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Circolare dell’Assessore alla Funzione Pubblica. Disposizioni per contrastare l’assenteismo sui luoghi di lavoro

Circolare dell’Assessore alla Funzione Pubblica per contrastare l’assenteismo (e frenare il fiorire di circolari estemporanee già diramate da qualche dirigente generale).

Suddetta circolare, in sostanza, ricorda l’osservanza dell’orario di lavoro richiamando le direttive già a suo tempo emanate dal Dipartimento della Funzione Pubblica con la circolare prot.n. 173448 del 23 dicembre 2015 cui rinvia.

La nuova circolare richiama, inoltre, il “Codice di comportamento” dei dipendenti della Regione Siciliana allegato al “Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza per l’anno 2018/2020”, approvato con D.P. a 524 del 31/01/2018, il cui articolo 11, comma 2 espressamente recita “il dipendente utilizza i permessi di astensione dal lavoro, comunque denominati, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti, e dai contratti collettivi, ed è tenuto comunque ad informare preventivamente il proprio dirigente nel caso della necessità di abbandono temporaneo del posto di lavoro”.

La circolare rammenta, infine, l’articolo 13 del sopra citato “Codice di comportamento” dei dipendenti della Regione Siciliana recante “Disposizioni particolari per i dirigenti” che al comma 8 attribuisce al dirigente il preciso compito della vigilanza sul rispetto dell’orario di servizio e sulla utilizzazione dei permessi.

 

La Funzione Pubblica emana circolare sui nuovi requisiti di accesso alla pensione in base all’adeguamento alla speranza di vita

Nel biennio 2019-2020 i requisiti per andare in pensione si alzeranno di cinque mesi. Il Decreto del M.E.F. del 5 dicembre 2017 che stabiliva l’incremento di 5 mesi era stato pubblicato sulla G.U. n. 289 del 12 dicembre 2017.

Con suddetta circolare la Funzione Pubblica chiarisce che i nuovi requisiti si applicano anche ai prepensionamenti ai sensi della L.R. 9/15.

Anziché lavorare alle direttive per il rinnovo dei contratti la Funzione Pubblica continua a emettere circolari demagogiche

E’ SOLO FUMO NEGLI OCCHI?

Palermo, 19 giugno 2018.

Durante gli ultimi incontri sindacali, convocati dall’Assessore alla Funzione Pubblica Bernadette Grasso, il 29 maggio e il 6 giugno scorso, la rappresentante del Governo ha ribadito più volte che la Funzione Pubblica era impegnata, già da alcuni mesi, alla redazione delle Direttive da inviare all’ARAN Sicilia per l’avvio delle contrattazioni relative ai rinnovi dei contratti del comparto e della dirigenza.

L’Assessore al ramo ha anche, in quelle sedi, condiviso l’esigenza di accelerare al massimo l’avvio dei rinnovi contrattuali per dare, finalmente, un nuovo impulso al rilancio dell’Amministrazione regionale.

Da allora a ora, però, si ha la sensazione che gli Uffici di Viale Regione Siciliana siano stati in tutt’altre faccende affaccendate, stando ad alcuni atti amministrativi che, a cadenze regolari, danno la sensazione di essere stati emessi ad arte consentendo a certa stampa scandalistica e scandalosa di rimettere in moto la macchina del fango contro l’intera categoria dei regionali.

La circolare n. 16155, la n. 30274 e la 64463 inerenti ad esempio, rispettivamente, la mobilità del personale e il recupero di somme a seguito di debiti orari hanno il sapore di precisazioni ultronee di norme già scritte utili soltanto, appunto, ad alimentare attacchi mediatici contro una incolpevole categoria, allo scopo di mascherare, come nel passato, l’incapacità della classe politica di turno nel gestire la cosa pubblica.

Che senso ha, infatti, rimarcare una circolare sulla mobilità selvaggia del personale che non è certamente una atto utile a migliorare le performance della pubblica amministrazione dal momento che tutti i responsabili dei dipartimenti chiedono personale e non sono assolutamente disponibili a disfarsene per nessun motivo?

E che utilità ha avuto commissionare al Dirigente generale alla Funzione Pubblica una circolare su norme, già chiaramente scritte, relative al recupero di eventuali debiti orari e che ha avuto il solo effetto di consentire l’apertura di una prima pagina di un giornale per mettere nuovamente alla gogna una intera categoria di lavoratori?

COBAS-CODIR, SADIRS, SIAD E UGL-FNA non ci stanno, non potENDO accettare ancora a lungo questo tipo di attaccHI e chiedono con forza che fine abbiano fatto le direttive per i rinnovi contrattuali, che fine abbia fatto il pagamento del FAMP 2017, che fine abbia FATTO l’insediamento della nuova governance dell’ARAN Sicilia.

CHIEDONO, PERCIO’, ALL’ASSESSORE ALLA FUNZIONE PUBBLICA UN INCONTRO URGENTE AL FINE DI RIPRISTINARE L’AVVIO DI UN PERCORSO COMUNE UTILE AGLI INTERESSI DELL’AMMINISTRAZIONE, DEI LAVORATORI E NON DELLA DEMAGOGIA.

www.codir.it

Circolare 65456 del 08/06/2018 “Decurtazione proporzionale della retribuzione per mancato recupero ritardi sull’orario di lavoro ex art.41 CCRL comparto non dirigenziale”

Scrive il Dipartimento della Funzione Pubblica (……) Alla luce di una ricognizione effettuata circa il monitoraggio dei mancati recuperi (…..) si è constatato che spesso oggetto delle decurtazioni risultano essere gli stessi nominativi e che i ritardi non recuperati nel mese successivo sono quasi sempre a carico dello stesso personale; in taluni casi, inoltre, gli importi da recuperare risultano essere cospicui a causa del numero delle ore oggetto del recupero….(…..).
Qualora i ritardi e i mancati recuperi siano reiterati, sistematici e/o eccessivi i dirigenti provvederanno a darne comunicazione al Servizio 19 – Ufficio Procedimenti Disciplinari e Attività Ispettiva della Funzione Pubblica per le valutazioni di competenza.

L’ultima circolare sui permessi ex legge 104/92 dopo la l.r. 8/18 che ha “aggiustato” le modalità di fruizione

La circolare precisa che il comma 6 dell’art. 22 della l.r. 8 maggio 2018, n. 8, ha modificato il comma 20 dell’art. 49 della l.r. 9/15 disponendo che dopo le parole “esclusivamente in ore” sono aggiunte le parole “ad eccezione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 e successive modifiche ed integrazioni”. La circolare, insomma, chiarisce che il legislatore regionale (bontà sua) ha inteso escludere la quantificazione in ore dalle modalità di fruizione dei permessi retribuiti di cui alla legge 104/92.

Il problema è che la modifica delle modalità di fruizione dei permessi 104, operata dalla l.r. 9/15, non rientrava, a mio modesto parere, tra le competenze del legislatore regionale trattandosi di legge in materia di legislazione sociale rientrante tra le competenze statali.