Ecco una sintesi rapida dei punti chiave dell’incontro tra i sindacati e i vertici della Regione Siciliana del 20 aprile 2026 (in fondo alla pagina il comunicato integrale del Cobas/Codir)

In sintesi: cosa sta succedendo?

Nonostante l’apertura al dialogo, lo stato di agitazione rimane, ma il sit-in del 22 aprile è stato revocato. Si attendono risposte concrete entro questa settimana.


I punti principali della trattativa

  • Arretrati 2022/2024: Sono in corso interlocuzioni con la corte dei Corte dei Conti il cui esito verrà comunicato entro questa settimana. Ove l’esito fosse incredibilmente negativo, il Segretario Generale ha accolto la proposta di procedere entro il 30/04/2026 ad effettuare una variazione di bilancio per sbloccare, nell’immediato, tutte le risorse possibili in aderenza al dato certificato dalla Corte dei Conti e che sarebbero di pochissimo inferiori a quanto necessario a pagare gli arretrati. Successivamente a variazione avvenuta si procederebbe al saldo della minima parte di arretrati di cui i dipendenti sarebbero ancora creditori.

  • Nuovi Contratti (2025/2027): Richiesta l’emanazione immediata degli atti di indirizzo per avviare le trattative economiche e la nomina dei nuovi vertici Aran.

  • Carriera e Progressioni:

    • In arrivo le graduatorie provvisorie per le progressioni tra aree e differenziali.

    • Richieste ulteriori progressioni “in deroga” entro giugno 2026.

    • Avvio dell’area “Elevate Professionalità” (EP) previo aggiornamento del Piano Integrato (PIAO).

  • Salario e Indennità: Richiesto l’aumento del fondo per la performance e il pareggio delle indennità di amministrazione con quelle dei dipendenti statali.

  • Emergenza Pensioni: Aperto un tavolo per il personale ex categorie A e B, a rischio di pensioni sotto la soglia sociale (600-700€).

  • Corpo Forestale: Sollecitata una sezione specifica nel contratto e l’istituzione di una dirigenza dedicata per garantire la sopravvivenza del Corpo.

  • Welfare: Richiesta l’attivazione di piani assistenziali (Fondo Perseo Sirio) simili a quelli dei dipendenti INPS.


Prossimi passi: I sindacati monitorano l’esito delle interlocuzioni con la Corte dei Conti previsto nei prossimi giorni. Per i dettagli tecnici su ogni punto, si rimanda alla lettura del comunicato integrale che trovi di seguito.


COBAS/CODIR – COMUNICATO AGLI ISCRITTI

Esiti incontro interventi urgenti su salario accessorio, ordinamento professionale e rinnovo contrattuale. Lo stato di agitazione permane. Sit.in di mercoledì 22 aprile è revocato

Palermo, 20 aprile 2026 – Appena terminato l’incontro tenutosi in data odierna convocato, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione indetto delle scriventi organizzazioni sindacali, dal Segretario Generale Avv Ignazio Tozzo. All’incontro erano presenti il Capo di Gabinetto del Presidente, il Ragioniere Generale, il Dirigente Generale del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale e il Dirigente Generale del Corpo Forestale. Tanti i temi trattati che di seguito vi riassumiamo.

1) Pagamento degli arretrati relativi ai rinnovi contrattuali 2022/2024 di tutto il personale: sono in corso interlocuzioni con la corte dei Corte dei Conti il cui esito verrà comunicato entro questa settimana. Ove l’esito fosse incredibilmente negativo, il Segretario Generale ha accolto la proposta di procedere entro il 30/04/2026 ad effettuare una variazione di bilancio per sbloccare, nell’immediato, tutte le risorse possibili in aderenza al dato certificato dalla Corte dei Conti e che sarebbero di pochissimo inferiori a quanto necessario a pagare gli arretrati. Successivamente a variazione avvenuta si procederebbe al saldo della minima parte di arretrati di cui i dipendenti sarebbero ancora creditori.

2) Emanazione degli atti di indirizzo per dare avvio alle trattative per i rinnovo contrattuali di tutto il personale relativi agli anni 2025/2027, specie per la parte economica, tenuto conto dello stanziamento già esistente: sul punto abbiamo sollecitato e ottenuto l’impegno di emanare, subito, gli atti d’indirizzo, che dovranno necessariamente prevedere di dedicare una parte specifica per il personale del Corpo Forestale, per dare avvio alle trattative per rinnovare i contratti, per la prima volta, entro la loro vigenza. Per tale finalità, al riguardo, abbiamo chiesto di nominare i vertici dell’Aran, in scadenza ai primi di maggio, o procedere a ulteriore proroga dell’attuale commissario.

3) incremento del salario accessorio del personale del comparto per proseguire il percorso in tal senso intrapreso in applicazione dell’attuale normativa: sul punto abbiamo ribadito la necessità di prevedere di implementare il fondo accessorio del personale del comparto per garantire risorse adeguate da destinare alla performance. Su questo punto abbiamo ribadito con forza l’esigenza urgente di un confronto con il governo.

4) Avvio procedure per attivare l’area delle Elevate Professionalità a partire dal necessario aggiornamento del PIAO: sul punto il dirigente generale alla F P ha dichiarato che sono in corso attività da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale che vedranno il coinvolgimento di tutti i Direttori Generali dei dipartimenti regionali per individuare quale tipologia di E.P. sarà necessario inserire nel P.I.A.O. prima di dare avvio a tale area. Sul punto abbiamo manifestato l’urgenza.

5) Stanziamento di risorse per effettuare, per l’anno 2026, ulteriori progressioni in deroga entro il 30/06/2026: sul punto abbiamo ribadito la necessità di proseguire, anche per il 2026, con ulteriori progressioni in deroga in aderenza alle attuali disposizioni contrattuali. Sul punto abbiamo manifestato l’esigenza di un accoglimento positivo di tali richieste.

6) Attivazione di piani di welfare integrativo di natura assistenziale e sociale con la previsione certa di apposita stipula convenzione con Fondo Sirio Perseo sulla falsa riga di quanto riconosciuto e previsto dall’Inps per gli impiegati civili dello Stato.

7) stanziamento fondi per adeguare le indennità di amministrazione ai livelli dei colleghi dello Stato: sul punto abbiamo dichiarato l’assoluta indisponibilità ad accettare contratti che non prevedano la perfetta equiparazione dell’indennità di amministrazione a quella dei dipendenti dello Stato.

8) attivazione misure per sostenere le future pensioni del personale ex A e B le cui stime, allo stato attuale, prevedono per questi lavoratori pensioni al di sotto di quelle sociali: sul punto dopo avere rappresentato che trattasi di un problema sociale che a breve esploderà comunicando, per darne la reale misura, gli importi delle pensioni già erogate che sono pari a circa 600/700 euro e, cosa ancora più drammatica, delle prime reversibilità che sono pari a circa 300/400 euro, abbiamo registrato una prima condivisione del problema rispetto alla quale abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo permanente per individuare ogni possibile soluzione utile.

9) rilanciare il Corpo Forestale della Regione Siciliana, sul punto abbiamo dichiarato di non essere più disponibili alla mancanza di un dialogo costruttivo che passi anche con la previsione di una dirigenza forestale indispensabile per la stessa sopravvivenza del Corpo.

Al termine dell’incontro, tra le varie ed eventuali abbiamo chiesto informazioni circa le procedure avviate riguardanti le progressioni tra le aree e i differenziali: sul punto abbiamo ottenuto rassicurazioni che il relativo iter è in corso e a breve verranno pubblicate le graduatorie provvisorie. Infine, alla luce della recente pubblicazione del decreto di costituzione del fondo accessorio del comparto abbiamo chiesto al Dirigente del Dipartimento della Funzione Pubblica, al fine di garantire una adeguata quota di performance, di farsi carico di avviare una veloce procedura finalizzata a rivedere le richieste già inviate da tutti i Dipartimenti per ridurre la quota destinata agli accantonamenti, con particolare riferimento a tutti quegli istituti contrattuali che non si possono applicare dal primo gennaio di quest’anno per via dei mancati criteri che si dovranno determinare in sede Aran (posizioni organizzative e indennità specifiche responsabilità di tipo b) e, nelle more di ciò, emanare nell’immediato un primo atto d’indirizzo per sottoscrive, subito, un accordo per liberare le risorse destinate a straordinario e indennità in analogia a quanto avvenuto lo scorso anno.

Alla luce delle argomentazioni sopra rappresentate, a prescindere dalla disponibilità rappresentata da parte di tutti gli interlocutori presenti, apprezzando la tempestiva iniziativa del Segretario Generale che ha subito convocato l’incontro, lo stato di agitazione di tutto il personale permane e, al momento, si revoca il sit-in in programma per il prossimo mercoledì 22 aprile.
Seguiranno aggiornamenti immediati non appena ci perverranno notizie.
LA SEGRETERIA GENERALE
COBAS/CODIR

Smart Working e Sicurezza: le nuove regole e le sanzioni per le aziende ( il caso di alcuni Dipartimenti regionali)

Immagine creata con il supporto dell’AI

Per quanto riguarda il lavoro agile, dal 7 aprile 2026 non basta più un accordo scritto per essere “in regola” con la sicurezza: la normativa si fa più stringente per garantire una tutela effettiva anche fuori dall’ufficio.

La novità principale riguarda l’informativa sui rischi. Se fino a ieri la consegna del documento era spesso considerata un passaggio formale, la Legge n. 34/2026 (art. 11) introduce l’obbligo di un aggiornamento annuale. I datori di lavoro dovranno quindi mappare e comunicare periodicamente i rischi legati non solo all’uso dei PC, ma anche a fattori moderni come il tecnostress e il diritto alla disconnessione.

Cosa rischia chi non si adegua?

A differenza del passato, l’omissione diventa un reato. Le sanzioni per il datore di lavoro sono pesanti e includono ammende fino a oltre 7.000 euro o, nei casi previsti, l’arresto. È un segnale chiaro: la sicurezza nello smart working deve essere “viva” e monitorata costantemente, non solo un pezzo di carta firmato all’inizio del rapporto.

Anche il lavoratore, però, è chiamato a fare la sua parte, collaborando attivamente nell’applicare le misure di prevenzione indicate dall’azienda.

Per approfondire i dettagli tecnici della norma, puoi consultare l’analisi completa su Lavorosì.it. (https://www.lavorosi.it/smart-working-e-sicurezza-sul-lavoro-dal-7-aprile-nuove-regole-per-linformativa/)


Il caso di alcuni Dipartimenti dell’amministrazione regionale

L’impatto di queste nuove regole non è rimasto sulla carta. Un esempio lampante arriva da alcuni Dipartimenti della Regione Siciliana, dove i Dirigenti Generali hanno scelto una linea di estrema cautela: la sospensione temporanea dello smart working in attesa di perfezionare la nuova informativa.

Perché questa decisione drastica?

Molti si chiedono se non sia un eccesso di burocrazia, ma analizzando il nuovo quadro normativo la scelta appare come una mossa di “autodifesa” legale. Con l’entrata in vigore delle sanzioni il 7 aprile:

  • Rischio Penale: Un dirigente che autorizza il lavoro da remoto senza aver consegnato l’informativa aggiornata (annuale) commette oggi un illecito penale.

  • Vuoto di Tutela: Senza il documento che mappa i nuovi rischi (come il tecnostress o l’ergonomia dei dispositivi mobili), l’amministrazione si troverebbe scoperta in caso di infortuni sul lavoro.

Poteva essere gestita diversamente?

Se da un lato la sospensione tutela il Dirigente come “datore di lavoro”, dall’altro evidenzia un problema di programmazione. Una gestione ideale avrebbe previsto l’aggiornamento dei documenti nelle settimane precedenti l’entrata in vigore della legge, evitando il blocco totale delle attività agili e i relativi disagi per i dipendenti.

Arretrati contrattuali 2022–2024: facciamo chiarezza

Negli ultimi giorni stanno circolando diverse informazioni, non sempre corrette, riguardo alla liquidazione degli arretrati contrattuali relativi al triennio 2022–2024. È quindi utile fare il punto della situazione con parole semplici, per evitare equivoci e inutili preoccupazioni.

Le risorse ci sono e non sono state “spostate”
Partiamo da un punto fermo: le somme necessarie per il pagamento degli arretrati sono state individuate e stanziate. Non è vero che le risorse siano insufficienti, né tantomeno che siano state destinate ad altre finalità. Su questo non ci sono margini di dubbio.

Dov’è il problema allora?
La questione è di natura tecnica e riguarda un disallineamento nei calcoli tra l’Amministrazione regionale e la Corte dei Conti.

Perché è importante risolvere subito questo punto
Per poter pagare gli arretrati è necessario completare un passaggio formale: una variazione di bilancio.

Questa operazione, per motivi normativi, deve essere effettuata entro tempi precisi. In particolare, in assenza dell’approvazione del Rendiconto generale entro il 30 aprile, la variazione non potrà essere disposta successivamente.

Per questo motivo l’Amministrazione ha chiesto alla Corte dei Conti una rapida revisione della certificazione.

L’obiettivo condiviso è quello di chiudere tutti i passaggi entro i termini previsti, così da procedere senza ritardi alla liquidazione degli arretrati.

Solo in via del tutto prudenziale, va detto che, qualora non si riuscisse a completare l’iter entro il 30 aprile, l’erogazione potrebbe slittare a un momento successivo, legato all’approvazione del Rendiconto. Si tratta però di un’eventualità che si intende scongiurare e su cui si sta lavorando attivamente proprio per rispettare la tempistica programmata.

Nessuna volontà di ritardare i pagamenti
È importante ribadirlo con chiarezza:
non esiste alcuna volontà di ritardare la corresponsione degli arretrati.

Al contrario, tutti i passaggi attivati vanno nella direzione opposta: risolvere rapidamente il disallineamento tecnico per poter procedere al pagamento nel più breve tempo possibile.

Seguiranno aggiornamenti non appena ci saranno sviluppi, con l’impegno di mantenere tutti costantemente informati in modo trasparente e puntuale.

Proclamazione stato di agitazione e assemblea sit-in di tutto il personale regionale

Si fa seguito alla nota prot. n. 156/UNI/2026 del 31 marzo u.s., rimasta ad oggi priva di riscontro, per
rappresentare che non è più tollerabile questa totale assenza di risposte rispetto a tutti gli argomenti urgenti da trattare per dare risposte concrete ai lavoratori e potenziare le retribuzioni.
Per tali ragioni le scrivente segreterie regionali proclamano, con la presente, lo stato di agitazione di tutto il personale regionale e indicono, contestualmente, una assemblea sit-in che si terrà il prossimo mercoledì 22 aprile, sotto la sede della Presidenza della Regione Siciliana, Palazzo D’Orleans, dalle ore 11.00 e sino a fine lavori, per reiterare tutte le criticità da risolvere che di seguito si sintetizzano brevemente:…….continua a leggere

Il Cobas-Codir chiede un incontro urgente al Segretario Generale

Con la presente la scrivente O.S. chiede alla S.V. un incontro urgente volto a dipanare talune criticità e ritardi accumulati circa l’attuazione di taluni istituti contrattuali, e non solo, da applicare per effetto del nuovo triennio normativo ed economico 2022-2024 ad oggi vigente e in particolare:
– erogazione degli arretrati contrattuali;
– differenziali stipendiali;
– progressioni verticali tra le aree;
– aggiornamento PIAO;
– contribuzione periodi pre ruolo personale ex precario.
La mancanza di certezze sui tempi e sulle modalità applicative relative agli argomenti su menzionati crea forte disagio e incertezza tra i lavoratori regionali generando, inevitabilmente, uno stato di malessere che rischia di nuocere sullo stesso andamento dell’attività lavorativa oltreché costringerebbe inevitabilmente la scrivente O.S. a individuare opportune azioni a tutela dei diritti legittimi ingiustificatamente, ad oggi, ancora inapplicati.
Certi di un cortese e sollecito riscontro alla presente richiesta, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Richiesta emanazione circolare esplicativa su “valutazione dal basso” prevista dal SMVP 2026

Valutazione “dal basso” nella Regione: serve chiarezza immediata sulle regole

Con la Deliberazione n. 60 del 10 febbraio 2026, la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) per l’anno 2026, introducendo – al paragrafo 3.3.2 – una novità destinata a incidere profondamente sull’organizzazione interna: la cosiddetta “valutazione dal basso”.

Si tratta di un cambiamento significativo, che prevede un ribaltamento parziale delle dinamiche valutative tradizionali. In concreto, i dirigenti delle strutture intermedie e di base saranno chiamati a valutare i dirigenti apicali dei Dipartimenti o Uffici di riferimento, mentre il personale del comparto non dirigenziale valuterà i dirigenti delle strutture presso cui presta servizio.

Un passaggio che, sulla carta, può rappresentare un importante strumento di crescita organizzativa, responsabilizzazione diffusa e miglioramento del clima lavorativo. Tuttavia, proprio per la sua portata innovativa, questa misura richiede regole chiare, condivise e soprattutto uniformemente applicate.

Ad oggi, infatti, non risultano ancora definite e diffuse in modo puntuale le modalità operative per lo svolgimento della valutazione dal basso. Una lacuna che rischia di generare incertezza, applicazioni disomogenee tra Dipartimenti e, soprattutto, timori tra il personale coinvolto.

Per queste ragioni, come Cobas-Codir abbiamo ritenuto necessario intervenire formalmente, chiedendo al Dipartimento della Funzione Pubblica l’emanazione urgente di una circolare esplicativa rivolta a tutto il personale e alla dirigenza.

Per scaricare e leggere integralmente la nota clicca sul link in basso.


Articoli correlati

Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) per l’anno 2026 approvato dalla Giunta: poco o nulla cambia rispetto alla proposta iniziale.

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità 2026. Più soldi in busta paga per chi rinvia la pensione

Con la recente Circolare n. 42 del 3 aprile 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione dell’incentivo al posticipo del pensionamento aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026.

Che cos’è l’incentivo al posticipo?

Si tratta di una misura che permette ai lavoratori dipendenti che hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata di rinunciare all’accredito dei contributi previdenziali a proprio carico.

In parole semplici: la quota di contributi che solitamente viene trattenuta dalla tua busta paga (generalmente il 9,19%) non viene più versata all’INPS, ma ti viene pagata direttamente in busta paga dal datore di lavoro.

Chi può beneficiarne nel 2026?

La Circolare 42/2026 chiarisce che la platea si è allargata. Possono accedere al bonus i lavoratori dipendenti (del settore pubblico e privato) che:

  1. Entro il 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti per la “Pensione Anticipata Flessibile” (62 anni di età e 41 di contributi).

  2. Entro il 31 dicembre 2026 maturano i requisiti per la “Pensione Anticipata Ordinaria” (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

I vantaggi: più netto, meno tasse

Il beneficio non è solo un aumento dello stipendio netto. L’aspetto più interessante riguarda il fisco: l’INPS ha confermato che le somme corrisposte come incentivo non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali.

Ciò significa che quel 9,19% in più che ricevi ogni mese è esentasse: un vero e proprio “super bonus” che aumenta il tuo potere d’acquisto immediato senza alzare l’aliquota IRPEF.

Cosa succede alla pensione futura?

È bene sapere che, scegliendo questo incentivo, smetterai di accumulare contributi per la quota a tuo carico. Di conseguenza, l’importo della tua futura pensione non beneficerà degli ulteriori anni di lavoro per quanto riguarda la parte di contribuzione oggetto del bonus. Tuttavia, la quota a carico del datore di lavoro continuerà a essere versata regolarmente, garantendo comunque una base di tutela assicurativa.

TFS e TFR dipendenti pubblici: cosa cambia con la Circolare INPS n. 30 del 27-03-2026

Con la circolare n. 30 del 27 marzo 2026, l’INPS fa il punto sui tempi di pagamento e sulle modalità di rateizzazione del TFS (Trattamento di Fine Servizio) e del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) per i dipendenti pubblici, introducendo una novità rilevante ma limitata.

La principale novità

A partire dal 1° gennaio 2027, si riducono i tempi di pagamento per chi accede alla pensione di vecchiaia o per limiti di età:

  • pagamento dopo 9 mesi, a cui si aggiungono i consueti 3 mesi tecnici.

Cosa NON cambia

Per tutte le altre casistiche, i tempi restano invariati:

  • Dimissioni o licenziamento: fino a 24 mesi
  • Contratti a tempo determinato: circa 12 mesi
  • Decesso o inabilità: entro 105 giorni

Rateizzazione degli importi

Nessuna modifica anche sulle modalità di pagamento:

  • fino a 50.000 € → pagamento in un’unica soluzione
  • tra 50.000 e 100.000 €due rate annuali
  • oltre 100.000 €tre rate annuali

In sintesi

La circolare introduce un miglioramento solo per chi va in pensione di vecchiaia dal 2027, mentre per tutti gli altri casi restano tempi di attesa lunghi e regole di rateizzazione invariate.

Per tutti i particolari, si raccomanda, in ogni caso, un’attenta lettura della circolare.

Concorsi pubblici. Stop allo scorrimento automatico delle graduatorie

Una recente sentenza del TAR sta facendo discutere migliaia di candidati risultati idonei nei concorsi pubblici.

Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, lo scorrimento delle graduatorie non rappresenta più la scelta prioritaria per le amministrazioni pubbliche. Gli enti, infatti, possono decidere di indire nuovi concorsi senza dover fornire una motivazione particolarmente stringente.

Fonte: lentepubblica.it
Link all’articolo originale: https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/scorrimento-graduatorie-addio-la-sentenza-che-gela-migliaia-di-idonei/