MANCATO PAGAMENTO SALARIO ACCESSORIO 2025: UNA VERGOGNA CHE NON DEVE RIPETERSI

Palermo, 14 luglio 2026
Il COBAS-CODIR ha seguito da vicino due questioni nella direzione della velocizzazione della liquidazione del salario accessorio 2025 ai lavoratori regionali compreso i compensi legati alla performance.
Oggi, dopo mesi di ingiustificabili attese, Amministrazione e Aran sembrano votate a gettare acqua sul fuoco diramando improbabili notizie rassicuranti sulla situazione generale dei crediti vantati dai lavoratori che, a loro dire, parrebbe oggi più favorevole rispetto ai mesi scorsi.
IN MANCANZA DI FATTI CONCRETI CIÒ È INACCETTABILE!!! LE SPETTANZE DEI LAVORATORI SONO UN DIRITTO, NON UNA CONCESSIONE!!!
Queste dinamiche sono inaccettabili e chiede l’immediato intervento del Presidente della Regione, dell’assessore alla Funzione pubblica e del Segretario Generale affinché per il futuro non si replichino siffatte dinamiche sulla pelle dei lavoratori.
Intanto, si sblocchino immediatamente le erogazioni delle somme e si diano apposite direttive al Dipartimento della Funzione Pubblica e dell’Aran Sicilia affinché non si replichino, inopinatamente, impasse nel pagamento delle spettanze ai lavoratori.

Secondo quanto è emerso al riguardo dell’attuale tragicomica vicenda, relativa a quale parametro economico applicare all’Area dei coadiutori, sembrerebbe che il Commissario dell’Aran Sicilia, non tenendo in considerazione l’urgenza che il caso richiede non ha ancora inviato al Dipartimento della Funzione Pubblica il parere richiesto dall’Amministrazione, anche se, alla fine, questo parere non potrà che confermare l’applicazione di un solo parametro per tutto il 2025 per il personale dell’Area dei Coadiutori. Ciò, peraltro, trova riscontro nell’accordo regionale integrativo per il 2025, che indica il parametro da applicare senza prevedere una fase transitoria e quindi non si capiscono i tempi occorsi all’Aran per l’emissione di un parere ufficiale che rimuoverebbe uno dei principali ostacoli che hanno finora bloccato i calcoli.

Anche su un altro fronte, causa di ritardi, ovvero quello del presunto addendum alla contrattazione decentrata, non risulterebbe nessuna nota formale del Dipartimento della Funzione Pubblica per chiedere la firma di un addendum. Non risultano nemmeno rilievi scritti delle Ragionerie che impongano questo passaggio.
IN SOSTANZA AL DANNO SI AGGIUNGE LA BEFFA! Uffici che non si parlano, problemi artatamente frapposti, tempi biblici per dovuti riscontri: in realtà non esserci alcun documento ufficiale che abbia richiesto formalmente la sottoscrizione di un addendum.
Anche su questo aspetto si chiede ai rappresentanti del Governo di accertare la sussistenza di questo falso problema. Se ciò, infatti, venisse confermato, ci troveremmo di fronte a quello che appare come un vero e proprio equivoco amministrativo che non produrrebbe ulteriori passaggi negoziali ma che, nel frattempo, hanno già causato notevoli danni e disagi ai lavoratori regionali.
Si chiede, quindi, l’emissione immediata degli ultimi adempimenti formali che consentano di sbloccare i pagamenti di tutto l’accessorio 2025.
Il COBAS-CODIR, al riguardo, ha già chiesto un urgente incontro al Governo e continuerà a seguire la situazione impegnandosi fino in fondo alla liquidazione delle somme dovute ai lavoratori, informando passo passo gli iscritti sugli sviluppi.

LA SEGRETERIA GENERALE

Atto di indirizzo del Governo Regionale all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10. Triennio 2025-2027

Con deliberazione n. 274 dell’8 luglio 2026 è stato approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10, per il triennio 2025-2027, unitamente all’integrazione al predetto atto di indirizzo riguardante il Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Deliberazione n. 274 dell’8 luglio 2026. «Atto di indirizzo del Governo Regionale all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10. Triennio 2025-2027».

ATTENZIONE!

L’atto di indirizzo si trova a pagina 6 della delibera.

RIFORMA DIRIGENZA REGIONALE: IL COBAS-CODIR SI RIVOLGE AL PRESIDENTE DELLA PRIMA COMMISSIONE ARS, IGNAZIO ABBATE. “ESITARE SUBITO PER L’AULA IL DDL PER EVITARE LA PARALISI DELLA REGIONE”

Palermo, 13 luglio 2026

Un forte e chiaro appello è stato rivolto al Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali dell’ARS, On. Ignazio Abbate, da parte di Dario Matranga e Marcello Minio, Segretari Generali del Cobas-Codir, il sindacato autonomo che è il più rappresentativo dei lavoratori della Regione Siciliana. Al centro dell’azione del sindacato c’è la richiesta di un’urgente calendarizzazione per esitare in Prima Commissione, per consentirne l’inserimento all’Ordine del Giorno dei lavori d’Aula, del Disegno di Legge sull’Ordinamento della Dirigenza nell’Amministrazione regionale. Secondo i vertici del sindacato, un ulteriore stallo nell’iter approvativo vanificherebbe il lavoro svolto finora, sprecando una irripetibile congiuntura favorevole di straordinaria condivisione tra forze parlamentari, governo e organizzazioni sindacali. I Segretari Generali hanno evidenziato una serie di urgenze ormai improcrastinabili per garantire l’efficienza della macchina amministrativa. L’attuale incertezza normativa, unita all’imminente ondata di pensionamenti, rischia di generare il caos nell’ordinamento regionale, irrigidendo i processi decisionali e penalizzando l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese. Tutto ciò è anche urgente per sbloccare le opportunità di crescita pure dei funzionari regionali, ai quali da ben 26 anni è preclusa ogni possibilità di progressione a causa della mancata attuazione della riforma della dirigenza. Il nuovo assetto organizzativo è propedeutico all’indizione di nuovi bandi. È necessario avere i tempi istituzionali per prevedere in aula norme di salvaguardia che garantiscano trasparenza, parità di trattamento e adeguate riserve per i funzionari già in servizio. “Ci appelliamo alla sensibilità istituzionale più volte manifestata dall’Onorevole Abbate – dichiarano Matranga e Minio – affinché si proceda con l’urgenza che il caso richiede. È necessario dotare l’Amministrazione di un assetto stabile ed efficiente sia per la dirigenza che per il comparto” . Il Cobas-Codir resta in attesa di un riscontro, si rende disponibile a un’apposita convocazione per ribadire la necessità e l’urgenza di portare a compimento l’iter approvativo della legge.

Performance 2025. Facciamo chiarezza sui ritardi nei pagamenti

Negli ultimi giorni sto ricevendo numerose richieste di chiarimento, sia sui canali social sia direttamente, in merito ai tempi di pagamento del salario accessorio 2025, con particolare riferimento ai compensi collegati alla performance individuale e organizzativa.

La recente validazione della Relazione sulla Performance da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) ha infatti fatto nascere l’aspettativa di un’imminente liquidazione delle somme.

Purtroppo, come spesso accade, sul web e persino su alcune testate giornalistiche stanno circolando informazioni parziali, imprecise o del tutto prive di fondamento alimentate anche da note sindacali.

È quindi opportuno fare il punto della situazione sulla base degli atti e delle questioni realmente in discussione.

Primo problema: il nuovo ordinamento professionale e il parametro dei coadiutori

Il primo ostacolo è legato alla decorrenza del nuovo ordinamento professionale, entrato in vigore il 1° giugno 2025. L’accordo Ford per il 2025, stipulato presso l’ARAN Sicilia, ha previsto per la neonata “Area dei Coadiutori” un parametro economico pari a 7,10.

Secondo quanto emerge, l’Amministrazione ritiene che il testo dell’accordo non precisi espressamente se il parametro 7,10 debba essere applicato all’intero anno 2025 oppure soltanto dal 1° giugno 2025, data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale.

A mio avviso, si tratta di una questione più apparente che reale. La contrattazione collettiva regionale integrativa stabilisce infatti di anno in anno i parametri da applicare per il salario accessorio. Nelle annualità precedenti, sotto il vecchio sistema, questi erano stati fissati a 6,90 per l’ex categoria A e a 7,10 per l’ex categoria B, venendo semplicemente riconfermati di anno in anno (sebbene le parti avrebbero potuto legittimamente modificarli). Con l’accordo 2025 e il nuovo ordinamento, tutto questo personale è ufficialmente confluito nell’unica Area dei Coadiutori con il parametro unico di 7,10.

Ne consegue che la contrattazione decentrata per il 2025 ha già individuato il parametro da utilizzare. L’accordo, infatti, disciplina la distribuzione delle risorse riferite all’intera annualità 2025 e non contiene alcuna disposizione transitoria che distingua il periodo antecedente e successivo al 1° giugno.

In questa prospettiva, il problema interpretativo appare più teorico che reale, poiché il contratto integrativo disciplina espressamente i criteri di ripartizione del fondo per l’anno di riferimento.

Sulla questione sembrerebbe comunque che l’amministrazione abbia già provveduto a richiedere un parere formale all’ARAN Sicilia. Un intervento che dovrebbe, a brevissimo, sciogliere definitivamente il nodo e sbloccare le procedure di calcolo. L’auspicio è che il parere venga reso in tempi rapidi, così da consentire agli uffici di completare le procedure senza ulteriori ritardi.

Secondo problema: l’addendum richiesto dalle Ragionerie

L’altro elemento che sta rallentando l’iter riguarda la richiesta, formulata dalle Ragionerie, di predisporre un addendum alla contrattazione decentrata.

In sostanza le Ragionerie stanno richiedendo la stipula di un formale “addendum” ai contratti integrativi già siglati, richiamando l’applicazione dell’articolo 102, comma 4, del CCRL 2022-2024 del comparto non dirigenziale.

Ritengo che questa richiesta costituisca un inutile aggravio burocratico. Non solo appesantisce i procedimenti amministrativi con passaggi ridondanti, ma configura una vera e propria lesione delle prerogative e dei diritti sindacali. Riaprire tavoli negoziali per apporre addendum meramente formali su accordi già perfezionati non fa altro che allontanare nel tempo il diritto dei lavoratori a percepire somme già stanziate e certificate, ledendo la stabilità delle relazioni sindacali.

Il Cobas-Codir ha già segnalato l’inutilità della richiesta inviando una nota di protesta e diffida (leggi l’articolo qui).

In conclusione, allo stato attuale non sembrano emergere ostacoli insormontabili al pagamento della performance 2025. Restano da definire due questioni di natura prevalentemente interpretativa e procedurale che, auspicabilmente, potranno essere superate in tempi brevi.

L’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha ufficialmente aperto un’istruttoria nei confronti del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica a seguito dell’esposto presentato dal COBAS-CODIR

L’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, richiamando i propri poteri di vigilanza (D.Lgs. n. 20/2024) e la propria Raccomandazione n. 04 del 29 maggio 2026, ha messo sotto la lente d’ingrandimento la Circolare regionale n. 63038/2026, intimando alla Regione Siciliana di produrre una dettagliata relazione entro 15 giorni.

I punti chiave della richiesta del Garante:

Il Garante non è entrato nel merito della legittimità in astratto, ma ha letteralmente “messo alle strette” l’Amministrazione regionale, esigendo chiarimenti su 6 punti specifici:

  • Valutazione e Criteri (Punti 1, 2 e 3): La Regione deve spiegare come garantisce una valutazione concreta e individualizzata per ogni lavoratore, chiarendo quali criteri usino i dirigenti per tagliare le ore o negare lo smart working ed esibendo le misure adottate per vietare automatismi, tetti rigidi e veti basati sul profilo astratto.

  • Omogeneità e “Casi Critici” (Punto 4 e testo integrativo): Viene chiesto se siano state fornite linee guida ai Dipartimenti per evitare disparità e, specificamente, di giustificare i provvedimenti di diniego, differimento o accoglimento parziale già emanati (il che investe direttamente casi come quello del Dipartimento Formazione).

  • I Numeri del Fenomeno (Punto 5 e 6): La Funzione Pubblica deve fornire il “censimento” esatto delle istanze presentate in Sicilia: quante accolte, quante tagliate, quante respinte e con quali motivazioni, indicando come intenda monitorare l’applicazione per evitare discriminazioni.

Il significato politico di questa nota:

  1. Piena legittimazione del COBAS-CODIR: Il Garante cita esplicitamente il nostro sindacato in apertura della nota, riconoscendo la fondatezza e il valore tecnico del nostro esposto.

  2. Il “Muro di Gomma” è rotto: La Funzione Pubblica, che aveva ignorato le note sindacali interne trincerandosi dietro risposte pretestuose, ora ha l’obbligo di legge di rispondere a Roma entro due settimane, mettendo a nudo tutti i dati e le motivazioni dei tagli orari applicati dai propri dirigenti.

Istanza di intervento e segnalazione di condotta potenzialmente discriminatoria presentata dall’Associazione Sindacale COBAS-CODIR. Circolare del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale prot. n. 63038 del 18 giugno 2026. RICHIESTA INFORMAZIONI.


SU SEGNALAZIONE DEL COBAS-CODIR IL GARANTE DEI DIRITTI DEI DISABILI INTERVIENE SULLA REGIONE PER POTENZIALE DISCRIMINAZIONE

Palermo, 9 luglio 2026
Con una istanza di intervento e segnalazione per condotta potenzialmente discriminatoria del Dipartimento reg.le Funzione Pubblica nei confronti dei lavoratori disabili, l’Associazione Sindacale COBAS-CODIR, maggiormente rappresentativa della Regione Siciliana, ha chiesto e ottenuto l’intervento del Garante Nazionale con nota protocollo n. 0003488/2026 del 08/07/2026.
A seguito dell’emanazione della Circolare del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale, infatti, prot. n. 63038 del 18 giugno 2026, infatti, il COBAS-CODIR aveva scritto al Dirigente Generale Salvatrice Rizzo lamentando sostanzialmente, a proprio avviso, una procedura macchinosa e a tratti non conforme al dettato normativo nell’individuazione dei dipendenti beneficiari del lavoro agile.
Dato l’alto impatto sociale della problematica esposta, il COBAS-CODIR ha chiesto, nel giugno scorso, una risposta che a tutt’oggi però è rimasta inopinatamente inevasa.
Da qui il ricorso all’Autorità Garante che, invece, è intervenuta immediatamente sulla questione intimando al Dipartimento della Funzione Pubblica di fornire, entro 15 giorni, una serie di dati e chiarimenti sulla circolare emanata e oggetto della contestazione da parte del sindacato.
L’azione del COBAS-CODIR, quindi, ancora una volta, ottiene un primo importante risultato ottenuto dall’azione sindacale a tutela dei lavoratori più fragili spesso in balia di una superficiale gestione giuridica da parte di chi dovrebbe essere chiamato a tutelarne i diritti.
L’obiettivo del COBAS-CODIR, come sempre, è garantire che le richieste di lavoro agile per i dipendenti con disabilità vengano valutate caso per caso, senza automatismi o dinieghi ingiustificati.
Si tratta di un passo fondamentale per assicurare il pieno rispetto del diritto all’inclusione e all’accomodamento ragionevole sul posto di lavoro.

Anticipazione buonuscita per acquisto prima casa. Il COBAS-CODIR contesta l’esclusione del personale in TFR

A poche ore dalla pubblicazione del bando, il COBAS-CODIR ha inviato una formale diffida al Fondo Pensioni Sicilia e al Dipartimento della Funzione Pubblica, contestando l’esclusione dei lavoratori in regime di TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Il bando, così come formulato, limita l’accesso alla misura ai soli dipendenti in regime di TFS (assunti entro il 31 dicembre 2000). Secondo il Cobas-Codir questa limitazione è illegittima e in aperto contrasto con la Legge Regionale n. 13 del 28 maggio 2026, che ha esteso il diritto alle anticipazioni anche al personale in regime di TFR.

Per il COBAS-CODIR, l’esclusione configura una “ingiustificata e gravissima discriminazione” tra i lavoratori regionali, impedendo a chi è stato assunto dopo il 2000 di beneficiare delle stesse tutele previste per i colleghi in regime di TFS.

Nella nota il sindacato chiede con forza:

  • La rettifica o l’annullamento in autotutela del provvedimento (D.D.G. n. 2813 del 06/07/2026).

  • L’integrazione del bando per includere il personale in TFR tra gli aventi diritto.

  • La proroga dei termini per la presentazione delle domande, al fine di garantire a tutti i dipendenti un’equa possibilità di accesso alla misura.

La posizione del sindacato è netta: in assenza di un rapido riscontro correttivo da parte delle istituzioni coinvolte, il COBAS-CODIR ha annunciato l’intenzione di supportare il personale escluso in un massiccio contenzioso legale. L’obiettivo è quello di far valere i diritti dei lavoratori nelle sedi giudiziarie competenti e richiedere il risarcimento per i danni derivanti da quella che viene definita un’inerzia ingiustificata dell’Ente previdenziale.


Al via le domande per l’anticipazione della buonuscita per l’acquisto della prima casa…..Ma i dipendenti in regime di TFR sono ancora esclusi nonostante la legge

Al via le domande per l’anticipazione della buonuscita per l’acquisto della prima casa…..Ma i dipendenti in regime di TFR sono ancora esclusi nonostante la legge

È stato ufficialmente pubblicato l’avviso 2026 dedicato ai dipendenti regionali siciliani che desiderano richiedere un’anticipazione della propria buonuscita finalizzata all’acquisto o alla costruzione della prima casa.

Chi può fare domanda?

L’avviso è rivolto esclusivamente ai dipendenti regionali in servizio che sono stati assunti entro il 31 dicembre 2000 e che si trovano in regime di T.F.S. (Trattamento di Fine Servizio).

Quali tipologie di acquisto sono ammesse?

Il Fondo Pensioni Sicilia prevede quattro diverse casistiche per le quali è possibile avanzare richiesta:

  1. Acquisto da terzi: Compravendita classica di un’abitazione da adibire a prima casa.

  2. Cooperativa: Acquisto tramite società cooperativa edilizia.

  3. Costruzione in proprio: Fondi destinati alla costruzione della propria abitazione principale.

  4. Permuta/Vendita e nuovo acquisto: Vendita di una prima casa ritenuta inadeguata per procedere all’acquisto di una nuova soluzione abitativa.

Come e quando presentare l’istanza

Le domande possono essere inoltrate a partire dal 7 luglio 2026 e fino alla scadenza del 4 settembre 2026. La procedura è interamente digitale: bisognerà accedere alla piattaforma fondopensionisicilia.it nella sezione “CLICKPENSIONI”, autenticandosi tramite SPID o CIE.

È fondamentale preparare in anticipo la documentazione necessaria (tra cui ISEE, dichiarazione dei redditi 2025, atti notarili o preliminari e concessioni edilizie) utilizzando la modulistica specifica resa disponibile sul sito del Fondo.

Criteri di graduatoria

Non si tratta di un click-day, ma di una procedura basata su una graduatoria stilata da un’apposita Commissione. I criteri di valutazione, stabiliti dal D.P.Reg. n. 41/1991, tengono conto di diversi fattori:

  • Anzianità di servizio maturata;

  • Composizione e situazione reddituale del nucleo familiare;

  • Intestazione dell’immobile (se al dipendente o al figlio).

In caso di parità di punteggio, verrà data priorità al candidato con età anagrafica maggiore.

Budget a disposizione

Le risorse totali messe a bando ammontano a 1.700.000,00 euro. L’importo massimo concedibile a ciascun richiedente è pari a 50.000 euro lordi. Le istanze verranno accolte seguendo l’ordine di graduatoria fino all’esaurimento del fondo disponibile.

Dove trovare ulteriori dettagli

Per leggere il testo integrale dell’avviso e scaricare i modelli necessari, vi invitiamo a consultare il portale ufficiale del Fondo Pensioni Sicilia oppure la pagina dedicata sul sito istituzionale della Regione Siciliana.


Anticipazione buonuscita per acquisto prima casa. Il COBAS-CODIR contesta l’esclusione del personale in TFR

LA GIUNTA PRONTA AD APPROVARE UN ATTO D’INDIRIZZO INDECOROSO SUL RINNOVO CONTRATTUALE DEI DIPENDENTI REGIONALI

Palermo, 7 luglio 2026

Il 23 giugno scorso, durante l’incontro tra governo e sindacati sul rinnovo del contratto giuridico ed economico 2025/27 del comparto e della dirigenza dei regionali, il Presidente della Regione e l’Assessore alla Funzione Pubblica hanno dichiarato, all’unisono, di “avere a cuore le problematiche dei dipendenti regionali” e di avere “accolto le richieste dei sindacati” nell’Atto d’Indirizzo da approvare in Giunta e inviare all’ARAN Sicilia.

Una dichiarazione smentita dai fatti! Il COBAS-CODIR chiede infatti al governo regionale:

– QUALI RICHIESTE SINDACALI SONO STATE EFFETTIVAMENTE INSERITE NELLE DIRETTIVE?

-QUALI ELEMENTI POSITIVI, SUL PIANO GIURIDICO ED ECONOMICO, CONTIENE REALMENTE QUESTO ATTO D’INDIRIZZO?

-CON QUALI DIRETTIVE SI INTENDE IMPEGNARE L’ARAN A COLMARE IL DIVARIO DELL’INDENNITÀ DI AMMINISTRAZIONE RISPETTO AI CONTRATTI STATALI?

Il COBAS-CODIR, organizzazione sindacale più rappresentativa della Regione Siciliana, ha rivendicato il diritto — previsto da corrette relazioni sindacali — di potere concertare insieme alle altre OO.SS. la stesura dell’Atto d’Indirizzo (che invece probabilmente sarà apprezzato nelle seduta di Giunta prevista per domani, 8 luglio). Un atto che deve affrontare, senza ulteriori rinvii, il riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte dai dipendenti, il totale recupero del potere d’acquisto degli stipendi e il diritto a percorsi certi di carriera, anche per chi è in posizioni apicali.

Nell’Atto d’Indirizzo attuale, invece, non c’è nulla di tutto questo! Il COBAS-CODIR non permetterà che il contratto venga liquidato con un piatto di brodaglia calda: sarà battaglia! Non saremo disponibili a trattative che portino alla firma di una brutta copia del contratto nazionale.

Il governo non può ignorarlo, e i cittadini devono sapere che questo ennesimo trattamento svilente della macchina amministrativa e del personale regionale risponde a una precisa volontà politica: mantenere lo status quo, per poi tornare, nell’imminenza delle elezioni regionali, al solito teatrino — additando i lavoratori come responsabili del tracollo amministrativo e proponendosi ai cittadini come salvatori della patria. Un film già visto troppe volte purtroppo!

Il COBAS-CODIR continuerà a denunciare le reali intenzioni della politica siciliana, che ha già dato prova della propria inaffidabilità facendo precipitare l’amministrazione regionale agli ultimi posti del pubblico impiego nazionale, tanto da costringere moltissimi vincitori di concorso a rinunciare al posto regionale. Non sono chiacchiere: sono fatti; fatti evidenti quanto la sola reale priorità di questo governo — nominare e foraggiare i propri fedelissimi e portaborse di partito ai vertici della Regione, a prescindere da qualsiasi risultato ottenuto. IL COBAS-CODIR AVVERTE IL GOVERNO: SIAMO PRONTI A RACCOGLIERE LA SFIDA E A SMASCHERARE OGNI TENTATIVO DELLA POLITICA DI CALPESTARE I LEGITTIMI DIRITTI DEI LAVORATORI E DI TUTTI I CITTADINI SICILIANI.

Richiesta addendum contrattazione decentrata Art. 102, comma 4, CCRL Comparto Non Dirigenziale Regione Siciliana (2022-2024). Inutili aggravi burocratici e lesione dei diritti sindacali. Nota di protesta e diffida

L’accordo sulle percentuali e il “muro” delle Ragionerie

Per superare i cronici ritardi dell’Amministrazione nell’assegnazione dei budget finanziari ed evitare che i lavoratori rimanessero a bocca asciutta, i tavoli negoziali, su proposta del Cobas-Codir, avevano scelto una strada pragmatica e legittima: chiudere le contrattazioni fissando le percentuali di riparto. Un’operazione logica: una volta sbloccati i fondi, i singoli uffici avrebbero dovuto semplicemente applicare quelle percentuali per calcolare gli importi esatti e liquidare le somme.

Tuttavia, una volta resi disponibili i budget, è scattato il corto circuito burocratico. Le Ragionerie centrali e territoriali hanno alzato il muro, pretendendo la stipula di un ulteriore “addendum” contrattuale contenente le cifre esatte al centesimo.

Un aggravio che pesa sui lavoratori e sui sindacati

Questa richiesta, definita dal Cobas-Codir come un “inutile e pretestuoso ostruzionismo formale”, sta determinando un pesante aggravio dell’attività amministrativa. Ma c’è di più: rischia di paralizzare l’azione di rappresentanza. Le organizzazioni sindacali si trovano infatti a dover fare i conti con un monte ore di permessi sindacali limitato, che verrebbe letteralmente azzerato per convocare tavoli negoziali puramente ripetitivi e formali.

La risposta del Cobas-Codir non si è fatta attendere. È già partita una dura nota di protesta e contestuale diffida indirizzata ai Dipartimenti e alle Ragionerie. L’atto formale contesta la violazione dei principi costituzionali di buon andamento ed efficienza della Pubblica Amministrazione e chiede l’immediata immissione in pagamento delle somme dovute, basandosi sulle percentuali già certificate.

Lavoro agile per i dipendenti regionali con disabilità. il COBAS-CODIR denuncia la Circolare direttamente al Garante Nazionale

Davanti ai tentativi del Dipartimento della Funzione Pubblica di difendere i paletti sullo smart working previsti dalla Circolare prot. n. 63038 del 18 giugno 2026, il Cobas-Codir ha deciso di bypassare i tavoli regionali e presentando un esposto formale direttamente all’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità.