Tribunale di Venezia sentenza n. 1069/2020 Pa, niente buoni pasto ai dipendenti in smart working

Il giudice del lavoro del tribunale di Venezia nella sentenza n. 1069/2020 da ragione al Comune e nega la possibilità di riconoscere i buoni pasto ai dipendenti in smart working. I buoni pasto non sono dovuti al lavoratore in smart working e di conseguenza la loro mancata corresponsione non deve essere oggetto di contrattazione e confronto con le sigle sindacali. È questa l’importante conclusione della prima sfida tra un’amministrazione pubblica e un sindacato approdata a un tribunale del lavoro. La sentenza n. 1069/2020 del tribunale di Venezia non dà alcuno spazio per poter riconoscere il beneficio durante il lavoro agile (smart working) diventato la modalità ordinaria di prestazione lavorativa durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.
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Servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto elettronici. Siamo alla volata finale

Card mensaStando alle ultime notizie assunte, sembrerebbe che l’iter che dovrebbe portare all’attribuzione dei buoni pasto elettronici stia entrando nella sua fase conclusiva.

Decorsi, infatti, i termini per la presentazione di eventuali ricorsi da parte di altre ditte partecipanti, la Società che si è aggiudicata la gara (“DAY Ristoservice SPA”) ha fornito l’elenco degli esercizi convenzionati suddivisi per comune e per vicinanza agli uffici.

Dei circa 1300 esercizi richiesti dal capitolato sembrerebbe ormai certo che la società aggiudicataria ne abbia fornito circa un centinaio in più. Ciò consentirà di effettuare alcuni aggiustamenti soprattutto in alcuni comuni limitrofi rispetto a Palermo.

La società ha aggiunto anche esercizi convenzionati in alcuni comuni dove, ancorché non siano presenti uffici regionali, risultava un numero cospicuo di residenti.

Nei prossimi giorni le convenzioni con i circa 1500 esercizi commerciali, tra ristoro e catene di supermercati, verranno presentate dalla società aggiudicataria al Dipartimento Funzione Pubblica per l’approvazione.

Gli esercizi commerciali convenzionati verranno resi noti quanto prima. Essi saranno dotati di apposito pos per la lettura delle card che verranno distribuite quanto prima al personale.

A breve partirà un breve corso di formazione per i dipendenti incaricati dai vari dipartimenti che spiegherà il funzionamento del software fornito dalla società.

Sembrerebbe che tutto stia procedendo senza intoppi e il prossimo mese di luglio, giorno più, giorno meno, il servizio dovrebbe andare a regime.

Come già anticipato in un precedente post, in fase di avvio la card dovrebbe essere caricata degli importi maturati relativamente all’anno 2013.

PUBBLICO IMPIEGO. Il limite al valore dei buoni pasto, anche dei dipendenti regionali (compreso le regioni autonome), è di competenza statale

Lo ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale n. 225/2013 depositata il 19 luglio 2013.

Ecco, in sintesi, cosa dice la Corte.

L’art. 5, comma 7, D.L. 6 luglio 2012, n. 95 («Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario»), convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135, non è incostituzionale laddove fissa un limite all’importo che le pubbliche amministrazioni, ivi comprese le Regioni a statuto speciale, possono attribuire ai predetti buoni pasto.

La norma censurata, che fissa un limite all’importo che le pubbliche amministrazioni, ivi comprese le Regioni a statuto speciale, possono attribuire ai predetti buoni pasto, disciplina, dunque, una componente del trattamento retributivo previsto dal contratto di lavoro, in regime di contrattualizzazione del rapporto di pubblico impiego, ed è, pertanto, riconducibile alla competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile.

Autorizzazione pagamenti 2012 nei limiti del patto di stabilità

Preso atto della nota prot. n. 168218 del 13 dicembre 2012 con la quale il Dirigente Generale del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale ha invitato i Servizi Gestione Giuridica ed Economica a provvedere al pagamento dell’indennità di mensa relativa anche ai rientri non obbligatori nei limiti dei budget assegnati, Il Cobas/Codir chiede al Ragioniere Generale la proroga del termine, fissato al 14/12/12, per l’inoltro dei titoli di spesa alle competenti Ragionerie Centrali al fine di non aggravare ulteriormente il patto di stabilità per l’anno 2013.

Riduzione dell’indennità di mensa. Vogliamo subito il ticket

In attuazione dell’art. 5 comma 7, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito in legge con modificazioni con legge 7 agosto 2012, n. 135 (c.d. spending review) il dirigente generale della Funzione Pubblica ha dato disposizione agli uffici del personale di provvedere, a decorrere dal 1° ottobre 2012, alla liquidazione dell’indennità di mensa nella misura di 7,00 euro (Scarica la nota).

Il COBAS/CODIR, nelle more della verifica della legittimità della disposizione della Funzione Pubblica, chiede l’immediata corresponsione dei buoni pasto (ticket) al fine di evitare che questa cifra venga ulteriormente tassata riducendosi a poco più di 3,5euro (Scarica la nota del Cobas/Codir)

Spending review: restano le pensioni d’oro, tagliati i buoni pasto agli statali

Nessun taglio alle 100mila pensioni d’oro che ogni anno costano 13 miliardi. Sì invece a quello dei buoni pasto per 450mila dipendenti pubblici che fa risparmiare solo 10 milioni.

Indennità di mensa. A Palazzo d’Orleans scongiurata la “pausa lunga” (almeno per il momento)

Grazie alle argomentazioni addotte dal Cobas/Codir si è scongiurato il rischio della “pausa lunga” che avrebbe causato notevoli disagi, sia logistici che economici ai dipendenti di Palazzo d’Orleans.

Le indiscrezioni filtrate, infatti, erano giuste.

La Segreteria Generale oggi ha proposto un’articolazione dell’orario di lavoro, che prevedeva una pausa di 2 ore tra l’orario mattutino e l’orario pomeridiano in plus orario, finalizzata ad escludere la corresponsione dell’indennità di mensa.

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Indennità di mensa. Ma chi lo dice che facendo una pausa superiore ad 1 ora la mensa non spetta?

Domani alle ore 10,00 le OO.SS. sono convocate presso la Segreteria Generale di Palazzo d’Orleans per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  1. Articolazione orario di lavoro per il personale in servizio presso la Segreteria Generale e presso la Batteria di Palazzo d’Orleans;
  2. Varie ed eventuali.

Da indiscrezioni filtrate sembrerebbe che la Segreteria Generale voglia proporre una nuova articolazione dell’orario di lavoro finalizzata ad escludere la corresponsione dell’indennità di mensa.

In sostanza sembrerebbe che la Segreteria Generale proporrà ai sindacati un accordo che prevede una pausa superiore ad 1 ora (si vocifera 1 ora e mezza), facendo venir meno il diritto alla corresponsione dell’indennità di mensa.

Approfitto dell’occasione per effettuare alcune precisazioni e sgombrare il campo da equivoci.

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Indennità di mensa. Quest’anno tutti a dieta.

Sull’indennità di mensa la Funzione Pubblica ribadisce quanto precedentemente detto. leggi qui

I fondi stanziati nel bilancio 2012 sul capitolo mensa consentono di assicurare il pagamento della relativa indennità per i soli rientri obbligatori quantificati (escluso il periodo di ferie) in 41 rientri.

Gli Uffici che hanno finanziamenti extraregionali (APQ, ordinanze, etc.) possono chiedere che la mensa possa essere posta a carico delle medesime fonti finanziarie.

Ecco due circolari sull’argomento.

La prima del Dipartimento Bilancio e Tesoro Scarica la circolare

La seconda della Funzione Pubblica Scarica la circolare