Palermo o a Reggio Calabria.

Al contrario, al sud si spende molto più che al nord per avere trasporti meno efficienti, basta guardare il costo di biglietti e abbonamenti a bus o metro o il costo dei biglietti aerei ad esempio Palermo-Milano A/R o il costo dell’assicurazione auto che al sud è molto più cara che al nord.

Se poi, invece, a Milano devi guadagnare di più per cenare ogni sera al ristorante, magari da Carlo Cracco, o per andare tutti i week end a sciare a Cortina, allora il discorso cambia.


La storia delle gabbie salariali

La differenziazione territoriale degli stipendi era stata introdotta nel 1945 e si è conclusa nel 1969. Si trattava di “tabelle salariali” che applicavano differenziali retributivi per macro aree geografiche con livelli salariali minori al Sud rispetto a quelli al Nord per rispecchiare il diverso costo della vita. Nel Dopoguerra l’Italia era divisa in 14 zone che, nel 1961, erano state dimezzate con una diminuzione dello scarto tra la prima e l’ultima dal 29% al 20%. Dopo anni di lotte e vertenze nazionali dei sindacati, il 21 dicembre 1968 l’Intersind, l’associazione che rappresentava le aziende a partecipazione statale, accettò l’eliminazione delle gabbie seguita successivamente anche da Confindustria.

Le gabbie salariali riproposte nel corso degli anni

Da quando sono state abolite, il tema delle gabbie salariali è stato continuamente riproposto. Dal 2000 è soprattutto la Lega a parlarne con proposte avanzate da Roberto Calderoli e sostenute da Umberto Bossi. Anche Silvio Berlusconi, nel corso dei suoi Governi, si è più volte espresso a favore di un ritorno della differenziazione territoriale dei salari. Nel 2019 è stata la Lega a proporre di reinserire le gabbie salariali durante il vertice sulle autonomie spaccando la maggioranza gialloverde con il M5S che aveva tacciato l’ipotesi come “totalmente inaccettabile”.


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