Statali giudicati dagli utenti. Concorsi riservati al personale dipendente «con le valutazioni migliori nell’ultimo triennio». Riordino della dirigenza: ecco il piano del governo

Il Tempo dell’8 gennaio 2019

Dirigenti giudicati anche dagli utenti, verifiche psicoattitudinali nelle fasi di reclutamento e in occasione delle progressioni di carriera, possibilità di un solo rinnovo nello stesso ruolo e istituzione dell’Albo nazionale dei componenti delle commissioni esaminatrici di concorso presso il Dipartimento della Funzione pubblica di Palazzo Chigi. Sono alcune delle linee guida previste nel disegno di legge delega approvato dal Cdm lo scorso 21 dicembre su input del ministro della Pa Giulia Bongiorno.

L’obiettivo che si pone il ddl è quello di ispirare un migliore organizzazione del lavoro degli statali e del servizio reso ai cittadini.

In quanto al merito, è qui che si segnala una delle novità più interessanti. Il disegno di legge delega prevede infatti l’istituzione di un «Sistema nazionale di valutazione delle performance» che si baserà anche «sul coinvolgimento di soggetti che, in qualità di utenti, sono in rapporto diretto con l’amministrazione». Per incoraggiare al merito ci saranno anche una serie di «malus».

Le pubbliche amministrazioni che dimostreranno cattive performance non potranno assumere nuovo personale né conferire incarichi.

Se il personale dirigenziale non dovesse applicare le disposizioni in materia di misurazione e valutazione della performance (ad esempio disobbedendo all’obbligo di procedere a una «adeguata differenziazione delle valutazioni» individuali), sarà fatto divieto di erogare, in tutto o in parte, la retribuzione di risultato.
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