Regione Siciliana: Rettificate le graduatorie delle Progressioni Verticali dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari (D.D.G. n. 5229)

È stato pubblicato il D.D.G. n. 5229, con il quale il Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale della Regione Siciliana ha disposto l’annullamento parziale in autotutela e la contestuale rettifica delle graduatorie definitive per la progressione verticale di 296 unità di personale dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari.

Il provvedimento interessa le quattro famiglie professionali previste dal bando: Amministrativa, Economico-contabile, Informatico-statistica e Tecnica.

📌 Cosa è successo e perché si è resa necessaria la rettifica?

Le verifiche effettuate dall’Amministrazione dopo l’approvazione delle graduatorie definitive hanno fatto emergere due distinte esigenze di correzione:

  1. Famiglia Informatico-Statistica (Errore Informatico):

    • Durante la fase di elaborazione dei dati si è verificata un’anomalia informatica che non ha recepito correttamente la valutazione attribuita dalla Commissione a un titolo di studio dichiarato dal candidato Raimondi Massimo.

    • L’Amministrazione ha quindi ricalcolato e rideterminato il punteggio spettante al candidato, aggiornando la sua posizione, le posizioni dei candidati interessati e l’elenco dei candidati non vincitori (Allegato L).

    • L’individuazione dei vincitori avviene confermando l’applicazione della riserva del 50% dei posti, come previsto dall’art. 11, comma 2 del bando.

  2. Famiglie Amministrativa, Economico-Contabile e Tecnica (Gestione Ex Aequo):

    • L’Amministrazione ha riesaminato le posizioni a parità di punteggio (ex aequo) applicando rigorosamente i criteri di precedenza previsti dall’art. 11, comma 7 del bando:

      1. Maggiore esperienza maturata presso la Regione Siciliana;

      2. Minore età anagrafica.

    • Questa revisione ha comportato esclusivamente un riordinamento dei candidati collocati a pari merito, lasciando del tutto inalterate le altre posizioni delle rispettive graduatorie.

🔑 Punti chiave del Decreto

  • Annullamento parziale e salvaguardia: L’annullamento in autotutela (ex art. 21-nonies L. 241/1990) riguarda solo ed esclusivamente le posizioni e i punteggi oggetto di rettifica. Tutte le altre posizioni non interessate rimangono confermate e valide a tutti gli effetti.

  • Inquadramento e Sedi: I candidati dichiarati vincitori nelle nuove graduatorie rettificate saranno inquadrati nell’Area dei Funzionari. L’assegnazione delle sedi avverrà sulla base dei fabbisogni organici e funzionali dell’Amministrazione regionale.

  • Accesso agli atti: I candidati possono esercitare il diritto di accesso agli atti della procedura secondo le norme vigenti.

🔗 Consultazione degli Allegati e Ricorsi

Il decreto e i relativi allegati (Graduatorie rettificate per le 4 famiglie professionali ed elenco aggiornato dei non vincitori per la Famiglia Informatico-statistica) sono consultabili sul sito istituzionale del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale.

Termini per eventuali ricorsi:

  • Ricorso al TAR Sicilia (Sezione di Palermo): entro 60 giorni dalla data di pubblicazione.

  • Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana: entro 120 giorni dalla data di pubblicazione.


Una media di 300 euro netti al mese in meno rispetto gli Statali rendono il contratto 2025/2027 INACCETTABILE! Violato l’art. 14 dello Statuto Siciliano. Il COBAS-CODIR pronto a diffidare il Governo!

Palermo, 13 ottobre 2026
In rifermento alla trattativa sul rinnovo del CCRL 2025-2027, il COBAS-CODIR – come già ampiamente rappresentato nei giorni scorsi – non condividendo gli ingiustificati trionfalismi che sono circolati sulla bozza proposta dall’ARAN Sicilia, DENUNCIA CON FERMEZZA CHE IL
GOVERNO REGIONALE NULLA HA ANCORA FATTO PER RIALLINEARE Il TRATTAMENTO GIURIDICO E GLI STIPENDI DEI REGIONALI A QUELLI DEI COMPARTI STATALI DI RIFERMENTO CON PARTICOLARE IN RIFERIMENTO ALL’INDENNITA’ DI AMMINISTRAZIONE.
Il Governo regionale, fino a oggi, ha disatteso l’art. 14 dello Statuto che sancisce, alla lettera ‘q’ il diritto dei dipendenti regionali ad avere un trattamento giuridico ed economico “in ogni caso” non inferiore a quello degli statali.
E’ giunto il momento, quindi, di dire basta e fare sentire la nostra voce affinché finalmente il
governo regionale cambi registro adottando una seria e giusta politica del personale!
IN MANCANZA DI UN IMMEDIATO SEGNALE POSITIVO DA PARTE DEL GOVERNO, IL COBAS-CODIR sta già predisponendo con i propri legali un ATTO DI DIFFIDA E MESSA IN MORA CHE, ATTRAVERSO I PROPRI RAPPRESENTANTI PROVINCIALI E AZIENDALI DI TUTTA LA SICILIA, CHIEDERÀ DI SOTTOSCRIVERE A TUTTI I LAVORATORI REGIONALI PER DARE MODO DI FARE SENTIRE LA PROPRIA VOCE E CHE SARÀ NOTIFICATO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E A TUTTE LE ISTITUZIONI REGIONALI!
Tale Atto SIGNIFICHERÀ che tutti i dipendenti regionali non sono più disponibili ad accettare condizioni di lavoro economicamente e giuridicamente inferiori a quelle degli equiparati statali; ma si tratta anche di una precisa presa di posizione per le mancate risposte – fino a oggi – su tematiche strategicamente indispensabili per il buon andamento degli uffici e per il rilancio di una nuova Regione che torni a essere realmente appetibile per i tanti giovani siciliani in cerca di lavoro.
Oltre alla disparità economica, anche il mancato riconoscimento di istituti da anni previsti dai contratti statali, quali ad esempio: percorsi certi di carriera, welfare, pensione integrativa, assicurazione, renderanno sempre più aspra la battaglia sindacale a difesa dei diritti legittimi dei lavoratori della Regione Siciliana, degli Enti e Società che ne applicano il contratto.
SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI!

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Richiesta notizie su progressioni verticali e graduatorie differenziali stipendiali

Questa Organizzazione Sindacale Cobas-Codir interviene per rappresentare il diffuso stato di preoccupazione che si registra tra i dipendenti regionali in merito alle sorti delle procedure relative alle progressioni verticali e all’attribuzione dei differenziali stipendiali. Come è noto, dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive delle progressioni verticali per ciascuna famiglia professionale, il personale interessato attende di conoscere i tempi certi in cui si potrà finalmente procedere ai nuovi inquadramenti. Da informazioni assunte, sembrerebbe che l’iter sia attualmente subordinato alla complessa approvazione del rendiconto; tuttavia, l’assenza di comunicazioni ufficiali sta generando un clima di comprensibile sfiducia. Analoga situazione di stallo e di legittima attesa riguarda la pubblicazione della graduatoria per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, le cui procedure – a quanto si apprende – dovrebbero trovare definizione entro il mese in corso (ottobre). Alla luce di quanto sopra, con la presente si richiede formalmente a codesto spettabile Dipartimento di voler diffondere notizie sui cronoprogrammi reali relativi a:- L’effettiva tempistica per l’adozione dei provvedimenti di nuovo inquadramento dei vincitori delle progressioni verticali, subordinati al rendiconto;- La data certa di pubblicazione delle graduatorie e di chiusura delle procedure relative ai differenziali stipendiali. Certi di un tempestivo riscontro a tutela delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione Siciliana, si inviano distinti saluti.

Pensioni: l’età di vecchiaia verso quota 67 anni e 6 mesi dal 2029

Le ultime proiezioni elaborate nel 27° Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato confermano la ripresa degli adeguamenti dei requisiti previdenziali legati all’aspettativa di vita Istat.

Salvo modifiche nelle future leggi di bilancio, il calendario degli scatti prevede che l’età per la pensione di vecchiaia salga a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028, per poi raggiungere 67 anni e 6 mesi a partire dal 2029. Contestualmente, aumentano anche i requisiti per la pensione anticipata e per i canali contributivi puri.

Per un’analisi dettagliata di tutte le tabelle di marcia e dei singoli incrementi previsti nei prossimi anni, puoi consultare l’approfondimento completo su Pensioni Oggi ….. https://www.pensionioggi.it/notizie/previdenza/pensioni-dal-2029-l-eta-pensionabile-sale-a-67-anni-e-6-mesi

CCRL 2025-2027. Ecco la bozza contrattuale e le tabelle economiche

Mentre all’Aran Sicilia si discutono i contenuti dell’ipotesi negoziale, si rende disponibile per la consultazione e il download la bozza ufficiale del CCRL 2025-2027 unitamente alle tabelle economiche messe sul tavolo.

Su quest’impostazione si è registrato il netto e motivato dissenso del Cobas-Codir, che ha sollevato forti perplessità – già espresse nei giorni scorsi – riguardo alla reale adeguatezza degli incrementi retributivi rispetto al costo della vita, alla distanza persistente rispetto alle indennità di amministrazione statali e alla necessità di un piano finanziario più strutturato e mirato alla valorizzazione del personale.

SCARICA LA BOZZA DI IPOTESI

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COMUNICATO. TRATTATIVA ARAN-SINDACATI RINNOVO CCRL 2025/2027 LE RAGIONI DEL DISSENSO

Palermo, 28 seembre 2026
In seguito all’ultima sessione di trattativa all’ARAN Sicilia di giorno 23 settembre 2026, sul rinnovo del CCRL 2025-2027, il COBAS-CODIR ritiene doveroso fornire un chiarimento a tutti lavoratori regionali e innanzitutto agli iscritti: non condividiamo gli ingiustificati trionfalismi che circolano in queste ore. La bozza proposta dall’ARAN Sicilia non risponde, a nostro parere, né alle aspettative giuridiche dei lavoratori né all’esigenza di tutelare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, né al rilancio dell’amministrazione regionale siciliana.
Le nostre ragioni di contrarietà possono essere sintetizzate innanzitutto nei seguenti punti:
– Mancato adeguamento reale delle retribuzioni, rispetto all’aumento del costo della vita;
– Copia-incolla di parte del CCNL statale senza un preliminare e vero confronto sulle specificità regionali siciliane;
– Nessun progresso sul riconoscimento delle professionalità e sugli ulteriori avanzamenti di carriera richiesti dal sindacato;
– Indennità di amministrazione ancora distante da quella – ben più favorevole – del comparto Ministeri.
Il COBAS-CODIR ha già presentato le opportune contro-proposte che prevedono:
– un piano finanziario sostenibile per equiparare l’indennità di amministrazione al comparto Ministeri;
– Ripartizione delle risorse accessorie orientata al merito e alle competenze oggettive;
– Revisione delle posizioni economiche per valorizzare l’esperienza maturata;
– Clausola di salvaguardia indicizzata all’inflazione programmata.
Per il Cobas/Codir sono, inoltre irrinunciabili i seguenti punti tendenti alla Modernizzazione
dell’amministrazione regionale e alla creazione di un ambiente di lavoro al passo con i tempi, le esigenze dei cittadini e moderni modelli organizzavi che tengano conto delle reali esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori come tutelate anche dalle speci/che leggi già in vigore:
– Smart working strutturale e telelavoro;
– Istituzione di posizioni assicurative per rischi amministrativi non dolosi;
– Reingegnerizzazione dei processi e digitalizzazione degli uffici;
– Misure di sostegno alle giovani famiglie. Misure di sostegno alle famiglie con diversamente
abili nel proprio nucleo familiare;
– Welfare aziendale;
– Introduzione di forme di pensione integrativa.
Se l’ARAN persisterà in convocazioni lampo di un’ora e in atteggiamenti dilatori, il COBAS-CODIR è pronto alla mobilitazione: questo contratto sarà accettabile solo quando garantirà veri avanzamenti giuridici ed economici per tutti regionali e il rilancio concreto della macchina amministrativa e il giusto riconoscimento delle rivendicazioni legittime dei lavoratori regionali siciliani.
La Segreteria Generale COBAS-CODIR

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AVVISO AGLI ISCRITTI

Concluse oggi le contrattazioni all’Aran Sicilia relativamente all’accordo FORD 2026, prosecuzione confronto sui rinnovi contrattuali e Accordo per l’accessorio della dirigenza.
Mentre si è potuto sottoscrivere l’accordo FORD 2026 al fine di rendere immediatamente esigibili le somme destinate all’accessorio del comparto non dirigenziale, sul fronte rinnovi contrattuali non si è avuto alcun segnale positivo causato anche al fatto che l’Aran Sicilia non si è espressa sulle richieste presentate dal COBAS-CODIR, proponendo di fatto la medesima bozza di contratto scopiazzata dal contratto nazionale.
Sono state consegnate le tabelle (allegate al presente avviso) relative agli aumenti contrattuali che non possono essere assolutamente sufficienti a rendere il rinnovo contrattuale in linea con le aspettative di tutti.
Il COBAS-CODIR ha dichiarato la propria contrarietà e la propria indisponibilità a sottoscrivere un contratto che non rappresenta di fatto alcun passo avanti per i lavoratori regionali in termini di riconoscimento delle professionalità, avanzamenti di carriera, miglioramenti economici ed equiparazione dell’indennità di amministrazione a quella notevolmente più vantaggiosa del comparto dello Stato.
Il COBAS-CODIR ha contestato il modus operandi delle convocazioni dell’Aran che, concentrando la discussione nell’arco di una sola ora, dimostra l’effettiva volontà di non volere procedere a reali passi avanti che consentano di tenere prioritariamente conto del benessere giuridico ed economico di tutti i regionali.
Nel caso in cui si dovessero perpetrare questi atteggiamenti dilatori da parte dell’Aran Sicilia,iI COBAS-CODIR è pronto alla mobilitazione.
La Segreteria Generale

Nasce “Rete Donne”. Un nuovo coordinamento per la tutela, rappresentanza e i diritti delle lavoratrici

Palermo 21 settembre 2026

Nasce all’interno del COBAS-CODIR “RETE DONNE”, un nuovo coordinamento dedicato alle lavoratrici siciliane e alle specifiche problematiche che ancora oggi incidono sulla loro vita professionale e personale.

RETE DONNE nasce con l’obiettivo di dare voce, rappresentanza e strumenti di tutela alle lavoratrici, rafforzando l’azione sindacale sui temi della conciliazione tra vita e lavoro, delle pari opportunità, della carriera e del contrasto a ogni forma di discriminazione e molestia.

Il nuovo organismo affiancherà l’attività sindacale ordinaria con un’attenzione specifica alle problematiche di genere.

Tutela della genitorialità, incentivazione dello smart working, contrasto alle molestie e alle discriminazioni, parità salariale e di carriera, tutela dello status di pensionamento, progressioni professionali e opportunità di crescita sono soltanto alcuni dei principali obiettivi che il Coordinamento RETE DONNE si prefigge già nell’immediato.

Al fine del massimo coinvolgimento possibile delle donne lavoratrici siciliane saranno organizzati momenti di formazione e informazione, mediante assemblee, incontri e seminari sui diritti delle donne nel pubblico impiego e sugli strumenti di tutela disponibili.

Il coordinamento regionale di RETE DONNE del Cobas-Codir è affidato a:

– Roberta ISGRO’, dipendente regionale della provincia di Messina;

– Emilia LA PAGLIA, dipendente regionale della provincia di Enna.

Contestualmente saranno individuate le coordinatrici provinciali su tutto il territorio siciliano.

Per contatti scrivere a [email protected]

“Con la nascita di RETE DONNE del Cobas Codir – dichiarano le coordinatrici regionali Roberta Isgrò ed Emilia La Paglia – abbiamo voluto creare un luogo sicuro nel quale le lavoratrici possano essere ascoltate, tutelate ed essere protagoniste dell’azione sindacale. Non sarà, quindi, concludono La Paglia e Isgrò – un organismo simbolico, ma uno strumento concreto per portare i problemi delle donne nei luoghi della contrattazione e trasformarli in rivendicazioni e diritti.”

RETE DONNE è aperto alla partecipazione di chi intenda mettere a disposizione competenze, esperienze e professionalità, contribuendo alla costruzione di una nuova stagione di iniziativa sindacale sui temi della parità e della tutela delle lavoratrici.

Performance dei regionali: non è solo il Dipartimento Lavoro, è il sistema che fa acqua

I dipendenti del Dipartimento Regionale del Lavoro sono ancora in attesa di percepire i premi legati alla performance. Ma focalizzarsi esclusivamente su un singolo settore rischia di restituire una fotografia parziale: la verità è che gli altri dipartimenti non hanno anticipato chissà di quanto i tempi, e sono diverse le strutture della Regione Siciliana che in queste settimane condividono la medesima attesa.

Una situazione di stallo che riaccende la protesta, ma che rischia di indirizzare il malcontento sui bersagli sbagliati.

Archiviata la surreale parentesi della richiesta di un addendum successivo alla sottoscrizione del contratto decentrato integrativo — un ostacolo fortunatamente superato —, il vero nodo critico non è imputabile a ritardi specifici di questo o quell’ufficio, ma a un sistema che mostra falle strutturali profonde.

A scanso di equivoci e per evitare di puntare il dito contro il capro espiatorio di turno — sia esso il Dipartimento della Funzione Pubblica o le organizzazioni sindacali —, bisogna guardare alla radice normativa del problema.

Il sistema della performance, introdotto dal decreto legislativo n. 150/2009 voluto dall’allora ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, stabilisce con chiarezza che la validazione della performance dovrebbe avvenire tassativamente entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento. È da quella data che, idealmente, dovrebbe sbloccarsi l’iter per i pagamenti.

Ma la realtà della Regione Siciliana viaggia su un binario diverso.

Accade spesso che alla Funzione Pubblica arrivino dai Dipartimenti dati incongruenti su assenze e valutazioni, etc. per i quali è costretta a chiedere correzioni o integrazioni.

Il Dipartimento del Lavoro sconta, tra l’altro, una complessità strutturale enorme: è uno dei dipartimenti più grandi della Regione, con una miriade di uffici periferici dislocati su base provinciale. Ma il punto è che questo schema va in scena ciclicamente, identico a se stesso, dodici mesi dopo dodici mesi.

Purtroppo abbiamo la memoria corta. Ogni autunno ci si stupisce dei ritardi, dimenticando che il problema è strutturale e organizzativo.

I sindacati fanno la loro parte chiudendo i contratti e la Funzione Pubblica gestisce una mole di dati immensa con gli strumenti che ha. Ma il modello attuale è inadeguato a reggere l’urto di una macchina amministrativa così complessa. Finché la catena dei controlli e dei flussi informativi continuerà a dipendere da passaggi frammentati, uffici isolati e correzioni in extremis, i lavoratori continueranno a pagare il prezzo di un sistema farraginoso.

Se non si mette mano a una vera digitalizzazione preventiva e a un’autentica responsabilizzazione dei singoli uffici periferici nel rispetto delle scadenze — a cominciare da quel termine del 30 giugno previsto dalla legge —, continueremo a commentare gli stessi ritardi, anno dopo anno, illudendoci che il problema sia l’ultimo adempimento estivo e non una catena di montaggio che fa acqua da tutte le parti.