TFS entro 12 mesi, il Governo impugna la legge siciliana: confermato il pronostico, ma l’anticipazione del TFR resta in piedi
Avevo evidenziato il rischio di un’impugnativa. Il Consiglio dei Ministri ha ora impugnato alcune disposizioni della L.R. 13/2026. Ma attenzione: l’anticipazione del TFR per il personale regionale già in regime di TFR non è tra le norme contestate.
Nel mio precedente articolo dedicato alle novità introdotte dalla legge regionale 28 maggio 2026, n. 13, avevo messo in evidenza gli effetti favorevoli della nuova disciplina per i dipendenti regionali, ma anche un possibile problema: la norma che fissava in 12 mesi il termine massimo per il pagamento del TFS/TFR avrebbe potuto essere impugnata dal Governo per invasione della competenza statale e per i suoi effetti sulla finanza pubblica.
Il pronostico si è avverato.
Il Consiglio dei Ministri ha infatti deliberato l’impugnativa di alcune disposizioni della L.R. n. 13/2026 davanti alla Corte costituzionale.
Per quanto riguarda direttamente i dipendenti regionali, sono stati contestati, in particolare, i commi 2 e 3 dell’articolo 1.
Il comma 2 è quello che stabiliva il termine massimo di 12 mesi dalla cessazione dal servizio per la liquidazione del TFS/TFR.
Il comma 3 riguarda invece l’estensione al personale iscritto al Fondo Pensioni Sicilia della disciplina del cosiddetto “Bonus Maroni”.
Il pronostico era quindi corretto
Nel mio precedente approfondimento avevamo sottolineato che la previsione dei 12 mesi rappresentava certamente un importante passo avanti per i lavoratori, ma che proprio questa disposizione avrebbe potuto entrare in conflitto con la disciplina statale in materia di TFS/TFR.
Il Governo ha ora sostanzialmente confermato questa impostazione.
Secondo l’impugnativa, la disciplina dei rapporti di lavoro e del trattamento di fine servizio rientrerebbe infatti nell’ambito delle competenze riservate allo Stato e la Regione non avrebbe potuto modificare autonomamente i termini previsti dalla normativa nazionale.
Il Governo contesta inoltre gli effetti finanziari derivanti dall’anticipazione temporale dei pagamenti.
La parola passa ora alla Corte costituzionale.
Ma c’è una precisazione fondamentale: l’anticipazione del TFR non è stata impugnata
È importante evitare un equivoco che potrebbe generare confusione tra i lavoratori.
L’impugnativa del Governo non riguarda la norma che consente l’anticipazione del TFR anche al personale regionale già in regime di TFR.
Si tratta di una distinzione fondamentale.
L’articolo 1 della L.R. n. 13/2026 aveva introdotto diverse misure in materia di trattamento di fine rapporto e trattamento di fine servizio.
Il Governo ha impugnato:
- la disposizione relativa al termine massimo di 12 mesi per il pagamento del TFS/TFR;
- la disposizione relativa al Bonus Maroni per il personale iscritto al Fondo Pensioni Sicilia.
Non è invece oggetto di impugnativa la disposizione che consente l’anticipazione del TFR al personale in regime di TFR.
Pertanto, salvo ulteriori sviluppi normativi o giudiziari, questa importante novità rimane fuori dal giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Governo.
Il paradosso della vicenda
La situazione presenta anche un evidente paradosso.
Da una parte, il Governo sostiene che la Regione non possa intervenire autonomamente per ridurre i tempi di pagamento del TFS/TFR.
Dall’altra, la Corte costituzionale ha da tempo evidenziato la problematicità del differimento della buonuscita dei dipendenti pubblici, sollecitando il legislatore nazionale a intervenire.
È quindi possibile che la vicenda siciliana contribuisca a riaccendere il dibattito sulla necessità di superare definitivamente i tempi troppo lunghi di liquidazione del TFS.
Cosa succede adesso?
L’impugnativa non significa che la legge regionale sia stata automaticamente cancellata.
Sarà la Corte costituzionale a decidere sulla legittimità delle disposizioni contestate.
Nel frattempo, è importante distinguere chiaramente ciò che è stato impugnato da ciò che non lo è.
Il termine dei 12 mesi per la liquidazione del TFS/TFR è sotto esame della Consulta.
Il “Bonus Maroni” per il personale iscritto al Fondo Pensioni Sicilia è sotto esame della Consulta.
L’anticipazione del TFR anche per il personale già in regime di TFR, invece, non è stata impugnata.
Ed è una precisazione tutt’altro che secondaria.
La previsione che avevamo indicato come una delle possibili criticità della legge si è dunque concretizzata: il Governo ha impugnato proprio la norma sui 12 mesi.
Ma, allo stesso tempo, una delle misure più interessanti introdotte dalla legge regionale – l’estensione dell’anticipazione del TFR al personale già in regime di TFR – non è stata contestata.
Ora spetterà alla Corte costituzionale stabilire se la Sicilia abbia oltrepassato i limiti della propria autonomia oppure se, nel tentativo di accelerare il pagamento di una prestazione maturata dai lavoratori, la Regione abbia esercitato legittimamente le proprie competenze.
A seguito della 
Graduatoria definitiva da coadiutori ad assistenti
Palermo 30 luglio 2026

Le procedure relative alle progressioni verticali in ambito regionale sembrerebbe stiano entrando nella loro fase decisiva. Nelle ultime ore, la Funzione Pubblica ha avviato l’invio di una specifica comunicazione rivolta a tutti i dipendenti che, all’interno della propria domanda, hanno dichiarato di aver maturato periodi di servizio presso altre Pubbliche Amministrazioni.