Regione siciliana in cura dimagrante, giunta Musumeci cancella 228 posti di dirigente

La Regione Siciliana taglia 228 posti dirigenziali, la decisione al termine della seduta di Giunta che ha approvato la “rimodulazione degli assetti organizzativi dei dipartimenti regionali”.

A essere cancellate saranno 228 postazioni sulle 1.439 attualmente presenti nei 27 dipartimenti. Il nuovo Piano è il frutto di un’intensa attività di coordinamento svolta negli ultimi mesi dal segretario generale della presidenza della Regione, Maria Mattarella, con tutti i dirigenti generali e di concertazioni con i sindacati da parte del dirigente generale della Funzione pubblica Rosalia Pipia.

Le maggiori riduzioni riguardano l’Ufficio legislativo e legale (che taglia il 37 per cento), i dipartimenti Energia (30 per cento), Acqua e rifiuti (27 per cento), Protezione civile e Programmazione (24 per cento), Funzione pubblica (22 per cento).

Alla Pa servono risorse, non un’altra riforma

Il Sole 24 Ore del 14 maggio 2019

tratto da Il Sole 24 Ore – 14 Maggio 2019

di Carlo Mochi Sismondi – Il Sole 24 Ore – 14 Maggio 2019


Vi consiglio la lettura integrale di questo interessante articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore.

Alla pubblica amministrazione non serve una nuova riforma, centinaia e centinaia di nuovi articoli di legge, un nuovo titolo da affiancare al nome di un nuovo ministro, ma un investimento serio di risorse economiche, professionali e politiche per accompagnare il cambiamento dei comportamenti in un clima di fiducia.

Ma ce lo possiamo permettere questo investimento?

Per rispondere non possiamo che rifarci ai numeri che sfatano alcuni luoghi comuni. I dipendenti pubblici sono troppi?

Non è vero: attualmente la consistenza del pubblico impiego totale è poco sopra i 3,4 milioni di addetti di cui 2,947 milioni a tempo indeterminato con un calo di circa 210mila impiegati in dieci anni e un relativo risparmio di spesa per il personale di circa il 8 miliardi (meno 5%).

Il confronto internazionale è chiarificatore: in Italia abbiamo circa 56 impiegati pubblici ogni 1.000 abitanti, in Francia oltre 85, nel Regno Unito 79, in Spagna 62 per non parlare dei Paesi scandinavi con i 158 impiegati pubblici ogni 1.000 abitanti della Norvegia o i 138 della Svezia.

Sono troppo vecchi? Sì, è vero. L’ età media dei dipendenti della Pa aumenta inesorabilmente da tempo: dai 43,5 anni del 2001 al 50,6 anni del 2017.

Ars, via libera alla legge sulla semplificazione amministrativa

Via libera alla legge regionale sulla semplificazione amministrativa. La Regione con questa legge di fatto darà una maggiore responsabilità ai dirigenti, che dovranno individuare un responsabile dei procedimenti amministrativi e avocare a sé la pratica in caso di inerzia. Una norma che potrebbe aprire la porta, in caso di richieste di risarcimento danni da parte di privati, alla possibilità per la Regione di rivalersi sui propri dipendenti.

Esecuzione contratto collettivo regionale del comparto non dirigenziale 2016/2018

Come è noto, in data 9 Maggio 2019, l’Aran Sicilia e tutte le organizzazioni sindacali aventi titolo hanno firmato – in via definitiva – il CCRL del personale del comparto non dirigenziale della Regione siciliana e degli enti di cui all’art. 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 per il triennio normativo ed economico 2016-2018 (da applicare anche alle società del Comparto Regione).

La sottoscrizione definitiva, intervenuta con le modifiche previste dalla Corte dei Conti in fase di certificazione positiva, rende il contratto pienamente e immediatamente applicabile.

Alla luce delle superiori considerazioni si invitano tutti i soggetti in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, ad attivare tutte le procedure necessarie per potere procedere – dopo 12 anni di attesa da parte dei lavoratori – all’immediato adeguamento degli stipendi, al pagamento di tutti gli emolumenti arretrati e ad attivare tutte le procedure relative agli istituti contrattuali previsti tra cui prioritariamente la Progressione Economica Orizzontale.
Distinti saluti.

Ecco la tabella con gli aumenti e il calcolo degli arretrati. Confronto con i ministeriali

Con la firma del testo definitivo del contratto giuridico ed economico 2016/2018 per il personale della Regione si da il via libera all’erogazione degli aumenti e degli arretrati.


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Aumenti ministeriali a cui vanno sommati gli importi una tantum dell’elemento perequativo della tabella in basso per il SOLO periodo 1 marzo 2018-31 dicembre 2018

Importi SOLO per 10 mensilità per il SOLO periodo 1 marzo 2018-31 dicembre 2018

Ok al contratto dei regionali: sì ad aumenti, dubbi da Corte dei Conti

Firmato all’Aran Sicilia, il testo definitivo del contratto giuridico ed economico 2016/2018 per il personale della Regione: via libera all’erogazione degli aumenti e degli arretrati per quasi 40 milioni di euro, oltre che all’avvio della Commissione paritetica per l’individuazione di un nuovo sistema classificatorio dei dipendenti e per stabilire e quantificare tutte le vecchie e nuove indennità spettanti in base ai servizi resi.

«Il sindacato Cobas/Codir – si legge in una nota – rivendica, adesso, anche l’attivazione immediata delle progressioni orizzontali e verticali, dopo tanti anni di assenza di qualsivoglia minima politica del personale dei precedenti esecutivi.

Firmato il CCRL 2016-2018. Chiuso un capitolo se ne apre subito un altro: tavolo paritetico per riclassificazione e indennità

Palermo, 10 maggio 2019
Firmato finalmente ieri sera, presso la sede dell’Aran Sicilia, il testo definitivo del contratto giuridico ed economico 2016/2018: via libera, quindi, all’erogazione degli aumenti e arretrati oltreché all’avvio della Commissione Paritetica per l’individuazione di un nuovo sistema classificatorio del personale e per stabilire e quantificare tutte le vecchie e nuove indennità spettanti a seconda dei servizi resi.

Il testo presentato ieri e modificato in alcune parti secondo alcune prescrizioni inopinatamente imposte dai giudici contabili della Corte dei Conti è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali (compresa quella che si era rifiutata di firmare l’ipotesi – che era leggermente migliorativa – nel tentativo evidente di raccattare qualche delega dello scontento di turno).

Che dire, in proposito, dei giudici contabili della Corte dei Conti? “Fate quello che dico io e non fate quello che faccio io”: sembra risuonare in tutte le prescrizioni imposte tendenti a negare ai dipendenti regionali diritti elementari sanciti anche dalla Costituzione (e delle quali ci faremo carico in tutte le sedi opportune)! E’ d’obbligo, quindi, ricambiare questo “amore” verso i regionali stigmatizzando, ancora una volta, il loro trattamento giuridico ed economico a cominciare dagli “scatti” automatici biennali della loro retribuzione da aggiungere a ulteriori aumenti legati a progressioni di carriera, e a ruoli aperti (ovvero anche in sovrannumero).

Riguardo il nostro contratto, occorre, invece, precisare che è stato firmato l’articolato migliore possibile considerate, appunto, le prescrizioni contabili della Corte (contro le quali sono state presentate numerose dichiarazioni a verbale) e le campagne stampa denigratorie anti-regionali che non hanno certamente favorito l’acquisizione di risultati più corposi.

Adesso, finalmente, sbloccate le somme stanziate per gli aumenti e per gli arretrati, partono anche i lavori della commissione paritetica per la riclassificazione del personale non dirigenziale e per la quantificazione di tutte le indennità.

Siamo, quindi, a metà dell’opera: dobbiamo “battere il ferro finché è caldo” e pretendere di andare avanti in tempi brevissimi per la definizione dei lavori della Commissione che possa dare risposte concrete e soddisfacenti per tutti e che possano essere immediatamente esecutive, dal momento che questi accordi (cosa importantissima) saranno liberi dal giogo dei giudici contabili.

Nei nostri siti internet sono disponibili le tabelle con gli aumenti contrattuali e rispettivi arretrati nonché il testo sottoscritto del contratto giuridico ed economico 2016/2018 del Comparto non dirigenziale della Regione Siciliana.