Lavoro agile per i dipendenti regionali con disabilità. Con la L.R. 13/2026 lo Smart Working diventa un diritto soggettivo assoluto. In allegato un facsimile di istanza

La recente approvazione della Legge Regionale 28 maggio 2026, n. 13 (pubblicata in GURS il 5 giugno 2026, n. 25, Suppl. ord.) non ha modificato soltanto le regole su anticipazione del TFR e tempi di erogazione del TFS/TFS, oltre all’introduzione del “Bonus Maroni”. All’articolo 19, infatti, il legislatore regionale ha introdotto una norma che rivoluziona l’accesso al lavoro agile per i dipendenti regionali con disabilità, trasformando il lavoro agile da “concessione” aziendale a diritto soggettivo pieno e immediatamente esigibile.

Vediamo nel dettaglio la portata di questa straordinaria novità e come cambia radicalmente il rapporto tra amministrazione e dipendente fragile.

A chi si applica e quale orario copre?

La tutela inserita nell’art. 19 riguarda tutti i dipendenti dell’amministrazione regionale e degli enti strumentali a cui sia stata riconosciuta una disabilità ai sensi della Legge 104/1992, coprendo sia le situazioni di gravità (art. 3, comma 3), sia quelle senza connotazione di gravità (art. 3, comma 1).

La novità dirompente riguarda l’estensione oraria: su richiesta del lavoratore, la prestazione in modalità agile ha diritto prioritario e può coprire fino a un massimo di 36 ore settimanali. In pratica, il dipendente può richiedere che l’intero orario d’obbligo contrattuale venga svolto da remoto.

Il meccanismo del “Silenzio-Assenso”: operatività in 5 giorni

Per attivare questa modalità di lavoro non occorrono estenuanti attese burocratiche né decreti autorizzativi preventivi. La legge stabilisce una procedura blindata a garanzia del lavoratore:

  1. Il dipendente invia una comunicazione scritta al proprio Dirigente Generale.

  2. Il Dirigente Generale ha 5 giorni lavorativi di tempo per formalizzare l’attivazione e concordare i dettagli tecnici.

  3. Se il dirigente non risponde? Trascorsi i 5 giorni dalla comunicazione, lo smart working diventa immediatamente operativo, anche in caso di mancata formalizzazione o firma dell’accordo. Il silenzio dell’amministrazione equivale, per legge, a un assenso.

Azzerato il potere di veto dei Dirigenti Generali

È questo il vero punto di svolta. Troppo spesso, in passato, le richieste di smart working dei soggetti fragili venivano respinte o limitate dai dirigenti sollevando generiche “esigenze di servizio”.

L’art. 19 scardina del tutto questa discrezionalità:

  • Il comma 3 vieta espressamente al Dirigente Generale di “opporre motivazioni attinenti alla sussistenza del diritto”. Il dirigente non può dire di no.

  • L’attivazione può avvenire in deroga a qualsiasi regolamento interno vigente in materia di lavoro agile (superando, ad esempio, i limiti di giorni massimi al mese o i rientri obbligatori previsti per gli altri dipendenti).

Schema Domanda Lavoro Agile

“Bonus Maroni” in Regione: Il COBAS-CODIR chiede l’immediato aumento in busta paga per chi resta in servizio

Oltre alla nota per l’anticipazione del TFR, il COBAS-CODIR ha trasmesso una seconda nota formale ai vertici del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Fondo Pensioni Sicilia per chiedere l’immediata applicazione dell’art. 1, comma 3, della Legge Regionale n. 13/2026 (c.d. “Bonus Maroni”).

La norma estende finalmente ai dipendenti regionali iscritti al Fondo Pensioni Sicilia il diritto di trattenersi al lavoro monetizzando la propria quota contributiva. Chi ha maturato i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2025 può infatti rinunciare all’accredito dei contributi, bloccando la crescita della pensione (che resta cristallizzata) in cambio di un immediato e consistente aumento dello stipendio netto mensile.

Attraverso questa nota, il COBAS-CODIR ha formalmente richiesto di:

  • Emanare con urgenza una circolare esplicativa congiunta e la relativa modulistica di opzione.

  • Adeguare i sistemi informatici del Servizio Trattamento Economico per interrompere i prelievi previdenziali e accreditare le somme direttamente in busta paga.

  • Ricevere un’informativa sindacale entro 30 giorni sullo stato delle procedure.

Ogni ritardo burocratico si traduce in un ingiustificato danno economico per il personale che continua a prestare servizio a vantaggio dell’Amministrazione Regionale.

Anticipazione TFR: Il COBAS-CODIR chiede all’Amministrazione l’immediato delle procedure

Il COBAS-CODIR ha inviato una nota formale ai vertici del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Fondo Pensioni Sicilia e all’Assessore alle Autonomie Locali per chiedere l’immediata operatività dell’art. 1, comma 1, della Legge Regionale n. 13/2026.

La norma, finalmente in vigore, estende ai dipendenti in regime di TFR il diritto di chiedere l’anticipazione fino al 70% della liquidazione per l’acquisto della prima casa o per gravi spese sanitarie, azzerando una storica disparità rispetto al personale in TFS.

Con questa nota il sindacato ha chiesto formalmente di:

  • Emanare con urgenza le circolari operative e i nuovi modelli di domanda.

  • Aggiornare i regolamenti interni e adeguare i capitoli di bilancio per garantire la liquidità necessaria alle erogazioni.

  • Fornire un’informativa entro 30 giorni sui tempi di piena attivazione del servizio.

Il COBAS-CODIR vigilerà affinché nessun ritardo burocratico si traduca nel blocco di un diritto già sancito dalla legge.

Novità per i dipendenti della Regione Siciliana: Anticipazione TFR, “Bonus Maroni” e tempi di erogazione della buonuscita o del TFR (L. R. 28 maggio 2026, n. 13)

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5 giugno 2026 (n. 25, Suppl. ord.), è entrata ufficialmente in vigore la Legge Regionale 28 maggio 2026, n. 13, recante “Norme in materia di personale ed enti locali. Disposizioni varie”.

L’articolo 1 di questo provvedimento introduce importanti modifiche per i dipendenti regionali. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

1. Anticipazione del TFR: addio a una storica disparità

La novità più attesa riguarda il comma 1, che modifica l’articolo 20 della vecchia legge regionale n. 11/1988.

Fino ad oggi, la possibilità di chiedere un’anticipazione della liquidazione durante la carriera (fino al 70% per l’acquisto della prima casa o per gravi spese sanitarie) era un diritto riservato esclusivamente al personale in regime di buonuscita/TFS (assunto prima del 31 dicembre 2000). Il personale in regime di TFR (Trattamento di Fine Rapporto), ne era paradossalmente escluso.

Con questa modifica, il legislatore estende formalmente il diritto di anticipazione anche al regime di TFR. Si sana così una palese disparità di trattamento, permettendo a tutto il personale – a prescindere dalla data di assunzione – di accedere a questa importante forma di welfare familiare.

2. Estensione del “Bonus Maroni”: busta paga più alta per chi resta al lavoro

Il comma 3 recepisce e applica al personale iscritto al Fondo Pensioni Sicilia l’incentivo al trattenimento in servizio previsto dall’ultima Legge di Bilancio dello Stato (L. 207/2024), il cosiddetto “Bonus Maroni”.

I lavoratori dipendenti regionali che hanno maturato i requisiti minimi per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 an‌ni e 10 mesi per le donne) entro il 31 dicembre 2025 possono scegliere di rimanere in servizio rinunciando all’accredito dei contributi previdenziali a proprio carico.

Cosa significa in concreto? Questa quota non verrà più versata all’ente previdenziale, ma sarà corrisposta direttamente al lavoratore all’interno della busta paga mensile, determinando un immediato e consistente aumento dello stipendio netto, senza intaccare l’anzianità contributiva già congelata. In poche parole, i mesi o gli anni lavorati dopo aver scelto il bonus non faranno aumentare l’importo della futura pensione: l’assegno previdenziale resta congelato (cristallizzato) al valore maturato fino al momento dell’opzione, proprio perché su quei periodi successivi non vengono più versati i contributi a carico del lavoratore.

Il beneficio cessa al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (fissata a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi). Pertanto, superata questa soglia anagrafica non è più possibile riceverlo.

3. Erogazione della buonuscita o del TFR  entro 12 mesi ai dipendenti della Regione cessati dal servizio per qualsiasi causa (art. 1, comma 2): una svolta giusta, ma ad alto rischio di impugnativa

L’art. 1 comma 2, stabilisce che il TFS o il TFR dei dipendenti della Regione cessati dal servizio per qualsiasi causa debba essere corrisposto entro il termine massimo di 12 mesi dalla data di cessazione.

Si tratta di una norma di civiltà che contrasta i lunghissimi e penalizzanti tempi di attesa (spesso superiori ai 2 o 3 anni), già censurati dalla Corte Costituzionale. 

Il rischio del blocco da Roma

È purtroppo molto probabile che il Consiglio dei Ministri decida di impugnare questo comma davanti alla Corte Costituzionale entro i 60 giorni dalla pubblicazione. I motivi potrebbero essere due:

  1. Competenza legislativa: La Corte Costituzionale si è già espressa più volte su casi simili. Anche se la Regione Siciliana gode di uno Statuto Speciale e ha competenza legislativa in materia di “ordinamento degli uffici e del personale regionale”, la Consulta ha stabilito che il trattamento di fine rapporto (TFR/TFS) rientra nella materia dell’ordinamento civile e dei rapporti di lavoro privati/pubblici, che l’articolo 117 della Costituzione riserva alla competenza esclusiva dello Stato. Le regioni, anche quelle a statuto speciale, non possono legiferare autonomamente su questi aspetti modificando i tempi di erogazione rispetto al livello nazionale.

  2. Copertura finanziaria: Anticipare il pagamento del TFS/TFR a un massimo di 12 mesi per tutti i dipendenti regionali che cessano dal servizio comporta un impatto finanziario immediato e imponente sulle casse della Regione. Lo Stato italiano dilaziona i pagamenti (spesso fino a 2, 3 o anche 5 anni a seconda della causa di cessazione) proprio per esigenze di contenimento della spesa pubblica e stabilità di bilancio. Se la legge regionale non indica una copertura finanziaria solida e strutturale per coprire questa accelerazione dei flussi di cassa, il Governo impugnerà la norma per violazione dell’articolo 81 della Costituzione (obbligo di copertura finanziaria).

Il paradosso

C’è un aspetto ironico della questione: la stessa Corte Costituzionale (con la famosa sentenza n. 130 del 2023) ha dichiarato che il differimento e la rateizzazione dei TFS dei dipendenti pubblici italiani è incostituzionale perché contraria ai principi di giusta retribuzione. Tuttavia, la Corte ha anche aggiunto che spetta al Parlamento nazionale riformare la materia con gradualità, proprio per evitare il collasso dei conti pubblici.

Cosa accadrà ora che la Sicilia sta provando a fare un “salto in avanti” da sola?

Il rischio concreto è che il Consiglio dei Ministri impugni, sostenendo che la norma altera la parità di trattamento con i dipendenti statali e mina l’equilibrio di bilancio regionale.

SALARIO ACCESSORIO 2025: TUTTO TACE ANCORA! La miope politica siciliana deve rimuovere la trappola del D.Lgs. 118/2011

Palermo, 5 giugno 2026 –

Migliaia di dipendenti regionali attendono ancora il pagamento di straordinari, indennità e posizioni organizzative relativi al 2025. Sebbene, infatti, le strutture regionali abbiano validato e trasmesso i dati entro il termine del 30 aprile, tutto continua a tacere e i soldi non arrivano. Paradossalmente, senza il riaccertamento non arriverebbero neppure le somme destinate alla performance anche se, dopo l’approvazione dalla Giunta della Relazione sulla performance, l’OIV procedesse alla necessaria validazione.
In questo clima di legittima esasperazione, come al solito, qualcuno propone atti di diffida per chiedere «l’immediata emissione dei mandati di pagamento», ma forse si ignora che si tratterebbe di atti giuridicamente inesigibili se la politica e il Governo regionale non rispettano, sulla pelle dei lavoratori, i dettami del D.Lgs. 118/2011. Finché, infatti, la Giunta regionale e l’Assessorato dell’Economia non approvano il formale riaccertamento dei residui, le ragionerie dipartimentali hanno i sistemi informatici bloccati e, pertanto, non possono procedere al pagamento delle somme dovute.
Occorre quindi chiamare l’Esecutivo alle proprie gravi responsabilità. Il COBAS-CODIR non ci sta e ha formalmente diffidato il Governo regionale e l’ARAN Sicilia, presentando tre azioni concrete per superare la «trappola» del riaccertamento causata dall’inerzia del Governo e individuando soluzioni contabili e contrattuali reali che risolvano finalmente l’impasse.
1. AZIONE IMMEDIATA: IL RIACCERTAMENTO PARZIALE
Invece di chiedere mandati impossibili, abbiamo intimato all’Assessorato dell’Economia di applicare l’art. 3, comma 4, del D.Lgs. 118/2011. La Giunta deliberi subito un riaccertamento parziale limitato esclusivamente ai capitoli del personale. È l’unico atto che consentirebbe di
sbloccare i pagamenti in pochi giorni, aggirando i tempi biblici del rendiconto.
2. ACCONTI A DICEMBRE E RIFORMA DELLA PERFORMANCE
Basta aspettare l’estate dell’anno successivo per percepire i premi destinati alla performance.
Chiediamo di inserire nel Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) una valutazione in itinere al 30 novembre, così da poter erogare un acconto pari al 50-70% del premio già a dicembre dell’anno di competenza lavorativa, rinviando all’anno successivo soltanto il conguaglio.
3. SGANCIAMENTO DI STRAORDINARI, INDENNITÀ E POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Il lavoro straordinario non ha nulla a che vedere con la valutazione della performance. Deve essere pagato in corso di gestione (ad esempio con cadenza bimestrale) nell’anno in cui viene prestato, senza finire nel calderone dei residui bloccati a fine esercizio. Lo stesso ragionamento deve valere per le indennità e le posizioni organizzative.
Il COBAS-CODIR è pronto ad avviare la mobilitazione. I sacrifici dei dipendenti regionali non finanzieranno più l’inefficienza della miope classe politica e della macchina contabile.

Ritardi sul salario accessorio alla Regione: le proposte per superare il blocco contabile

Il nodo dei ritardi nel pagamento delle competenze accessorie (premi di risultato, indennità, straordinari) ai dipendenti regionali non si risolve con intimazioni inesigibili, ma affrontando alla radice le rigidità contabili del D.Lgs. 118/2011. Nonostante le strutture abbiano validato i dati 2025 entro il 30 aprile, i sistemi restano bloccati in attesa della delibera di Giunta sul riaccertamento dei residui.

Per superare questa impasse strutturale, è stata formalizzata un’articolata proposta all’Amministrazione regionale, all’Assessorato all’Economia e all’ARAN Sicilia, basata su interventi concreti sia a breve termine che di natura contrattuale.

Ecco i punti essenziali della piattaforma rivendicativa:

  • Azione immediata: il riaccertamento parziale. Si chiede all’Assessorato all’Economia di stralciare i capitoli di spesa relativi al personale per consentire alla Giunta l’approvazione di un riaccertamento parziale. Questo atto permetterebbe la reiscrizione in bilancio delle somme e l’immediata emissione dei mandati, aggirando i tempi lunghi del rendiconto ordinario.

  • Adeguamento contabile: l’uso del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV). Per evitare che le somme si cristallizzino nei residui passivi bloccando le ragionerie, le risorse destinate alla performance, la cui esigibilità cade nell’anno successivo, devono confluire nell’FPV. Questo le renderebbe liquide e operative già nei primi mesi del nuovo anno.

  • Riforma del SMVP e acconti a dicembre. Attraverso i prossimi tavoli negoziali, occorre modificare il Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance introducendo uno “stato di avanzamento degli obiettivi” al 30 novembre. Ciò fornirebbe la base giuridica per erogare ai dipendenti un acconto del 50-70% dei premi già a dicembre dell’anno di competenza lavorativa.

  • Sganciamento degli straordinari e quote di performance. È necessario separare la performance organizzativa da quella individuale (soggetta a conguaglio in estate). Soprattutto, si chiede di svincolare il pagamento del lavoro straordinario dalle tempistiche dei premi, garantendo liquidazioni a scorrimento (bimestrali o trimestrali) nello stesso anno in cui la prestazione viene resa.

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Ford 2025. Contratto Collettivo Regionale Integrativo ai fini dell’applicazione dell’art. 102, comma 3, del CCRL 2022-2024 per il comparto non dirigenziale

Sottoscritto all’Aran Sicilia, in via definitiva, l’accordo che ripartisce ai Dipartimenti regionali e alle altre strutture individuate nel prospetto allegato le somme destinate alla performance 2025.

Arretrati, progressioni verticali e settimana corta: il COBAS/CODIR chiede risposte alla Funzione Pubblica

Il COBAS/CODIR ha inviato una nota al Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e all’Assessore competente per denunciare il mancato riscontro a numerose richieste formulate negli ultimi mesi su questioni che riguardano direttamente i dipendenti regionali.

Tra i temi rimasti senza risposta figurano:

  • l’applicazione della settimana lavorativa su quattro giorni prevista dal CCRL 2022-2024;
  • la cosiddetta “valutazione dal basso” introdotta dal nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance;
  • le anomalie retributive riscontrate nell’area dei coadiutori;
  • il riassorbimento “dell’emolumento accessorio una tantum” (pari all’1,5% dello stipendio) nel calcolo degli arretrati contrattuali;
  • la questione relativa all’attribuzione delle famiglie professionali che rischiano di escludere alcuni lavoratori dalle procedure di progressione verticale.

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Riscatto della laurea: quando può essere conveniente e quando è opportuno riflettere bene

Il riscatto del corso di laurea è uno strumento che consente di trasformare gli anni di studio universitario in anni utili ai fini pensionistici.

Dalla lettura degli approfondimenti citati emerge che il principale vantaggio del riscatto della laurea consiste nella possibilità di anticipare il pensionamento. Risulterebbe invece poco conveniente se il riscatto viene effettuato solo per aumentare l’importo dell’assegno mensile, poiché il ritorno economico della pensione è solitamente molto basso rispetto alla spesa iniziale.

Le considerazioni sopra esposte costituiscono una sintesi informativa di carattere generale e non sostituiscono una valutazione previdenziale personalizzata.

Per chi desidera approfondire l’argomento, segnalo i seguenti articoli:

Attribuzione famiglie professionali (Art. 24 CCRL 2019-2021) – Segnalazione errori materiali riconosciuti dalle Amministrazioni. Mancato recepimento delle rettifiche ed esclusione dalle procedure di progressione verticale. Richiesta urgente di intervento in autotutela

Il Cobas-Codir ha inviato una nota al Dirigente Generale del Dipartimento della Funzione Pubblica per rappresentare una situazione inaccettabile che sta ingiustamente penalizzando numerosi colleghi, escludendoli di fatto dalle graduatorie per le progressioni verticali.

Il problema nasce da errori materiali nell’attribuzione delle Famiglie Professionali (art. 24 del CCRL 2019-2021). Non stiamo parlando di semplici capricci o ripensamenti dei dipendenti, ma di errori oggettivi di inquadramento già riconosciuti e segnalati formalmente dalle stesse Amministrazioni di appartenenza.

Nonostante i dipartimenti abbiano tempestivamente comunicato le rettifiche alla Funzione Pubblica, quest’ultima non ha ancora dato seguito alle correzioni. A questo si aggiunge la beffa per il personale comandato presso Enti esterni (come ERSU, Avvocature, Uffici Giudiziari): trovandosi fuori dalla rete RTRS, questi colleghi hanno potuto conoscere la propria famiglia professionale solo a gennaio dopo l’attivazione delle linee VPN da parte dell’ARIT.

Il risultato è gravissimo: molti lavoratori non si trovano utilmente collocati nelle graduatorie provvisorie delle progressioni verticali a causa di un errore non loro e già certificato dai propri uffici.