In Germania guai a parlare di obbligo vaccinale

In germania il green pass all’italiana è completamente sconosciuto e guai a parlare di obbligo vaccinale.

Sarà perché in Germania ormai sono tutti vaccinati? No, anzi: “solo” il 62,7% della popolazione è completamente immunizzato, contro il 68% di quella italiana. Allora forse in Germania non esistono no-vax? Falso anche questo, come dimostrano le manifestazioni (ben più frequentate degli sparuti drappelli di no-vax italiani) che hanno invaso Berlino, Stoccarda, Monaco, Amburgo e tante altre città. Allora si vede che in Germania ci sono meno casi, meno contagi e dunque il problema è percepito come meno urgente? No, anche su questo i numeri non mentono: secondo i dati più recenti, l’incidenza settimanale in Germania è di 76,3 casi per 100.000 abitanti contro i 64 dell’Italia. Forse che la legge tedesca non consente l’introduzione di un obbligo? Sbagliato: anche la legge fondamentale della Repubblica Federale – seppur in modo meno esplicito dell’art. 32 della Costituzione Italiana – riconosce la possibilità di introdurre un obbligo di vaccinazione per le categorie a rischio (che, in astratto, potrebbero anche coincidere con l’intera popolazione).

Insomma, o la Germania sta commettendo un azzardo spaventoso, oppure in Italia regna una psicosi collettiva.

Piano della Performance 2021-2023

Risulta a queste OO.SS. che non è stato ancora definito il Piano Triennale della Performance 2021-2023 che, come è noto, costituisce un documento centrale del Ciclo della Performance assieme all’individuazione annuale degli obiettivi dei diversi centri di responsabilità a seguito della “Direttiva di indirizzo per la programmazione strategica” del Presidente della Regione e alle direttive generali per l’azione amministrativa e la gestione, emanate annualmente dal Presidente della Regione e dagli Assessori.
Considerato che, secondo consolidata giurisprudenza, costituisce danno erariale per il vertice politico l’erogazione di compensi incentivanti in assenza del piano della performance che definisca la previa assegnazione degli specifici obiettivi da raggiungere si invitano le SS.LL. a volere porre in essere, ciascuno secondo le rispettive competenze, tutti gli adempimenti necessari alla definizione del più volte citato “Piano”.

Le Segreterie Regionali

AVVISO 3-2021 – Apertura termini per la presentazione di domande di prestiti

Avviso 3/2021. Erogazione di prestiti al personale in servizio ed in quiescenza.
Sono previsti 70 prestiti, suddivisi nelle tipologie previste (pluriennali, piccoli prestiti, studi universitari), con importi compresi fra 40 mila e 10 mila euro, da restituire a tasso agevolato.
Le domande devono essere presentate esclusivamente per posta elettronica, dal 27 settembre e fino all’8 ottobre p.v.
La modulistica e i materiali normativi e di prassi che disciplinano i prestiti del Fondo Pensioni sono reperibili nella sezione “welfare” del portale del Fondo.

Coordinamento del Ciclo della performance nell’Amministrazione Regionale

L’art. 11 della legge regionale 5 aprile 2011 n. 5 ha introdotto anche nell’Amministrazione Regionale il concetto di performance secondo quanto previsto dal D.lgs 27 ottobre 2009, n. 150 definendo, con successivo D.P. Reg. 21 giugno 2012, n. 52 e s.m.i., il nuovo “Ciclo di gestione della performance” che, in coerenza con i contenuti e con il ciclo di programmazione finanziaria e di bilancio, si sviluppa nelle fasi della programmazione, del monitoraggio e controllo, della misurazione e valutazione della performance organizzative e individuale e della rendicontazione dei risultati.
A seguito dell’emanazione della Direttiva di Indirizzo del Presidente agli assessori, attività di specifica responsabilità del Presidente della Regione, le attività sopra cennate riguardano:
• l’emanazione delle Direttive Generali per l’azione amministrativa emanate dal Presidente e dagli Assessori i cui contenuti rappresentano i presupposti per la predisposizione del Piano della performance a cura del Presidente della Regione;
• la programmazione degli obiettivi: a) dei Dirigenti Generali e degli altri dirigenti apicali; b) dei dirigenti di Aree, Servizi, Uffici di staff e Unità Operative;
• il monitoraggio, cioè il controllo di gestione all’interno dei singoli Dipartimenti e Uffici;
• la rendicontazione da parte del singolo dirigente, del dirigente apicale, del Dipartimento (Performance organizzativa) e dell’Amministrazione nel suo complesso (Relazione sulla performance predisposta dal Presidente della Regione);
• la valutazione di tutto il personale dell’Amministrazione;
• la predisposizione e l’aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance.
A oggi, gli adempimenti concernenti il coordinamento di tutte le appena cennate attività del Ciclo della performance della Regione Siciliana sono attribuiti a diversi uffici: Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione; Servizio 6 “Coordinamento controlli gestione” della Segreteria Generale; Area 1 “Affari della Direzione e coordinamento” del Dipartimento della Funzione Pubblica; Struttura Tecnica Permanente a supporto dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), causando interferenze, sovrapposizioni e ritardi in tutti gli adempimenti, in particolare quelli relativi alla erogazione delle premialità a tutto il personale (dirigenziale e di comparto), come già avvenuto per l’anno 2019 e come presumibilmente avverrà anche per l’erogazione dell’anno 2020.
Per quanto sopra, attesa la complessità e strategicità della materia, queste OO.SS. reputano altamente opportuno accentrare tutte le suddette funzioni in un’unica struttura affidando alla medesima altresì il supporto istruttorio dovuto dall’Amministrazione per tutte le competenze relative al Ciclo della performance.

Le Segreterie Regionali

Prestiti agevolati: nuovo avviso del Fondo Pensioni e domande dal 27 settembre

Si comunica che è in corso di pubblicazione sul portale istituzionale (sezione welfare) l’avviso 3/2021, recante l’erogazione di prestiti al personale in servizio ed in quiescenza.
Sono previsti 70 prestiti, suddivisi nelle tipologie previste (pluriennali, piccoli prestiti, studi universitari), con importi compresi fra 40 mila e 10 mila euro, da restituire a tasso agevolato.
Le domande devono essere presentate esclusivamente per posta elettronica, dal 27 settembre e fino all’8 ottobre p.v.
La modulistica e i materiali normativi e di prassi che disciplinano i prestiti del Fondo Pensioni sono reperibili nella sezione “welfare” del portale web.

Pensioni, in vista un’altra riforma? Tutte le strade per lasciare il lavoro in anticipo

Mentre si avvicina la scadenza dell’ormai famosa pensione «Quota 100», l’anticipo introdotto nel 2019 che cesserà i suoi effetti alla fine dell’anno, si fanno i conti per la nuova legge di bilancio 2022, che dovrebbe portare un probabile allargamento della platea dell’Ape sociale, il cosiddetto anticipo pensionistico che consente di lasciare il lavoro con almeno 63 anni di età. Non solo la Lega, ma pure i sindacati tuonano contro il ritorno “tout court” alla legge Fornero (niente pensione prima dei 67 anni), invocando nuove forme di flessibilità. Puntando soprattutto su «Quota 41», ossia la possibilità di uscita al quarantunesimo anno di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica. Oppure su pensionamenti anticipati a 62-63 anni.
Le opzioni sul tavolo sono tante, ma che rischiano tutte di incagliarsi sul nodo dei costi. Dal momento che la spesa per le pensioni potrebbe condizionare gli aiuti finanziari (vedi soprattutto le somme a fondo perduto) da parte dell’Unione Europea. La conferma di quanto annunciato la si vedrà solo dopo la presentazione del testo ufficiale della legge di Bilancio in Parlamento, atteso per il mese di novembre.

Rinnovo contratto statali. Premi in busta paga per premiare le competenze

I premi in busta paga sono “differenziali stipendiali” nel dettaglio e nella bozza, stando a quanto riporta il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, si parla di premiare con questi strumenti “il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti nello svolgimento delle funzioni.” Si parla di aumenti di stipendio di 104 euro lordi mensili.

Il testo preparato dall’agenzia ridisegna poi la gerarchia dei dipendenti, distribuendoli in quattro aree: dal basso verso l’alto, le amministrazioni saranno divise nei livelli di operatori, assistenti, funzionari e alte professionalità.

Pa, ecco come sarà lo smart working dopo il green pass

Dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che estende il green pass al lavoro sia pubblico che privato, le prossime novità arriveranno sul fronte dello smart working. L’intenzione del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è chiara: far rientrare quante più persone in presenza possibile nel pubblico impiego. Un obiettivo, che tuttavia, sarà perseguito attraverso una serie di step successivi. Ottenuto il green pass, il prossimo passaggio sarà l’emanazione di un Dpcm, un decreto del Presidente del consiglio, che sarà però proposto dallo stesso Brunetta. Cosa dirà questo Dpcm? Dirà, in estrema sintesi, che nella Pubblica amministrazione il lavoro in presenza tornerà ad essere la modalità “ordinaria” di prestazione lavorativa.

Lo smart working, però, non significherà lavoro da casa. Sarà invece, come accade oggi anche nel privato un lavoro “ibrido”. Significa che una parte del lavoro sarà svolto da casa e una parte in presenza. Anche per questo, nelle linee guida, sarà previsto il green pass anche per i lavoratori da remoto. Il lavoro agile poi, non potrà essere svolto dall’estero. La giornata sarà divisa in tre fasce orarie: una di operatività, una di reperibilità e una di “disconnessione”. Nella fascia di operatività il dipendente dovrà essere raggiungibile e immediatamente operativo. In quella di reperibilità potrà ricevere mail e telefonate, ma non dovrà operare subito. Nella fascia di disconnessione non potrà mai essere cercato.

Mancata definizione accordo per la riclassificazione e riqualificazione del personale regionale

A due anni dalla istituzione, presso l’Aran Sicilia, del Comitato paritetico per la definizione dell’accordo per la riclassificazione e riqualificazione del personale nonché per la rivisitazione e aggiornamento delle indennità contrattuali, la scrivente Segreteria generale deve lamentare lo stato di totale disinteresse che le Istituzioni sembrano avere assunto al riguardo.
Eppure, come dimostra l’adozione di specifici accordi adottati in tutti i comparti dello Stato, e le stesse dichiarazioni della S.V. che, in proposito, riponevano su un nuovo impiego del personale, con un più moderno e proficuo inquadramento, gran parte della programmazione politica per la gestione dell’Amministrazione, non sembrano avere avuto un seguito concreto.
La scrivente O.S., con la presente, fortemente preoccupata dal grande malessere e scoramento serpeggiante tra i lavoratori che, certamente, non si ripercuote positivamente sulla stessa funzionalità degli uffici regionali, intende ribadire la necessità di riavviare, con estrema urgenza, il confronto negoziale per la definizione dell’accordo de quo.
Si rammenta, al riguardo, che durante gli ultimi incontri del citato Comitato, la scrivente O.S. (ma anche altre OO.SS.) presentarono all’Aran le proprie proposte di riclassificazione senza, però, ricevere alcun riscontro.
Per quanto sopra, certi che l’interesse manifestato durante il Suo insediamento all’Assessorato Funzione Pubblica per una razionale ed equanime distribuzione, riqualificazione e riclassificazione di tutto il personale sia immutato, si chiede un autorevole intervento al fine di impartire le necessarie indicazioni per completare, in tempi brevissimi, il percorso negoziale disgraziatamente interrotto.

Varato il decreto legge. Dal 15 ottobre green pass obbligatorio per dipendenti pubblici e privati e gli autonomi. La dichiarazione di Bombardieri: per incontrare Draghi il green pass non basta. Occore il tampone (video)

GUARDA IL VIDEO

Estensione Green Pass lavoratori settore pubblico e privato (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali).

Il decreto entrerà in vigore il 15 ottobre e sarà valido fino al 31 dicembre

SETTORE PUBBLICO

Al personale delle amministrazioni pubbliche, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui svolgono l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19. Obbligo anche per per chi acceda a quei luoghi per svolgere la sua attività lavorativa, formativa e di volontariato.

Sospensione dei lavoratori che si presenteranno a lavoro senza green pass (saranno riammessi solo quando ne saranno provvisti). I dipendenti che si presenteranno a lavoro sprovvisti di green pass figureranno come assenti ingiustificati. Dopo 5 giorni senza green pass scatta anche la sospensione dello stipendio. Per chi eluda i controlli viene anche prevista una sanzione pecuniaria.

SETTORE PRIVATO

Anche nel settore privato a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde. La disposizione si applica altresì a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei predetti luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni

I lavoratori, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono sospesi dalla prestazione lavorativa. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato. In ogni caso i lavoratori mantengono il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Green pass obbligatorio anche per colf e baby sitter, partite Iva e lavoratori che offrono i loro servizi occasionalmente, come idraulici ed elettricisti. Nonché per chi opera nelle associazioni di volontariato.

Le sanzioni prevedono multe da 600 fino a 1500 euro per violazione dell’obbligo di Carta verde

Il costo per i tamponi nelle farmacie convenzionate sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni. Tamponi gratis solo per chi è esentato dalla vaccinazione con apposita certificazione medica.

La validità del tampone , ai fini del rilascio del green pass, è estesa da 48 a 72 ore.