Nella Pa tutti in presenza ma con turni a rotazione

A ottobre tutti i dipendenti pubblici torneranno in presenza. Ma fino a quando il Cts non modificherà le norme di sicurezza sul distanziamento e sui trasporti pubblici, il rientro sarà organizzato per turni a rotazione e fasce orarie. Sono queste le principali novità che saranno contenute in un decreto ministeriale e nelle linee guida che nei prossimi giorni saranno emanate dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Venerdì 24 settembre, il presidente del consiglio Mario Draghi ha firmato il decreto che riporta la modalità in presenza come quella “ordinaria” di prestazione lavorativa. Finisce, insomma, con un mese e mezzo di anticipo sulla scadenza del 31 dicembre, lo stato di emergenza almeno per i dipendenti pubblici.

Il primo nodo che dovrà essere sciolto è quello del rispetto del distanziamento di almeno un metro tra i dipendenti che torneranno in ufficio. Fino a quando il Comitato tecnico scientifico non emanerà nuove direttive, il rispetto delle attuali disposizioni dovrà essere garantito attraverso una turnazione delle presenze in ufficio.

Statali. Scatti ogni 2 anni in base al merito. Classifica stilata dai dirigenti

La bozza di contratto completa, consegnata qualche giorno fa dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo ai sindacati, prevede una sorta di mix tra valutazione del merito e anzianità. Ma per le progressioni economiche, che vengono definite nel documento «differenziali stipendiali di professionalità», la valutazione al momento sembra essere l’elemento prevalente per ottenere gli aumenti di stipendio. Per ogni area ci sarà un numero massimo di scatti che potranno essere assegnati ai dipendenti. Per poter avere lo scatto bisognerà partecipare a una «procedura selettiva». Come detto ogni dipendente che ottiene uno scatto, poi potrà rifare domanda dopo due anni. Con quali criteri saranno fatte le graduatorie con le quali saranno assegnati gli scatti? La “classifica” dei dipendenti sarà definita in base alla media aritmetica semplice degli ultimi tre punteggi conseguiti nella valutazione annuale di performance individuale, a partire dalla media più elevata e proseguendo in ordine decrescente.

Si tratterà insomma, di una classifica fatta esclusivamente in base al merito.

Green pass, rientro in presenza e smart working: ecco tutte le tappe

Dal sito funzionepubblica.gov.it

Con il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127, il Governo ha esteso a tutto il personale delle pubbliche amministrazioni l’obbligo di possedere e di esibire, per l’accesso al luogo di lavoro, la certificazione verde COVID-19 (il cosiddetto green pass), escludendo da tale obbligo i soli soggetti esentati dalla campagna vaccinale per motivi sanitari.

Estendendo l’obbligo della certificazione verde Covid-19 anche ai lavoratori del settore pubblico, il Governo incrementa l’efficacia delle misure di contrasto alla circolazione del virus e consente, tramite il rientro in presenza dei pubblici dipendenti, di incrementare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di un passaggio indispensabile per sostenere le esigenze dei cittadini e delle imprese, in particolar modo di quelle impegnate nelle attività connesse all’attuazione del PNRR.

Le linee guida Brunetta-Speranza

In questo contesto, per fornire a tutte le pubbliche amministrazioni una cornice omogena di condotte e di risorse strumentali attraverso le quali dare piena attuazione al rientro in presenza, i Ministri Brunetta e Speranza stanno elaborando specifiche linee guida che saranno adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed emanate in tempo utile a consentire un ordinato rientro dei dipendenti pubblici. In tale documento saranno indicati gli strumenti tecnologici necessari alla implementazione delle piattaforme digitali per la verifica del green pass e saranno fornite indicazioni procedurali per la gestione del personale, soprattutto in fase di prima attuazione dell’obbligo.

Il Dpcm per il ritorno in presenza

Il quadro sopra esposto ha posto, dunque, le premesse per superare l’utilizzo del lavoro agile quale strumento di contrasto al fenomeno epidemiologico e ha consentito al Governo di stabilire – con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e firmato il 23 settembre – che, a decorrere dal 15 ottobre 2021, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni è soltanto quella svolta in presenza. Si torna, pertanto, al regime previgente all’epidemia pandemica, disciplinato dalla legge 22 maggio 2017, n. 81, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” (la legge Madia), così come modificata dai successivi provvedimenti normativi.

Il decreto ministeriale per definire le modalità del rientro

Per realizzare un ordinato rientro in ufficio dei pubblici dipendenti, le modalità saranno disciplinate da un decreto del Ministro della Pubblica amministrazione accompagnato da apposite linee guida. Inoltre, per evitare di concentrare l’accesso al luogo di lavoro nella stessa fascia oraria o di ingolfare i trasporti pubblici nelle ore di punta, sarà consentita una più ampia flessibilità degli orari di ingresso e di uscita. Il decreto stabilirà, inoltre, che nelle more della disciplina del lavoro agile da parte del Contratto collettivo nazionale, attualmente in fase di discussione tra Aran e organizzazioni sindacali, l’accesso a tale modalità di lavoro avverrà unicamente previa stipula dell’accordo individuale e subordinatamente all’esistenza delle seguenti condizioni:

  • non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi resi all’amministrazione a favore degli utenti;
  • l’amministrazione deve disporre di una piattaforma digitale o di un cloud o comunque di strumenti tecnologici idonei a garantire la sicurezza delle comunicazioni tra lavoratore e amministrazione;
  • deve aver previsto un piano di smaltimento degli arretrati e deve fornire al personale i devices necessari.

Il Piano integrato di attività e organizzazione

Queste modalità attuative confluiranno strutturalmente nella sezione del Piano integrato della pubblica amministrazione (PIAO, introdotto dal decreto legge n. 80/2021) destinata ad assorbire i contenuti dei piani organizzativi del lavoro agile (POLA) e che fornirà a tutte le pubbliche amministrazioni, a partire dal 31 gennaio 2022, uno strumento di semplificazione e di pianificazione delle attività e delle strategie da porre in essere.

Il contratto collettivo

Il quadro sopra delineato sarà completato, nel volgere di alcune settimane, dalla disciplina in materia di lavoro agile che Aran e sindacati stanno elaborando nell’ambito del tavolo contrattuale in corso e che, al momento, vede già discussi e approvati i seguenti temi: la definizione di lavoro agile; l’accesso; l’accordo individuale; relazioni sindacali; fasce di contattabilità e disconnessione; trattamento economico.

Quali strade per le progressioni verticali?

Dal sito gianlucabertagna.it

Scrive Bretagna: In queste settimane mi è stato più volte chiesto se vi è ancora la possibilità di riservare, in sede di concorso, una percentuale di posti ai dipendenti interni all’ente.

La risposta è negativa. Infatti, il d.l. 80/2021, all’articolo 3 ha sostituito integralmente l’art. 52 comma 1-bis del d.lgs. 165/2001 che in precedenza prevedeva tale possibilità di riserva in sede di concorso. Nel nostro ordinamento, pertanto, non esiste più alcuna disposizione che permette di agire con tale procedura per le progressioni verticali.

Le uniche due possibilità sono quindi:

  • per il triennio 2020/2022 un concorso riservato agli interni con procedure che non possono superare il 30 per cento di quelle previste nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per ciascuna categoria (A, B, B3, C, D) come da art. 22 comma 15 del d.lgs. 75/2017;
  • il riscritto art. 52 comma 1-bis del d.lgs. 165/2001 che prevede la più “semplice” procedura comparativa.

Una sintesi, può essere la seguente.

Green pass. La casta si fa pagare anche i tamponi obbligatori

Roberto Fico, dallo scranno più alto di Montecitorio, dice solenne: «Oggi, come è sempre stato, quello che accade fuori, accadrà dentro il Parlamento. Quindi le regole che varranno per fuori varranno per la Camera dei Deputati». Cioè per entrare a Montecitorio dal 15 ottobre green pass obbligatorio. Per i deputati non vaccinati sarà necessario un tampone negativo ogni 48 ore. Quindi gli onorevoli dovranno spendere come i comuni mortali, circa 180 euro al mese (15 euro a tampone)? Seeee, ciao core! I tamponi saranno a carico del fondo previdenziale interno di Montecitorio.

Smart working. Draghi ha firmato il Dpcm sulla Pa. Dal 15 ottobre la “modalità ordinaria” di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni torna ad essere quella in presenza

La “modalità ordinaria” di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Ai dipendenti pubblici viene assicurato che il ritorno negli uffici avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti-Covid. È quanto prevede il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi.


Il DPCM non contiene nessuna indicazione sui lavoratori fragili.
Il DPCM parla di rientro in sicurezza. Le amministrazioni comincino con il fornire regolarmente le mascherine il cui costo non può gravare sui lavoratori.

In Germania guai a parlare di obbligo vaccinale

In germania il green pass all’italiana è completamente sconosciuto e guai a parlare di obbligo vaccinale.

Sarà perché in Germania ormai sono tutti vaccinati? No, anzi: “solo” il 62,7% della popolazione è completamente immunizzato, contro il 68% di quella italiana. Allora forse in Germania non esistono no-vax? Falso anche questo, come dimostrano le manifestazioni (ben più frequentate degli sparuti drappelli di no-vax italiani) che hanno invaso Berlino, Stoccarda, Monaco, Amburgo e tante altre città. Allora si vede che in Germania ci sono meno casi, meno contagi e dunque il problema è percepito come meno urgente? No, anche su questo i numeri non mentono: secondo i dati più recenti, l’incidenza settimanale in Germania è di 76,3 casi per 100.000 abitanti contro i 64 dell’Italia. Forse che la legge tedesca non consente l’introduzione di un obbligo? Sbagliato: anche la legge fondamentale della Repubblica Federale – seppur in modo meno esplicito dell’art. 32 della Costituzione Italiana – riconosce la possibilità di introdurre un obbligo di vaccinazione per le categorie a rischio (che, in astratto, potrebbero anche coincidere con l’intera popolazione).

Insomma, o la Germania sta commettendo un azzardo spaventoso, oppure in Italia regna una psicosi collettiva.

Piano della Performance 2021-2023

Risulta a queste OO.SS. che non è stato ancora definito il Piano Triennale della Performance 2021-2023 che, come è noto, costituisce un documento centrale del Ciclo della Performance assieme all’individuazione annuale degli obiettivi dei diversi centri di responsabilità a seguito della “Direttiva di indirizzo per la programmazione strategica” del Presidente della Regione e alle direttive generali per l’azione amministrativa e la gestione, emanate annualmente dal Presidente della Regione e dagli Assessori.
Considerato che, secondo consolidata giurisprudenza, costituisce danno erariale per il vertice politico l’erogazione di compensi incentivanti in assenza del piano della performance che definisca la previa assegnazione degli specifici obiettivi da raggiungere si invitano le SS.LL. a volere porre in essere, ciascuno secondo le rispettive competenze, tutti gli adempimenti necessari alla definizione del più volte citato “Piano”.

Le Segreterie Regionali

AVVISO 3-2021 – Apertura termini per la presentazione di domande di prestiti

Avviso 3/2021. Erogazione di prestiti al personale in servizio ed in quiescenza.
Sono previsti 70 prestiti, suddivisi nelle tipologie previste (pluriennali, piccoli prestiti, studi universitari), con importi compresi fra 40 mila e 10 mila euro, da restituire a tasso agevolato.
Le domande devono essere presentate esclusivamente per posta elettronica, dal 27 settembre e fino all’8 ottobre p.v.
La modulistica e i materiali normativi e di prassi che disciplinano i prestiti del Fondo Pensioni sono reperibili nella sezione “welfare” del portale del Fondo.

Coordinamento del Ciclo della performance nell’Amministrazione Regionale

L’art. 11 della legge regionale 5 aprile 2011 n. 5 ha introdotto anche nell’Amministrazione Regionale il concetto di performance secondo quanto previsto dal D.lgs 27 ottobre 2009, n. 150 definendo, con successivo D.P. Reg. 21 giugno 2012, n. 52 e s.m.i., il nuovo “Ciclo di gestione della performance” che, in coerenza con i contenuti e con il ciclo di programmazione finanziaria e di bilancio, si sviluppa nelle fasi della programmazione, del monitoraggio e controllo, della misurazione e valutazione della performance organizzative e individuale e della rendicontazione dei risultati.
A seguito dell’emanazione della Direttiva di Indirizzo del Presidente agli assessori, attività di specifica responsabilità del Presidente della Regione, le attività sopra cennate riguardano:
• l’emanazione delle Direttive Generali per l’azione amministrativa emanate dal Presidente e dagli Assessori i cui contenuti rappresentano i presupposti per la predisposizione del Piano della performance a cura del Presidente della Regione;
• la programmazione degli obiettivi: a) dei Dirigenti Generali e degli altri dirigenti apicali; b) dei dirigenti di Aree, Servizi, Uffici di staff e Unità Operative;
• il monitoraggio, cioè il controllo di gestione all’interno dei singoli Dipartimenti e Uffici;
• la rendicontazione da parte del singolo dirigente, del dirigente apicale, del Dipartimento (Performance organizzativa) e dell’Amministrazione nel suo complesso (Relazione sulla performance predisposta dal Presidente della Regione);
• la valutazione di tutto il personale dell’Amministrazione;
• la predisposizione e l’aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance.
A oggi, gli adempimenti concernenti il coordinamento di tutte le appena cennate attività del Ciclo della performance della Regione Siciliana sono attribuiti a diversi uffici: Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione; Servizio 6 “Coordinamento controlli gestione” della Segreteria Generale; Area 1 “Affari della Direzione e coordinamento” del Dipartimento della Funzione Pubblica; Struttura Tecnica Permanente a supporto dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), causando interferenze, sovrapposizioni e ritardi in tutti gli adempimenti, in particolare quelli relativi alla erogazione delle premialità a tutto il personale (dirigenziale e di comparto), come già avvenuto per l’anno 2019 e come presumibilmente avverrà anche per l’erogazione dell’anno 2020.
Per quanto sopra, attesa la complessità e strategicità della materia, queste OO.SS. reputano altamente opportuno accentrare tutte le suddette funzioni in un’unica struttura affidando alla medesima altresì il supporto istruttorio dovuto dall’Amministrazione per tutte le competenze relative al Ciclo della performance.

Le Segreterie Regionali