Crea sito

Riclassificazione. Dal 22/07/2020 la proposta Cobas/Codir pubblicata sul sito. Divisioni e “pataccari” favoriscono questo governo! Le “favole” lasciamole raccontare ad altri

Palermo 17 giugno 2021

SUL SITO WWW.CODIR.IT ALLA PAGINA “ULTIMISSIME”, IN DATA 22 LUGLIO 2020, IL COBAS-CODIR AVEVA GIA’ PUBBLICATO LA PIATTAFORMA DI RICLASSIFICAZIONE DI TUTTO IL PERSONALE REGIONALE FRUTTO DELLE RICHIESTE E PROPOSTE AVANZATE, NEI MESI PRECEDENTI, DAI PROPRI ISCRITTI SU ESPRESSA RICHIESTA DEL SINDACATO.La proposta, pertanto, è sotto gli occhi di tutti ed è ancora suscettibile di ulteriori migliorie qualora gli spazi di trattativa lo consentiranno.Purtroppo però le divisioni, erroneamente alimentate in questi ultimi mesi da dipendenti evidentemente disinformati nuocciono all’avvio del percorso contrattuale che langue, ancora, nei tavoli del governo regionale e che ha tutto il vantaggio ad alimentare una lotta intestina tra lavoratori (sopratutto A e B) mantenendo, così, lo status quo fatto di sfruttamento, ingiustizie e mancato riconoscimento dei più elementari principi di rispetto della dignità economica e giuridica della forza lavoro in campo.Il COBAS-CODIR invita, pertanto, tutti i lavoratori regionali, nessuno escluso, a rimanere uniti nella lotta ed evitare sterili e dannose contrapposizioni che, come i “capponi di Renzo” continuerebbero a beccarsi tra di loro a tutto vantaggio di chi, di lì a poco, li metterà tutti nella stessa pentola.Fermi restando, quindi, i contenuti specifici della proposta in premessa indicata, questi sono i principi generali che devono essere rispettati:

– LA RICLASSIFICAZIONE NON PUO’ NON RIGUARDARE TUTTO IL PERSONALE;

LA RICLASSIFICAZIONE NON PUO’ PREVEDERE SEMPLICI PROGRESSIONI VERTICALI;

– LA RICLASSIFICAZIONE DOVRA’ TENERE CONTO DELLE MANSIONI EFFETTIVAMENTE SVOLTE;

– LA RICLASSIFICAZIONE DOVRA’ TENERE CONTO DEI TITOLI DI STUDIO POSSEDUTI;

– LA RICLASSIFICAZIONE DOVRA’ PREVEDERE L’ABOLIZIONE DI TUTTE LE FIGURE PROFESSIONALI INUTILI PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE MODERNA ED EFFICIENTE.

Attenzione però: sopraggiunge, su tutto questo contesto, un nuovo Decreto Legge del “recidivo”neo ministro alla funzione pubblica che, contrariamente a chi crede contenga provvedimenti positivi, in realtà, prevedrebbe la valorizzazione di una limitata parte del personale (50% delle risorse assunzionali disponibili) legata esclusivamente alle valutazioni della performance e agli incarichi più o meno “politici” ricevuti come uffici di gabinetto, segreterie politiche etc. Questo è un ulteriore motivo per evitare le divisioni e “accelerare al massimo” per concretizzare una riclassificazione di tutto il personale che attende, ormai, da troppo tempo!

D.L. Reclutamento. Cancellato il nulla osta per la mobilità

Il comma 7 dell’art. 3 del D.L. n. 80/2021 (c.d. decreto “Reclutamento”) ha modificato in modo sostanziale la disciplina della mobilità volontaria, prevedendo l’eliminazione del nulla osta dell’amministrazione di appartenenza del dipendente che voglia usufruire della mobilità verso un’altra amministrazione (fatta eccezione per alcuni casi particolari espressamente previsti dalla norma stessa).

ECCO L’ART. 30 COMMA 1 DEL D.LGS. 165/2001 DOPO LE MODIFICHE

Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all’articolo 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento.

E’ richiesto il previo assenso dell’amministrazione di appartenenza nel caso in cui si tratti di posizioni motivatamente infungibili, di personale assunto da meno di tre anni o qualora la suddetta amministrazione di appartenenza abbia una carenza di organico superiore al 20 per cento nella qualifica corrispondente a quella del richiedente.

E’ fatta salva la possibilità di differire, per motivate esigenze organizzative, il passaggio diretto del dipendente fino ad un massimo di sessanta giorni dalla ricezione dell’istanza di passaggio diretto ad altra amministrazione.

Le disposizioni di cui ai periodi secondo e terzo non si applicano al personale delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali e’ comunque richiesto il previo assenso dell’amministrazione di appartenenza.

Al personale della scuola continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in materia. Le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere.

In sostanza la norma stabilisce che resta obbligatorio l’assenso dell’amministrazione cedente in tre casi:
– posizioni motivatamente infungibili;
– personale assunto da meno di tre anni;
– quando il soggetto che richiede la mobilità abbia una “qualifica” per la quale nell’ente di appartenenza via sia “una carenza di organico superiore al 20 per cento”.