Erogazione illegittima dell’indennità di risultato: risponde di danno anche l’OIV

di Federica Caponi- Consulente della Corte dei conti- ProcuraRegionale, sez. giur. Veneto, esperta in gestione e organizzazione delle risorse umane nella Pubblica Amministrazione e Manuela Ricoveri – Esperta in organizzazione nella Pubblica Amministrazione

“La retribuzione di risultato, erogata ai dirigenti prescindendo del tutto dalla fissazione di obiettivi specifici, dal monitoraggio dell’andamento delle attività e dalla verifica dei risultati raggiunti, si configura quale erogazione di una premialità aggiuntiva non giustificata e, quindi, produttiva di danno erariale. I giudici contabili hanno ritenuto responsabile di tale danno l’organo esecutivo, che non aveva assegnato gli obiettivi e non aveva vigilato sull’attuazione del sistema legale di assegnazione della retribuzione di risultato, il direttore generale che aveva dato impulso al riconoscimento e all’attribuzione di tale indennità, ma anche i componenti del nucleo di valutazione che avevano valutato positivamente il raggiungimento di obiettivi mai definiti, né assegnati.”

QUI l’articolo completo

Pensioni oltre 4000 euro un taglio tra il 10 e il 20%. Le donne più penalizzate

Repubblica del 12 agosto 2018

Pensioni oltre i 4000 euro subiranno un taglio tra il 10 e il 20%. Le donne più penalizzate.

Cambia, in modo retroattivo, l’età per il trattamento di vecchiaia chi in passato ha dovuto lasciare il lavoro ora vedrà l’assegno ridotto.

Commento

Non entro nel merito della scelta se sia giusto o meno tagliare retroattivamente le pensioni sopra i 4000 €. Ci sarebbe, infatti, da chiedersi perché sarebbero ingiuste le pensioni sopra i 4000 € e sarebbero, invece, giusti gli stipendi sopra i 4000. La Corte Costituzionale ha, più volte, affermato il principio secondo cui la pensione è una retribuzione differita. Ma, in ogni caso, verrebbe meno la certezza del diritto calpestando uno dei fondamenti del nostro ordinamento giuridico: “tempus regit actum”. 

Sistema di misurazione e valutazione della Performance (lettura consigliata)

Chi avesse la curiosità e volesse approfondire il contenuto della proposta presentata ieri dall’amministrazione sul “Sistema di misurazione e valutazione della Performance” può scaricare la proposta in cui troverà evidenziati in giallo alcuni punti salienti. La lettura della proposta renderà più chiari alcuni passaggi del comunicato sindacale di ieri.

Saldo FAMP 2017 e indennità di risultato in dirittura d’arrivo. Il presidente Musumeci ha firmato la relazione sulla performance

Palermo 9 agosto 2018
Ieri pomeriggio, nel corso della riunione convocata dall’assessore alla Funzione Pubblica per illustrare la proposta di “Sistema di misurazione e valutazione della Performance” (che recepisce i principi del decreto Madia – D.Lgs. 74/17), il dirigente della Struttura Tecnica di Supporto all’Organismo Indipendente di Valutazione, dott. Mauro Lo Tennero, ha comunicato che il presidente della Regione ha firmato la relazione sulla performance.
Al termine di tutte le procedure, l’Amministrazione potrà finalmente procedere all’erogazione del salario accessorio per il personale del comparto e per la dirigenza: la relazione dovrà adesso essere apprezzata dalla Giunta e poi dovrà essere validata dall’OIV. Ottimisticamente si può ipotizzare l’emissione dei mandati di pagamento entro settembre.
Sul tema della convocazione il cartello dei sindacati COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD e l’UGL hanno manifestato parecchie perplessità sulla proposta dell’Amministrazione. Contestiamo una filosofia organizzativa eccessivamente autoreferenziale – a piramide – in cui: l’OIV valuta i dirigenti generali; i dirigenti generali valutano i dirigenti; il comparto viene valutato dalla dirigenza.
A nostro avviso, fino a oggi, la procedura di valutazione non ha funzionato e ciò sia per la valutazione della dirigenza (c’è sì il contraddittorio con il Dirigente Generale ma, difficilmente il dirigente riesce a cambiare la valutazione) ma soprattutto per la valutazione del personale del comparto.
Riteniamo che la valutazione di tutto il personale sia avvenuta mediante una compilazione scevra di opportuno contraddittorio, attraverso una scheda di valutazione assolutamente lasciata alla libera interpretazione e a rischio di arbitrarietà nel giudizio.
La proposta portata ieri dal governo prevede che in caso di disaccordo sulla valutazione, il lavoratore possa ricorrere alla Commissione Paritetica per il riesame della valutazione. Ma il ricorso alla Commissione paritetica, ex art. 107 del CCRL 2002-2005, rischia di rappresentare una sorta di palliativo. Nella maggior parte dei casi, infatti, i dirigenti generali non tengono compiutamente in considerazione la richiesta del lavoratore o dell’organizzazione sindacale (alcuni Dipartimenti non hanno neppure istituito la Commissione) e, in ogni caso, quanto previsto nella proposta (a pag. 19) appare essere in contrasto con il parere reso dall’Aran Sicilia per cui la Commissione Paritetica non potrebbe riesaminare e apportare variazioni ai punteggi valutati dai dirigenti.
Così il sistema di valutazione proposto non rispetterebbe il principio della terzietà, essendo sbilanciato a sfavore del personale; in merito bisogna anche ricordare che le novità introdotte dalla riforma Madia prevedono pure il licenziamento in caso di valutazione negativa per tre anni di seguito e che la valutazione positiva può costituire punteggio ai fini delle progressioni orizzontali e/o verticali.
Abbiamo, quindi, proposto di introdurre la valutazione a 360°, sistema “circolare” adottato in alcune amministrazioni sulla scorta di uno studio della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione: si potrebbe prevedere che il comparto possa esprimere un giudizio nei confronti della dirigenza (valutazione di cui il dirigente generale dovrà tenere conto nella valutazione della dirigenza); altresì dovrebbe essere prevista la valutazione dei dirigenti generali da parte di tutta la dirigenza.
In ogni caso chiediamo che le procedure di valutazione siano inserite nel contesto dei rinnovi contrattuali.
La riunione è stata aggiornata a settembre con l’impegno dell’Amministrazione di presentare un documento che semplifichi le procedure e le ottimizzi per rendere accettabile il sistema proposto.

Approvazione disegno di legge: Abrogazione e modifiche di norme

Ieri l’Ars ha approvato la legge (già apprezzata in Giunta) che cancella o riscrive alcune norme impugnate dal Consiglio dei ministri. Tra le norme abrogate l’art. 22 comma 3 (che riapriva i termini per presentare istanza di prepensionamento) e comma 4 (che adeguava i termini di erogazione della buonuscita agli statali) della legge n. 8/18.

Saldo famp 2017. È quasi fatta….finalmente! Il Presidente della Regione ha firmato la relazione sulla performance

Ieri, nel corso della riunione convocata dall’assessore alla Funzione Pubblica per illustrare la proposta di “Sistema di misurazione e valutazione della Performance” che recepisce i principi del decreto Madia (D.Lgs. 74/17), il dirigente responsabile della Struttura Tecnica di Supporto all’Organismo Indipendente di Valutazione presente alla riunione, ha comunicato che il Presidente della Regione ha firmato la relazione sulla performance.

Starebbe, quindi, per concludersi il percorso che porterà all’erogazione del saldo famp 2017

Mancano, tuttavia, alcuni passaggi. La relazione dovrà essere apprezzata dalla Giunta e poi dovrà essere validata dall’OIV. Ottimisticamente si può ipotizzare l’emissione dei mandati di pagamento entro settembre.

Intervista a Giulia Bongiorno. «Assenteismo, colpiremo i dirigenti che tollerano»

Il Messaggero del 6 agosto 2018

L’ intervista Giulia Bongiorno `Il ministro della PA: «Niente sconti per i casi alla Reggia, chiederò gli atti ai Beni culturali» `«Non è possibile che chi ha la responsabilità non veda violazioni che durano anche anni» Il governo non farà sconti, sarà inflessibile nella battaglia contro l’ assenteismo, assicura Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione. Ministro, come commenta la vicenda di Caserta? «Intendo approfondire ogni profilo di quanto accaduto presso la Reggia di Caserta e chiederò gli atti al ministero competente. Su questa vicenda andrò fino in fondo.

In generale, è indispensabile che nella lotta all’assenteismo si vada avanti senza se e senza ma colpendo non solo i dipendenti che si assentano ma anche chi avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto.

Personale, così i nuovi «fabbisogni» cambiano la dotazione organica

Il Sole 24 Ore del 6 agosto 2018

“La pubblicazione delle linee guida sulla «Gazzetta» del 27 luglio fissa al 22 settembre il termine entro il quale chi non ha ancora programmato i fabbisogni deve provvedere per non vedersi bloccare le assunzioni di personale…

Le linee guida indicano con molta chiarezza che la dotazione organica oggi deve essere intesa essenzialmente come un tetto di spesa, e che all’interno del tetto le amministrazioni possono effettuare tutte le modifiche che ritengono necessarie. Modifiche che anzi lo stesso documento sollecita sia per dare attuazione alla necessità di stabilire un collegamento diretto con il piano delle performance e più in generale con la programmazione strategica dell’ente, sia per dare un contributo alla razionalizzazione della organizzazione interna, sia per introdurre i profili nuovi che l’evoluzione tecnologica, legislativa e organizzativa impone.
Appare operativamente utile che gli enti alleghino la dotazione organica, in particolare nel caso in cui sia modificata, al piano del fabbisogno del personale. Si deve infine sottolineare che né nel Dlgs 75/2017 né nelle linee guida sulla programmazione del fabbisogno c’è uno specifico vincolo che imponga alle amministrazioni regionali e locali di cancellare i posti vuoti in dotazione organica non compresi nella programmazione del fabbisogno.”