Applicazione della Legge Regionale 28 maggio 2026, n. 13. Richiesta attivazione procedure per il personale in regime di TFR e contestuale riapertura dei termini per garantire parità d’accesso. Integrazioni e precisazioni alla nota prot. n. 26/858 del 9 luglio 2026

La scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente intende integrare e precisare il contenuto della nota prot. n. 26/858 trasmessa in data 9 luglio 2026, alla luce di una più puntuale ricognizione delle competenze amministrative in materia di trattamento di fine servizio (TFS) e di trattamento di fine rapporto (TFR).
Con la citata nota si è inteso sollevare l’esigenza di dare piena attuazione all’art. 1, comma 1, della Legge Regionale 28 maggio 2026, n. 13, che ha espressamente modificato l’art. 20 della L.R. n. 11/1988 estendendo il diritto all’anticipazione della buonuscita anche al personale in regime di TFR.
Al riguardo, preso atto che il Fondo Pensioni Sicilia ha correttamente provveduto, nell’ambito della propria esclusiva competenza, alla gestione del TFS per il personale avente diritto, si evidenzia la necessità di colmare tempestivamente il vuoto operativo riguardante la platea dei dipendenti assunti post-2000, per i quali l’erogazione del TFR fa capo direttamente al Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale.
Per tali motivi, la presente nota ridefinisce le istanze rivolte alle Amministrazioni in indirizzo nei seguenti termini:
Al Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale, si richiede di attivarsi con la massima urgenza — d’intesa con le strutture competenti — per predisporre le procedure, i canali e la modulistica necessari a consentire anche al personale regionale in regime di TFR di presentare le istanze per l’anticipazione (fino al 70% per l’acquisto della prima casa o per spese sanitarie), così da dare piena e concreta attuazione alla novella legislativa della L.R. n. 13/2026.
Al Fondo Pensioni Sicilia. Si prende atto dell’attività amministrativa fin qui condotta in relazione al proprio perimetro di competenza, auspicando tuttavia una collaborazione istituzionale volta a coordinare i passaggi procedurali con il Dipartimento della Funzione Pubblica.
Per quanto sopra, al fine di evitare inaccettabili discriminazioni e disparità di trattamento tra i lavoratori dell’Amministrazione Regionale, si chiede formalmente una riapertura dei termini per la presentazione delle domande. Ciò permetterà di fare partire i bandi e le procedure per il TFR in contemporanea o in tempi comunque allineati a quelli già esperiti, garantendo a tutto il personale pari opportunità di accesso al beneficio senza subire pregiudizi temporali.
Confidando in un tempestivo riscontro e in un’azione amministrativa sinergica e risolutiva, si porgono distinti saluti.

Riforma del merito nella PA: come cambiano la valutazione e i premi in busta paga

Il DDL Merito (Legge 2 luglio 2026, n. 119) è entrato in vigore il 19 luglio 2026. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2026, il provvedimento introduce un nuovo modello per la Pubblica Amministrazione focalizzato sullo sviluppo di carriera e sulla misurazione delle performance.

L’approvazione del DDL Merito e le nuove disposizioni sul trattamento accessorio vengono presentate dalla politica come una svolta storica per la Pubblica Amministrazione: l’obiettivo formale è premiante, volto a superare le valutazioni “a pioggia” ed esaltare la produttività individuale. Tuttavia, analizzando da vicino i meccanismi operativi stabiliti dalla riforma, sorgono forti dubbi sulla reale efficacia del provvedimento e sui suoi possibili effetti collaterali sul clima organizzativo degli enti.

1. Il tetto rigido del 30%

La novità di maggiore impatto è l’imposizione di una soglia massima per la valutazione apicale: non più del 30% del personale potrà accedere al punteggio massimo per ciascuna fascia o struttura.

Se l’intento dichiarato è contrastare l’omologazione verso l’alto dei giudizi, lo strumento scelto rischia di rivelarsi una mera ghigliottina contabile. Imporre una quota fissa ex ante ignora una realtà fondamentale: all’interno di un ufficio altamente efficiente, la quota di personale meritevole potrebbe superare abbondantemente il 30%. Al contrario, in strutture con criticità diffuse, si potrebbe essere costretti a premiare comunque un terzo del personale per “riempire” la quota. Il rischio concreto è che la selettività si traduca in guerra tra poveri o in turnazioni arbitrarie tra colleghi per “far quadrare i conti”.

2. Il nodo dei criteri: chi e come valuterà la performance?

Imporre tetti alla premiabilità senza aver prima garantito la presenza di sistemi di misurazione davvero oggettivi ed equi rappresenta un cortocircuito metodologico.

  • L’arbitrio dei dirigenti: In assenza di indicatori realmente quantificabili per tutte le mansioni (specie quelle amministrative e di supporto), l’assegnazione di quel 30% rischia di dipendere dalla discrezionalità dei singoli responsabili, alimentando logiche clientelari o di mero favorevolismo interno.

  • La valutazione degli utenti: Coinvolgere i cittadini o gli utenti esterni nella valutazione è un principio condivisibile sulla carta, ma estremamente complesso da gestire. Come evitare che il giudizio dell’utente sia condizionato da disservizi strutturali (carenza di personale, sistemi informatici obsoleti) di cui il singolo lavoratore non ha alcuna responsabilità?

3. Risorse limitate e l’illusione della detassazione

Sul fronte fiscale, la flat tax agevolata al 15% sui premi di produttività incontra limiti evidenti: applicata su importi accessori spesso contenuti, l’impatto reale in busta paga si tradurrà in guadagni di pochi euro al mese per chi riesce ad accedere al beneficio, a fronte di una drastica contrazione delle tutele o dei riconoscimenti per la restante maggioranza dei lavoratori.

4. Effetti sul clima lavorativo: competizione vs. cooperazione

Il pericolo più subdolo della riforma riguarda la tenuta interna delle strutture pubbliche. La Pubblica Amministrazione si regge in larga misura sul lavoro di squadra, sulla condivisione di competenze e sulla collaborazione tra uffici.

Introdurre meccanismi fortemente competitivi, dove il successo di un dipendente preclude l’accesso al premio del collega di scrivania, rischia di distruggere il lavoro di gruppo, incentivare l’individualismo e peggiorare il benessere organizzativo.

Per l’approfondimento completo sul tema, vi invito a leggere l’analisi dettagliata a questo link:

Performance 2025 e richiesta di addendum agli accordi decentrati: il Cobas-Codir chiede lo sblocco immediato dei pagamenti

Il Cobas-Codir ha inviato una formale nota al Dipartimento regionale della Funzione Pubblica, alla Ragioneria Generale della Regione Siciliana, al Presidente della Regione, all’Assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica e al Segretario Generale, denunciando i gravi ritardi che continuano a impedire la liquidazione del salario accessorio 2025.

Nella nota si evidenzia come, dopo mesi di attesa, sembrino ormai essere stati superati i due principali ostacoli che avevano rallentato le procedure.

Il primo riguarda il parametro da applicare al personale dell’Area dei Coadiutori. Secondo le informazioni acquisite dal Cobas-Codir, l’ARAN Sicilia avrebbe ormai definito il parere richiesto dall’Amministrazione, confermando l’applicazione dell’unico parametro previsto dalla contrattazione collettiva regionale integrativa per l’intera annualità 2025.

Il secondo concerne la vicenda degli addendum agli accordi decentrati. Il Cobas-Codir sottolinea come, allo stato, non risultino direttive della Ragioneria Generale, disposizioni della Funzione Pubblica o rilievi scritti delle Ragionerie Centrali che abbiano formalmente imposto la sottoscrizione di tali addendum, nonostante ciò abbia comportato un ulteriore rallentamento delle procedure.

Per questo motivo il sindacato ha chiesto alle Amministrazioni interessate di chiarire immediatamente l’origine di tale prassi e di rimuovere ogni ostacolo ancora esistente, procedendo senza ulteriori indugi alla liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori.

Il Cobas-Codir ritiene che il tempo delle verifiche e degli approfondimenti sia ormai concluso e chiede che venga finalmente reso noto un cronoprogramma certo per il pagamento del salario accessorio 2025.

In assenza di riscontri entro dieci giorni, il sindacato ha annunciato che valuterà ogni ulteriore iniziativa a tutela dei lavoratori regionali e per l’accertamento delle eventuali responsabilità che hanno determinato gli ingiustificati ritardi.

Di seguito è possibile consultare il testo integrale della nota trasmessa alle Amministrazioni regionali.

MANCATO PAGAMENTO SALARIO ACCESSORIO 2025: UNA VERGOGNA CHE NON DEVE RIPETERSI

Palermo, 14 luglio 2026
Il COBAS-CODIR ha seguito da vicino due questioni nella direzione della velocizzazione della liquidazione del salario accessorio 2025 ai lavoratori regionali compreso i compensi legati alla performance.
Oggi, dopo mesi di ingiustificabili attese, Amministrazione e Aran sembrano votate a gettare acqua sul fuoco diramando improbabili notizie rassicuranti sulla situazione generale dei crediti vantati dai lavoratori che, a loro dire, parrebbe oggi più favorevole rispetto ai mesi scorsi.
IN MANCANZA DI FATTI CONCRETI CIÒ È INACCETTABILE!!! LE SPETTANZE DEI LAVORATORI SONO UN DIRITTO, NON UNA CONCESSIONE!!!
Queste dinamiche sono inaccettabili e chiede l’immediato intervento del Presidente della Regione, dell’assessore alla Funzione pubblica e del Segretario Generale affinché per il futuro non si replichino siffatte dinamiche sulla pelle dei lavoratori.
Intanto, si sblocchino immediatamente le erogazioni delle somme e si diano apposite direttive al Dipartimento della Funzione Pubblica e dell’Aran Sicilia affinché non si replichino, inopinatamente, impasse nel pagamento delle spettanze ai lavoratori.

Secondo quanto è emerso al riguardo dell’attuale tragicomica vicenda, relativa a quale parametro economico applicare all’Area dei coadiutori, sembrerebbe che il Commissario dell’Aran Sicilia, non tenendo in considerazione l’urgenza che il caso richiede non ha ancora inviato al Dipartimento della Funzione Pubblica il parere richiesto dall’Amministrazione, anche se, alla fine, questo parere non potrà che confermare l’applicazione di un solo parametro per tutto il 2025 per il personale dell’Area dei Coadiutori. Ciò, peraltro, trova riscontro nell’accordo regionale integrativo per il 2025, che indica il parametro da applicare senza prevedere una fase transitoria e quindi non si capiscono i tempi occorsi all’Aran per l’emissione di un parere ufficiale che rimuoverebbe uno dei principali ostacoli che hanno finora bloccato i calcoli.

Anche su un altro fronte, causa di ritardi, ovvero quello del presunto addendum alla contrattazione decentrata, non risulterebbe nessuna nota formale del Dipartimento della Funzione Pubblica per chiedere la firma di un addendum. Non risultano nemmeno rilievi scritti delle Ragionerie che impongano questo passaggio.
IN SOSTANZA AL DANNO SI AGGIUNGE LA BEFFA! Uffici che non si parlano, problemi artatamente frapposti, tempi biblici per dovuti riscontri: in realtà non esserci alcun documento ufficiale che abbia richiesto formalmente la sottoscrizione di un addendum.
Anche su questo aspetto si chiede ai rappresentanti del Governo di accertare la sussistenza di questo falso problema. Se ciò, infatti, venisse confermato, ci troveremmo di fronte a quello che appare come un vero e proprio equivoco amministrativo che non produrrebbe ulteriori passaggi negoziali ma che, nel frattempo, hanno già causato notevoli danni e disagi ai lavoratori regionali.
Si chiede, quindi, l’emissione immediata degli ultimi adempimenti formali che consentano di sbloccare i pagamenti di tutto l’accessorio 2025.
Il COBAS-CODIR, al riguardo, ha già chiesto un urgente incontro al Governo e continuerà a seguire la situazione impegnandosi fino in fondo alla liquidazione delle somme dovute ai lavoratori, informando passo passo gli iscritti sugli sviluppi.

LA SEGRETERIA GENERALE

Atto di indirizzo del Governo Regionale all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10. Triennio 2025-2027

Con deliberazione n. 274 dell’8 luglio 2026 è stato approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10, per il triennio 2025-2027, unitamente all’integrazione al predetto atto di indirizzo riguardante il Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Deliberazione n. 274 dell’8 luglio 2026. «Atto di indirizzo del Governo Regionale all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (C.C.R.L.) del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.10. Triennio 2025-2027».

ATTENZIONE!

L’atto di indirizzo si trova a pagina 6 della delibera.

RIFORMA DIRIGENZA REGIONALE: IL COBAS-CODIR SI RIVOLGE AL PRESIDENTE DELLA PRIMA COMMISSIONE ARS, IGNAZIO ABBATE. “ESITARE SUBITO PER L’AULA IL DDL PER EVITARE LA PARALISI DELLA REGIONE”

Palermo, 13 luglio 2026

Un forte e chiaro appello è stato rivolto al Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali dell’ARS, On. Ignazio Abbate, da parte di Dario Matranga e Marcello Minio, Segretari Generali del Cobas-Codir, il sindacato autonomo che è il più rappresentativo dei lavoratori della Regione Siciliana. Al centro dell’azione del sindacato c’è la richiesta di un’urgente calendarizzazione per esitare in Prima Commissione, per consentirne l’inserimento all’Ordine del Giorno dei lavori d’Aula, del Disegno di Legge sull’Ordinamento della Dirigenza nell’Amministrazione regionale. Secondo i vertici del sindacato, un ulteriore stallo nell’iter approvativo vanificherebbe il lavoro svolto finora, sprecando una irripetibile congiuntura favorevole di straordinaria condivisione tra forze parlamentari, governo e organizzazioni sindacali. I Segretari Generali hanno evidenziato una serie di urgenze ormai improcrastinabili per garantire l’efficienza della macchina amministrativa. L’attuale incertezza normativa, unita all’imminente ondata di pensionamenti, rischia di generare il caos nell’ordinamento regionale, irrigidendo i processi decisionali e penalizzando l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese. Tutto ciò è anche urgente per sbloccare le opportunità di crescita pure dei funzionari regionali, ai quali da ben 26 anni è preclusa ogni possibilità di progressione a causa della mancata attuazione della riforma della dirigenza. Il nuovo assetto organizzativo è propedeutico all’indizione di nuovi bandi. È necessario avere i tempi istituzionali per prevedere in aula norme di salvaguardia che garantiscano trasparenza, parità di trattamento e adeguate riserve per i funzionari già in servizio. “Ci appelliamo alla sensibilità istituzionale più volte manifestata dall’Onorevole Abbate – dichiarano Matranga e Minio – affinché si proceda con l’urgenza che il caso richiede. È necessario dotare l’Amministrazione di un assetto stabile ed efficiente sia per la dirigenza che per il comparto” . Il Cobas-Codir resta in attesa di un riscontro, si rende disponibile a un’apposita convocazione per ribadire la necessità e l’urgenza di portare a compimento l’iter approvativo della legge.

Performance 2025. Facciamo chiarezza sui ritardi nei pagamenti

Negli ultimi giorni sto ricevendo numerose richieste di chiarimento, sia sui canali social sia direttamente, in merito ai tempi di pagamento del salario accessorio 2025, con particolare riferimento ai compensi collegati alla performance individuale e organizzativa.

La recente validazione della Relazione sulla Performance da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) ha infatti fatto nascere l’aspettativa di un’imminente liquidazione delle somme.

Purtroppo, come spesso accade, sul web e persino su alcune testate giornalistiche stanno circolando informazioni parziali, imprecise o del tutto prive di fondamento alimentate anche da note sindacali.

È quindi opportuno fare il punto della situazione sulla base degli atti e delle questioni realmente in discussione.

Primo problema: il nuovo ordinamento professionale e il parametro dei coadiutori

Il primo ostacolo è legato alla decorrenza del nuovo ordinamento professionale, entrato in vigore il 1° giugno 2025. L’accordo Ford per il 2025, stipulato presso l’ARAN Sicilia, ha previsto per la neonata “Area dei Coadiutori” un parametro economico pari a 7,10.

Secondo quanto emerge, l’Amministrazione ritiene che il testo dell’accordo non precisi espressamente se il parametro 7,10 debba essere applicato all’intero anno 2025 oppure soltanto dal 1° giugno 2025, data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale.

A mio avviso, si tratta di una questione più apparente che reale. La contrattazione collettiva regionale integrativa stabilisce infatti di anno in anno i parametri da applicare per il salario accessorio. Nelle annualità precedenti, sotto il vecchio sistema, questi erano stati fissati a 6,90 per l’ex categoria A e a 7,10 per l’ex categoria B, venendo semplicemente riconfermati di anno in anno (sebbene le parti avrebbero potuto legittimamente modificarli). Con l’accordo 2025 e il nuovo ordinamento, tutto questo personale è ufficialmente confluito nell’unica Area dei Coadiutori con il parametro unico di 7,10.

Ne consegue che la contrattazione decentrata per il 2025 ha già individuato il parametro da utilizzare. L’accordo, infatti, disciplina la distribuzione delle risorse riferite all’intera annualità 2025 e non contiene alcuna disposizione transitoria che distingua il periodo antecedente e successivo al 1° giugno.

In questa prospettiva, il problema interpretativo appare più teorico che reale, poiché il contratto integrativo disciplina espressamente i criteri di ripartizione del fondo per l’anno di riferimento.

Sulla questione sembrerebbe comunque che l’amministrazione abbia già provveduto a richiedere un parere formale all’ARAN Sicilia. Un intervento che dovrebbe, a brevissimo, sciogliere definitivamente il nodo e sbloccare le procedure di calcolo. L’auspicio è che il parere venga reso in tempi rapidi, così da consentire agli uffici di completare le procedure senza ulteriori ritardi.

Secondo problema: l’addendum richiesto dalle Ragionerie

L’altro elemento che sta rallentando l’iter riguarda la richiesta, formulata dalle Ragionerie, di predisporre un addendum alla contrattazione decentrata.

In sostanza le Ragionerie stanno richiedendo la stipula di un formale “addendum” ai contratti integrativi già siglati, richiamando l’applicazione dell’articolo 102, comma 4, del CCRL 2022-2024 del comparto non dirigenziale.

Ritengo che questa richiesta costituisca un inutile aggravio burocratico. Non solo appesantisce i procedimenti amministrativi con passaggi ridondanti, ma configura una vera e propria lesione delle prerogative e dei diritti sindacali. Riaprire tavoli negoziali per apporre addendum meramente formali su accordi già perfezionati non fa altro che allontanare nel tempo il diritto dei lavoratori a percepire somme già stanziate e certificate, ledendo la stabilità delle relazioni sindacali.

Il Cobas-Codir ha già segnalato l’inutilità della richiesta inviando una nota di protesta e diffida (leggi l’articolo qui).

In conclusione, allo stato attuale non sembrano emergere ostacoli insormontabili al pagamento della performance 2025. Restano da definire due questioni di natura prevalentemente interpretativa e procedurale che, auspicabilmente, potranno essere superate in tempi brevi.

L’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha ufficialmente aperto un’istruttoria nei confronti del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica a seguito dell’esposto presentato dal COBAS-CODIR

L’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, richiamando i propri poteri di vigilanza (D.Lgs. n. 20/2024) e la propria Raccomandazione n. 04 del 29 maggio 2026, ha messo sotto la lente d’ingrandimento la Circolare regionale n. 63038/2026, intimando alla Regione Siciliana di produrre una dettagliata relazione entro 15 giorni.

I punti chiave della richiesta del Garante:

Il Garante non è entrato nel merito della legittimità in astratto, ma ha letteralmente “messo alle strette” l’Amministrazione regionale, esigendo chiarimenti su 6 punti specifici:

  • Valutazione e Criteri (Punti 1, 2 e 3): La Regione deve spiegare come garantisce una valutazione concreta e individualizzata per ogni lavoratore, chiarendo quali criteri usino i dirigenti per tagliare le ore o negare lo smart working ed esibendo le misure adottate per vietare automatismi, tetti rigidi e veti basati sul profilo astratto.

  • Omogeneità e “Casi Critici” (Punto 4 e testo integrativo): Viene chiesto se siano state fornite linee guida ai Dipartimenti per evitare disparità e, specificamente, di giustificare i provvedimenti di diniego, differimento o accoglimento parziale già emanati (il che investe direttamente casi come quello del Dipartimento Formazione).

  • I Numeri del Fenomeno (Punto 5 e 6): La Funzione Pubblica deve fornire il “censimento” esatto delle istanze presentate in Sicilia: quante accolte, quante tagliate, quante respinte e con quali motivazioni, indicando come intenda monitorare l’applicazione per evitare discriminazioni.

Il significato politico di questa nota:

  1. Piena legittimazione del COBAS-CODIR: Il Garante cita esplicitamente il nostro sindacato in apertura della nota, riconoscendo la fondatezza e il valore tecnico del nostro esposto.

  2. Il “Muro di Gomma” è rotto: La Funzione Pubblica, che aveva ignorato le note sindacali interne trincerandosi dietro risposte pretestuose, ora ha l’obbligo di legge di rispondere a Roma entro due settimane, mettendo a nudo tutti i dati e le motivazioni dei tagli orari applicati dai propri dirigenti.

Istanza di intervento e segnalazione di condotta potenzialmente discriminatoria presentata dall’Associazione Sindacale COBAS-CODIR. Circolare del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale prot. n. 63038 del 18 giugno 2026. RICHIESTA INFORMAZIONI.


SU SEGNALAZIONE DEL COBAS-CODIR IL GARANTE DEI DIRITTI DEI DISABILI INTERVIENE SULLA REGIONE PER POTENZIALE DISCRIMINAZIONE

Palermo, 9 luglio 2026
Con una istanza di intervento e segnalazione per condotta potenzialmente discriminatoria del Dipartimento reg.le Funzione Pubblica nei confronti dei lavoratori disabili, l’Associazione Sindacale COBAS-CODIR, maggiormente rappresentativa della Regione Siciliana, ha chiesto e ottenuto l’intervento del Garante Nazionale con nota protocollo n. 0003488/2026 del 08/07/2026.
A seguito dell’emanazione della Circolare del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale, infatti, prot. n. 63038 del 18 giugno 2026, infatti, il COBAS-CODIR aveva scritto al Dirigente Generale Salvatrice Rizzo lamentando sostanzialmente, a proprio avviso, una procedura macchinosa e a tratti non conforme al dettato normativo nell’individuazione dei dipendenti beneficiari del lavoro agile.
Dato l’alto impatto sociale della problematica esposta, il COBAS-CODIR ha chiesto, nel giugno scorso, una risposta che a tutt’oggi però è rimasta inopinatamente inevasa.
Da qui il ricorso all’Autorità Garante che, invece, è intervenuta immediatamente sulla questione intimando al Dipartimento della Funzione Pubblica di fornire, entro 15 giorni, una serie di dati e chiarimenti sulla circolare emanata e oggetto della contestazione da parte del sindacato.
L’azione del COBAS-CODIR, quindi, ancora una volta, ottiene un primo importante risultato ottenuto dall’azione sindacale a tutela dei lavoratori più fragili spesso in balia di una superficiale gestione giuridica da parte di chi dovrebbe essere chiamato a tutelarne i diritti.
L’obiettivo del COBAS-CODIR, come sempre, è garantire che le richieste di lavoro agile per i dipendenti con disabilità vengano valutate caso per caso, senza automatismi o dinieghi ingiustificati.
Si tratta di un passo fondamentale per assicurare il pieno rispetto del diritto all’inclusione e all’accomodamento ragionevole sul posto di lavoro.

Anticipazione buonuscita per acquisto prima casa. Il COBAS-CODIR contesta l’esclusione del personale in TFR

A poche ore dalla pubblicazione del bando, il COBAS-CODIR ha inviato una formale diffida al Fondo Pensioni Sicilia e al Dipartimento della Funzione Pubblica, contestando l’esclusione dei lavoratori in regime di TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Il bando, così come formulato, limita l’accesso alla misura ai soli dipendenti in regime di TFS (assunti entro il 31 dicembre 2000). Secondo il Cobas-Codir questa limitazione è illegittima e in aperto contrasto con la Legge Regionale n. 13 del 28 maggio 2026, che ha esteso il diritto alle anticipazioni anche al personale in regime di TFR.

Per il COBAS-CODIR, l’esclusione configura una “ingiustificata e gravissima discriminazione” tra i lavoratori regionali, impedendo a chi è stato assunto dopo il 2000 di beneficiare delle stesse tutele previste per i colleghi in regime di TFS.

Nella nota il sindacato chiede con forza:

  • La rettifica o l’annullamento in autotutela del provvedimento (D.D.G. n. 2813 del 06/07/2026).

  • L’integrazione del bando per includere il personale in TFR tra gli aventi diritto.

  • La proroga dei termini per la presentazione delle domande, al fine di garantire a tutti i dipendenti un’equa possibilità di accesso alla misura.

La posizione del sindacato è netta: in assenza di un rapido riscontro correttivo da parte delle istituzioni coinvolte, il COBAS-CODIR ha annunciato l’intenzione di supportare il personale escluso in un massiccio contenzioso legale. L’obiettivo è quello di far valere i diritti dei lavoratori nelle sedi giudiziarie competenti e richiedere il risarcimento per i danni derivanti da quella che viene definita un’inerzia ingiustificata dell’Ente previdenziale.


Al via le domande per l’anticipazione della buonuscita per l’acquisto della prima casa…..Ma i dipendenti in regime di TFR sono ancora esclusi nonostante la legge

Al via le domande per l’anticipazione della buonuscita per l’acquisto della prima casa…..Ma i dipendenti in regime di TFR sono ancora esclusi nonostante la legge

È stato ufficialmente pubblicato l’avviso 2026 dedicato ai dipendenti regionali siciliani che desiderano richiedere un’anticipazione della propria buonuscita finalizzata all’acquisto o alla costruzione della prima casa.

Chi può fare domanda?

L’avviso è rivolto esclusivamente ai dipendenti regionali in servizio che sono stati assunti entro il 31 dicembre 2000 e che si trovano in regime di T.F.S. (Trattamento di Fine Servizio).

Quali tipologie di acquisto sono ammesse?

Il Fondo Pensioni Sicilia prevede quattro diverse casistiche per le quali è possibile avanzare richiesta:

  1. Acquisto da terzi: Compravendita classica di un’abitazione da adibire a prima casa.

  2. Cooperativa: Acquisto tramite società cooperativa edilizia.

  3. Costruzione in proprio: Fondi destinati alla costruzione della propria abitazione principale.

  4. Permuta/Vendita e nuovo acquisto: Vendita di una prima casa ritenuta inadeguata per procedere all’acquisto di una nuova soluzione abitativa.

Come e quando presentare l’istanza

Le domande possono essere inoltrate a partire dal 7 luglio 2026 e fino alla scadenza del 4 settembre 2026. La procedura è interamente digitale: bisognerà accedere alla piattaforma fondopensionisicilia.it nella sezione “CLICKPENSIONI”, autenticandosi tramite SPID o CIE.

È fondamentale preparare in anticipo la documentazione necessaria (tra cui ISEE, dichiarazione dei redditi 2025, atti notarili o preliminari e concessioni edilizie) utilizzando la modulistica specifica resa disponibile sul sito del Fondo.

Criteri di graduatoria

Non si tratta di un click-day, ma di una procedura basata su una graduatoria stilata da un’apposita Commissione. I criteri di valutazione, stabiliti dal D.P.Reg. n. 41/1991, tengono conto di diversi fattori:

  • Anzianità di servizio maturata;

  • Composizione e situazione reddituale del nucleo familiare;

  • Intestazione dell’immobile (se al dipendente o al figlio).

In caso di parità di punteggio, verrà data priorità al candidato con età anagrafica maggiore.

Budget a disposizione

Le risorse totali messe a bando ammontano a 1.700.000,00 euro. L’importo massimo concedibile a ciascun richiedente è pari a 50.000 euro lordi. Le istanze verranno accolte seguendo l’ordine di graduatoria fino all’esaurimento del fondo disponibile.

Dove trovare ulteriori dettagli

Per leggere il testo integrale dell’avviso e scaricare i modelli necessari, vi invitiamo a consultare il portale ufficiale del Fondo Pensioni Sicilia oppure la pagina dedicata sul sito istituzionale della Regione Siciliana.


Anticipazione buonuscita per acquisto prima casa. Il COBAS-CODIR contesta l’esclusione del personale in TFR