Nelle ultime ore molti dipendenti regionali hanno segnalato una apparente riduzione degli importi dell’indennità di amministrazione previsti dal nuovo CCRL 2022-2024 rispetto a quanto percepito con il precedente CCRL 2019-2021.
In realtà, non si tratta di una vera diminuzione della retribuzione complessiva, ma di un cambiamento nella struttura delle voci retributive.
L’art. 99 del nuovo contratto 2022-2024 stabilisce chiaramente che:
- Gli importi dell’indennità di amministrazione sono quelli indicati nella Tabella D.
- L’incremento sostitutivo dell’elemento perequativo (che nel precedente contratto era riportato nella Tabella E del CCRL 2019-2021) non è più presente come voce autonoma.
Questo perché:
Tale incremento, a decorrere dall’entrata in vigore del nuovo contratto, è stato inglobato nello stipendio tabellare, come indicato nella Tabella C.
Nel CCRL 2019-2021, la retribuzione era composta da:
- Indennità di amministrazione (Tabella D)
- Incremento dell’elemento perequativo (Tabella E)
Nel CCRL 2022-2024, invece:
- L’indennità di amministrazione (Tabella D) è indicata al netto dell’elemento perequativo
- L’ex elemento perequativo è stato trasferito nello stipendio tabellare.
Di conseguenza, confrontare direttamente le due indennità porta a un errore:
si stanno confrontando valori non omogenei.
In realtà, quindi, non c’e’ Nessuna perdita economica: cambia solo la “collocazione” delle voci retributive.
La somma complessiva percepita dal lavoratore:
- non diminuisce
- ma viene redistribuita tra le diverse voci retributive
In altre parole, una parte di ciò che prima era indennità oggi è diventata stipendio tabellare, con effetti anche positivi su altri istituti.
Attenzione anche alla vacanza contrattuale
Un altro elemento che può generare confusione è la cosiddetta indennità di vacanza contrattuale.
Gli aumenti previsti dal CCRL 2022-2024:
devono essere considerati al netto della vacanza contrattuale già percepita pro-capite
Questo significa che:
- una parte degli aumenti è già stata anticipata negli anni precedenti
- quindi gli incrementi effettivi “in busta paga” risultano inferiori rispetto agli importi teorici delle tabelle.
Per un confronto corretto, il cedolino di marzo 2026 andrebbe paragonato a quello di novembre 2025, tenuto conto che le addizionali fiscali incidono da gennaio a novembre e possono alterare la percezione dell’aumento.
Chi volesse verificare gli aumenti contrattuali e i relativi allegati può legge l’articolo in basso.
CCRL 2022-2024. INCREMENTI MENSILI DELLA RETRIBUZIONE TABELLARE E RELATIVI ARRETRATI al 31 dicembre 2025