Il licenziamento è legittimo se le assenze sono «tattiche»

Assentarsi troppo e soprattutto o in «maniera tattica» può costare il posto di lavoro. Troppi giorni di malattia, «agganciati» al fine settimana, magari in coincidenza con turni di lavoro sgraditi come le notti,possono portare dritto al licenziamento . E questo anche se non si supera il limite dei giorni di assenza consentiti dal contratto di lavoro. Il datore di lavoro infatti può dimostrare che quelle assenze hanno inciso sulle prestazioni e creato danni organizzativi all’interno del l’azienda e procedere al licenziamento. A stabilirlo è la Cassazione che ha convalidato il licenziamento di un lavoratore di un’azienda di materiale edile della provincia di Chieti. Il dipendente è stato ritenuto colpevole di assenze «strategiche» e secondo i giudici aveva fornito «una prestazione lavorativa non sufficiente e proficuamente utilizzabile dall’azienda».

La malattia durante il periodo di ferie ne sospende il decorso

Palazzo della Consulta Roma 2006Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile per il lavoratore; un periodo di riposo necessario per reintegrare le energie psico-fisiche.

La legge n. 66/2003 stabilisce il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo indicando che “il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane” e che il predetto periodo non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro….continua a leggere

Assenza del lavoratore malato dal domicilio: legittima in caso di emergenza

Con l’interessante ordinanza n. 2047 del 30 gennaio 2014, la Suprema Corte ha affermato che l’assenza del lavoratore ammalato dal domicilio e la mancata preventiva comunicazione dell’allontanamento al suo datore di lavoro è legittima, ove si accerti la recrudescenza della patologia che rende indifferibile l’uscita dall’abitazione per recarsi dal medico curante e impraticabile la preventiva comunicazione dell’assenza al datore di lavoro…..continua a leggere

La malattia durante il periodo di ferie ne sospende il decorso

Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile per il lavoratore; un periodo di riposo necessario per reintegrare le energie psico-fisiche.
La legge n. 66/2003 stabilisce il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo indicando che “il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane” e che il predetto periodo non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

Ma cosa succede se il lavoratore si ammala durante il periodo di ferie?

In linea generale, la malattia che insorge durante il periodo di ferie ne interrompe il decorso; ciò, però, non avviene sempre, ma solamente nel caso in cui la malattia del prestatore di lavoro sia tale da rendersi incompatibile con la funzione del riposo ed il recupero delle energie psico fisiche di cui avrebbe usufruito il soggetto se fosse stato in ferie in condizioni normali….continua a leggere

Malattia. Autocertificazione per i primi giorni di assenza dal lavoro?

Attestare da soli di essere indisposti, per “giustificare” l’assenza dal lavoro, senza passare dal medico? Sulla proposta lanciata dai sindacati medici Snami e Fimmg al Convegno «La certificazione dello stato di malattia del dipendente pubblico e privato», patrocinato dalla Fnomceo e organizzato dall’Ordine dei medici di Piacenza, il dibattito è aperto.

La pratica dell’attestazione “fai da te” per i primi giorni di malattia è già prassi comune in molti paesi anglosassoni. In Canada, ad esempio, il dipendente dispone di un “carnet” di giorni di assenza, che può utilizzare nel corso dell’anno, autocertificando la propria indisposizione semplicemente telefonando al datore di lavoro. E il dipendente “virtuoso”, che “risparmia” sul “carnet”, matura invece un premio.

Per l’amministrazione regionale sarebbe un ritorno all’antico. I più vecchi ricorderanno che il certificato era richiesto dopo il terzo giorno di malattia.

Assenze per malattia in calo tra i regionali o monitoraggio più omogeneo?

Qualche mese fa, esattamente a maggio, i giornali hanno fatto titoloni a 3 colonne parlando di boom di assenze negli uffici.

L’assessore Valenti e il presidente Crocetta avevano smentito la notizia dal momento che il dato non era attendibile perché il monitoraggio era stato effettuato su un numero ridotto di uffici….Assenteismo in aumento alla regione? I dati smentiscono i forcaioli….

Oggi a rendere più attendibile il dato c’è anche il rapporto tra il numero di dipendenti sui quali è effettuato il monitoraggio e le assenze.

Cerificati di malattia: meglio visitare i pazienti

Rischia il danno erariale il medico curante che sottoscrive certificati di malattia senza accertare la patologia dei propri assistiti. Infatti, nella sua attività, egli deve porre la massima attenzione nel compilare i certificati dei propri pazienti, con particolare riguardo ai lavoratori dipendenti pubblici.

È quanto ha sancito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti Toscana, nel testo della recente sentenza n. 479/2012 che ha condannato un medico di base «colpevole» di aver stilato numerose certificazioni mediche nei confronti di un proprio paziente, dipendente pubblico, il quale li ha successivamente utilizzate per evitare di andare al lavoro e dedicarsi alla piena attività di «bomber» in una squadra di calcio militante in Lega Dilettanti.

Statali, stretta sulle assenze

Il Sole 24 Ore 1 luglio 2011

di Marco Rogari

ROMA – Nuova stretta anti-assenteismo nel pubblico impiego. Nella decreto sulla manovra pluriennale da 47 miliardi è stato inserita una misura che rende obbligatoria la visita fiscale fin dal primo giorno di malattia nei casi in cui l’assenza si verifichi nelle giornate precedenti o successive a quelle lavorative.

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