Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) per l’anno 2026 approvato dalla Giunta: poco o nulla cambia rispetto alla proposta iniziale.
Con Deliberazione n. 60 del 10 febbraio 2026 la Giunta regionale ha approvato il nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP), al termine del confronto sindacale avviato il 20 novembre 2025.
Un confronto nel quale il Cobas-Codir aveva presentato osservazioni puntuali (LE TROVI QUI), richieste di modifica e proposte concrete per garantire:
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maggiore trasparenza,
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criteri realmente oggettivi e misurabili,
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minore discrezionalità,
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più solide tutele per il personale.
Purtroppo il testo approvato ricalca quasi integralmente la proposta iniziale dell’Amministrazione.
Le criticità denunciate rimangono sostanzialmente inalterate.
Un impianto che lascia troppo spazio alla discrezionalità
Avevamo chiesto criteri chiari, parametri verificabili, indicatori realmente misurabili.
Resta invece un sistema in cui una parte significativa della valutazione — soprattutto quella legata ai comportamenti organizzativi e agli aspetti qualitativi — continua a dipendere da valutazioni che possono risultare fortemente soggettive.
Un sistema di performance non può basarsi su formulazioni generiche o su criteri elastici.
Quando i parametri non sono rigorosamente oggettivi, il rischio è evidente: disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe.
Obiettivi poco standardizzati e responsabilità sbilanciate
Il Cobas-Codir aveva chiesto:
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definizione preventiva e trasparente degli obiettivi;
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indicatori misurabili ex ante;
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regole uniformi tra dipartimenti;
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tracciabilità delle eventuali rimodulazioni.
Il sistema approvato continua invece a lasciare ampio spazio alla declinazione interna, con il rischio di una forte eterogeneità applicativa.
In un contesto già segnato da carenze di organico, carichi di lavoro crescenti e condizioni organizzative spesso disomogenee, scaricare sugli obiettivi individuali il peso delle inefficienze strutturali è una scelta che non condividiamo.
Tutele procedurali ancora insufficienti
Avevamo sollecitato il rafforzamento:
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del contraddittorio effettivo;
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delle garanzie di revisione;
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della trasparenza delle motivazioni valutative;
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della tracciabilità delle decisioni.
Il testo definitivo non introduce correttivi sostanziali in questa direzione.
Un sistema di valutazione equo deve garantire al personale strumenti chiari di tutela.
Senza garanzie robuste, la valutazione rischia di diventare uno strumento di pressione anziché di miglioramento.
La partecipazione resta più dichiarata che sostanziale
Nel documento si parla di valutazione partecipativa e di coinvolgimento. Ma le enunciazioni di principio non bastano.
La partecipazione deve tradursi in:
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regole vincolanti,
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criteri omogenei,
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verificabilità dei risultati,
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accessibilità reale alle informazioni.
Senza questi elementi, il richiamo alla partecipazione rischia di restare solo formale.
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