Arriva il cumulo gratuito per unire le pensioni

Il Tempo del 23 ottobre 2017

Via libera del ministero del Lavoro alla circolare dell’Inps che sblocca, dopo diversi mesi, le pensioni per chi ha fatto richiesta del cumulo gratuito dei contributi versati presso diverse Casse previdenziali.

Inserito nell’ultima Legge di Bilancio, il cumulo gratuito consentirà di accedere al pensionamento secondo i requisiti Inps: attraverso il cumulo (o ricongiungimento) gratuito dei contributi versati presso Casse previdenziali diverse, i lavoratori possono andare in pensione (di vecchiaia o anticipata).

Niente fughe in avanti! Vanno stabilizzati subito i 37 precari di A e i 21 di B

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L’ultima porcata di Crocetta

(Niente fughe in avanti! Vanno stabilizzati subito i 37 precari di A e i 21 di B)
Palermo, 20 ottobre 2017 –
Non è certamente per gli atti amministrativi prodotti per la stabilizzazione dei circa 598 precari storici della Regione che Crocetta, porcata dopo porcata, è arrivato finalmente al capolinea.
Ciò che il COBAS-CODIR contesta duramente al duo Baccei/Crocetta sono, ancora una volta, modalità e tempi scelti per scatenare vere e proprie guerre tra poveri senza che, peraltro, ce ne fosse alcuna ragione, scegliendo il momento elettorale per emulare il classico cliché del voto di scambio. La smania di raccattare voti dal disagio dei precari, ha fatto perdere di vista all’agonizzante governo, che tali operazioni vanno condotte nel pieno rispetto dei diritti degli interessati ma anche nel rispetto dei principi costituzionali e contabili, nonché tenendo conto del fatto che – prima di nuove immissioni di personale negli organici – buon senso e logica, vorrebbero che si valorizzasse il personale che già c’è.
E’ IL CASO DI TUTTI I DIPENDENTI REGIONALI DI RUOLO DEL COMPARTO NON DIRIGENZIALE DELLA REGIONE SICILIANA CHE, ORMAI DA QUALCHE ANNO, ATTENDONO UN INDISPENSABILE PROCESSO DI RICLASSIFICAZIONE UTILE A UNA LORO PIÙ EFFICACE E MODERNA UTILIZZAZIONE OLTRECHÉ UN DOVUTO RICONOSCIMENTO ALLA CARRIERA BLOCCATA DA QUASI 30 ANNI.
Questo processo di stabilizzazione, invece, messo in piedi in fretta e furia da un governo dalle sembianze circensi, null’altro è, in realtà, che l’applicazione della cosiddetta legge Madia in materia di stabilizzazioni che, approvata dal governo nazionale, prevede un percorso ancora lungo e tortuoso che presumibilmente durerà quattro o cinque anni e consentirà le prime stabilizzazioni non prima di un anno. A ciò si aggiunga il rischio concreto (mal celato dagli addetti) che molti di questi precari potrebbero addirittura perdere il posto a causa delle selezioni pubbliche cui dovranno sottoporsi coloro che non “dimostrino di essere stati reclutati a tempo determinato con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quelle che procede all’assunzione”. Alle selezioni potranno partecipare – con varie riserve di legge – anche semplici cittadini o dipendenti di ruolo. Ci sembra, inoltre, ingiusta, a questo punto, anche l’esclusione da questo processo di ex precari storici come il personale dei cosiddetti bacini culturali (ex catalogatori). Questa operazione sarà, comunque, gestita dal nuovo governo che uscirà vincente dalle prossime elezioni del 5 novembre e che potrebbe intervenire anche sulla materia, apportando eventuali modifiche e rinvii a quanto oggi avviato in questo scorcio di fine legislatura.
Il COBAS-CODIR continuerà a battersi affinché: i dipendenti regionali abbiano riconosciuta la professionalità acquisita attraverso titoli ed esperienza; perché queste stabilizzazioni possano andare in porto nei ruoli per i 58 precari di categoria A e B evitando, così, ogni possibile sperequazione oltreché il certo innescarsi di una infinità di ricorsi; tutti gli altri precari – mantenendo posizione giuridica ed economica in godimento – possano essere assorbiti dalla Resais.
IL COBAS-CODIR, COME IN QUESTI ULTIMI DIECI ANNI, VIGILA SULL’INTERA MATERIA E, LADDOVE RAVVISASSE RISCHI IMMEDIATI E DISINTERESSE DA PARTE DEL NUOVO GOVERNO, NON ESITERÀ A PROCLAMARE L’IMMEDIATA MOBILITAZIONE DI TUTTO IL PERSONALE REGIONALE INDICENDO UN’ASSEMBLEA GENERALE REGIONALE NEL CORSO DELLA QUALE DELIBERARE UNA CLASS ACTION A DIFESA DEI DIRITTI CALPESTATI NONCHE’ IL RICORSO A OGNI FORMA DI LOTTA E DI SCIOPERO.
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A 17 giorni dalle elezioni la regione convoca i precari. E l’assessore stabilizza se stessa

Giornale di Sicilia del 20 ottobre 2017

A 17 giorni dalle elezioni due assessori candidati nelle liste di Pd e Ap convocano i precari per avviare il lungo processo di stabilizzazione. Una chiamata a raccolta che riguarda quasi settemila persone e che per questo scatena la protesta di Forza Italia e grillini. Soprattutto perché uno dei due assessori, Luisa Lantieri (Funzione Pubblica), è essa stessa beneficiaria della stabilizzazione a cui sta lavorando.

La circolare di ieri. Cronaca di una giornata ad altissima tensione.

In mattinata la Funzione Pubblica dirama una nota con cui convoca tutti i 595 precari in servizio in assessorati regionali. Si tratta dell’ultima tranche di una vasta platea che è stata per lo più stabilizzata fra il 2011 e il 2012 da Lombardo. Restano, appunto, quanti sono oggi in servizio con contratti a tempo determinato soprattutto alla Protezione Civile e negli assessorati Acqua e Rifiuti, Lavoro, Territorio e Beni Culturali. I contratti di questo personale scadono nel 2018.

E una delibera della giunta del 15 settembre scorso prevede di avviare la stabilizzazione sfruttando le pieghe della legge Madia. La circolare firmata dal capo del Personale, Luciana Giammanco, invita tutti i precari a recarsi negli uffici della Funzione Pubblica e ritirare i moduli da riempire per avviare la stabilizzazione.

In particolare l’assessorato chiede di specificare se i precari hanno in passato vinto un concorso o se sono entrati sfruttando leggi specifiche o altri provvedimenti.

Dettaglio non di poco conto: chi ha un concorso alle spalle avrà la priorità nell’assunzione mantenendo anche la attuale qualifica. Gli altri arriveranno dopo, dovranno fare una selezione e potrebbero essere costretti a ricominciare dal gradino più basso della scala retributiva.

Il percorso che inizia in questi giorni con le comunicazioni che ogni precario dovrà fornire alla Regione è destinato a completarsi fra fine anno e l’inizio del 2018. Nell’attesa si faranno i calcoli dei costi.

Pure l’assessore avrà il posto fìsso.

Fin qui la circolare di ieri. Che però apre un caso politico. In prima battuta perché fra i 595 precari che verranno stabilizzati c’è proprio l’assessore alla Funzione Pubblica: Luisa Lantieri, prima di essere eletta all’Ars, era in servizio con contratto a tempo determinato all’Ispettorato del Lavoro di Enna. Adesso è in aspettativa e fra 17 giorni giorni potrebbe essere rieletta nelle liste del Pd ennese…. continua a leggere

Bilancio, il Mef scrive alla Regione Bocciati assestamento e collegato

Il Ministero dell’Economia ha scritto alla Regione e alla Presidenza del consiglio dei ministri. In poche, densissime pagine, c’è una bocciatura della manovra finanziaria del governo. Il Mef, infatti, è intervenuto chiedendo di impugnare norme che fanno parte sia dell’assestamento di bilancio che del cosiddetto “collegato” alla Finanziaria. “In spesa corrente i soldi per gli investimenti”. Tutte le norme in bilico…. continua a leggere

‘Precari storici’: fine delle attese L’elenco delle stabilizzazioni

Scrive LiveSicilia:
Dopo lunghi anni di attesa i “precari storici” della pubblica amministrazione siciliana saranno stabilizzati.(…………………….)….

Le sigle sindacali, intanto, incassano il risultato e festeggiano. Paolo Montera, segretario generale Cisl Fp, parla di un risultato ottenuto di concerto con il Dipartimento regionale: “Siamo ancora in una fase interlocutoria, ma siamo assolutamente soddisfatti perché oggi segniamo un punto importante con il primo avvio delle stabilizzazioni”. Montera ci tiene a precisare* che si tratta del primo passo di un processo che dovrà essere aperto adesso anche ai precari degli enti locali. “Con le altre sigle sindacali, solleciteremo anche la vertenza dei dipendenti delle ex Province, più di 5000 persone”.

* La precisazione della Cisl Fp

“Salutiamo con soddisfazione l’avvio delle procedure per la stabilizzazione dei precari della Regione, ma adesso bisogna evitare che le stabilizzazioni vadano a due velocità. È necessario quindi che le stesse vengano attivate e da subito anche per i precari storici degli enti locali, che attendono ormai da troppi anni. Anche per questo, insieme alle funzioni pubbliche di Cgil e Uil, abbiamo sollecitato il dirigente generale delle Autonomie locali, Maurizio Pirillo. Prendiamo atto del provvedimento del Dipartimento della Funzione pubblica, che finalmente avvia il percorso anche verso la riqualificazione del personale assunto nelle categorie A e B, ma non ci fermeremo qui. Infatti, spingeremo fortemente perché anche il rinnovo contrattuale, consenta di dare le giuste risposte a questi dipendenti che da troppi anni ormai svolgono mansioni superiori, con spirito di sacrificio ed abnegazione”. Lo precisa il segretario generale aggiunto della Cisl Fp, Paolo Montera.

Bonus 80 euro, per 300mila statali tutela solo nei contratti

Il Sole 24 Ore del 18 ottobre 2017

La querelle sugli 80 euro interessa da vicino più di 300mila dipendenti pubblici, e promette di accompagnare il dibattito sui contratti anche dopo la manovra. Il problema nasce dall’incrocio fra gli 85 euro (lordi) di aumento promessi dal rinnovo contrattuale, su cui la legge di bilancio interviene per completare il quadro dei finanziamenti, e il diritto a ricevere gli 80 euro (netti) del bonus Renzi. Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi di blindare nella manovra la clausola che salva gli 80 euro dall’effetto-aumenti, ma è complicato, per ragioni politiche ma anche costituzionali, distinguere esplicitamente la sorte dei dipendenti pubblici da quella di chi lavora nel privato e non ha salvaguardie. L’idea è quella di lasciare il compito ai contratti, come del resto prevedeva anche l’intesa firmata da governo e sindacati il 30 novembre dell’anno scorso.

Renzi, com`è difficile trovare alleati dopo gli anni del partito personale

Repubblica del 17 ottobre 2017

Era già abbastanza chiaro, ma adesso è evidente. La legge Rosato, per come favorisce le coalizioni, aiuta il centrodestra Berlusconi-Salvini e danneggia il Pd di Renzi che ha ben maggiori difficoltà a trovarsi alleati di peso. In un certo senso, il Pd è isolato o quasi: all’incirca come i Cinque Stelle, sulla carta vittime designate del marchingegno elettorale che premia chi si coalizza e punisce chi sta per conto suo.

Pubblico impiego. Intervista a Marianna Madia: «Più soldi per i contratti, ora trattativa a oltranza. Gli aumenti saranno in busta paga dal prossimo anno»

Il Messaggero del 18 ottobre 2017

L’obiettivo è far scattare gli aumenti già’ prima della fine della legislatura. “Come ha anche detto il presidente Gentiloni, dal prossimo anno. Dipende dall’andamento della trattativa. Il mio auspicio è che si faccia il prima possibile. Oggi ci sono le condizioni normative ed economiche per rinnovare il contratto. A questo punto possono iniziare anche trattative a oltranza”.

Elezioni regionali. Giovani, lavoro, rifiuti, formatori e precari. I programmi fotocopia dei candidati presidente

Scrive Repubblica in un articolo a firma di Fraschilla e Reale:

PRECARI, FORESTALI, FORMATORI…. Su questo tema tutti parlano, in sintesi, di «stabilizzazione dei precari dei Comuni e della Regione», di «riattivazione della formazione professionale» e di «forestali che saranno utilizzati meglio». Nessuno dice che 22mila forestali forse sono troppi, che ottomila formatori non sono proprio tutti necessari o che stabilizzare 18 mila precari nei Comuni in dissesto è difficile…..continua a leggere

Repubblica del 18 ottobre 2017

Manovra economica. Sì agli aumenti di 85 euro agli statali

Giornale di Sicilia del 17 ottobre 2017

Aumenti da 85 euro agli statali. Dopo otto anni di blocco il Governo riavvia la contrattazione nel pubblico impiego. La manovra stanzia la terza e ultima tranche di risorse da destinare agli statali. La cifra si aggira intorno a 1,7 miliardi e si somma ai finanziamenti precedenti. In tutto gli incrementi stipendiali per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici varranno circa 5 miliardi.

L’aumento medio mensile è di 85 euro. La ministra Madia parla di «impegno mantenuto» visto che l’aumento era stato definito insieme con i sindacati, nell’accordo del 30 novembre scorso.

Lo scatto non dovrebbe comportare la perdita del bonus 80 euro per coloro che hanno redditi tra i 23 e i 26 mila euro annui, quindi a rischio di superare la soglia per il riconoscimento del beneficio. Madia ha infatti sempre assicurato che le fasce più deboli saranno tutelate.