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Avviso ai pensionati. Attenzione al ricorso sul mancato conglobamento della contingenza all’interno della retribuzione ai fini del calcolo della pensione

Si avvisano i pensionati di prestare attenzione ai ricorsi contro il mancato conglobamento della contingenza all’interno della retribuzione ai fini del calcolo della pensione.

Ogni pensionato ha una storia a sé, sia dal punto di vista retributivo che contributivo.

Effettuando alcune simulazioni abbiamo avuto modo di notare che solo coloro che sono andati in pensione con il massimo contributivo superando il tetto di sbarramento del 90% (fino al 2016) e dell’85% (dal 2017) hanno un vantaggio nell’ordine di alcune decine di euro al mese.

Coloro che invece sono al di sotto del tetto di sbarramento non solo non riceverebbero nulla pur vincendo il ricorso, ma rischierebbero il recupero delle somme ad opera del Fondo Pensioni.

Questo è quanto risulta dai calcoli e dalle simulazioni effettuate dai nostri tecnici sollecitati da un gruppo di pensionati.

Ripeto, ogni pensionato ha una storia a sé, con il proprio bagaglio retributivo, contributivo, riscatti, ricongiunzioni, etc. quindi il consiglio, prima di sottoscrivere il ricorso in questione, è quello di pretendere una simulazione per verificare che il gioco valga la candela.

Tra l’altro va considerato un aspetto non secondario del conglobamento della contingenza nella retribuzione ai fini del calcolo della pensione, ed è quello della pensione di reversibilità le cui percentuali di decurtazione si applicherebbero sull’intero importo, comprensivo della contingenza.

“Bonus matrimonio”, governo Musumeci stanzia 3,5 milioni

Il governo Musumeci ha approvato il cosiddetto “bonus matrimonio” con cui sono stati destinati tre milioni e mezzo di euro per incentivare i matrimoni e le unioni civili. Il beneficio – un contributo fino a tremila euro – riguarderà i riti celebrati in Sicilia, siano essi religiosi che civili. I criteri e le modalità di esecuzione degli interventi di sostegno saranno approvati con decreto degli assessori della Famiglia e dell’Economia.

«Si tratta di una misura – afferma l’assessore alla Famiglia, Antonio Scavone – che mira anche ad attenuare gli effetti della crisi da Covid 19, basti pensare che, secondo i recenti dati Istat si stima che i matrimoni annullati in Italia per effetto dell’epidemia sono circa 70 mila. L’obiettivo è quello di dare un incentivo concreto ed immediato alle imprese del settore e a tutte le coppie di sposi».

La necessità di dare avvio all’iniziativa “bonus matrimonio” parte anche dal fatto che il “wedding” rappresenta un mercato di riferimento per alcune regioni del Sud. Negli ultimi anni infatti il comparto registra un successo crescente soprattutto per la domanda internazionale di location appartenenti al alcune regioni tra le quali la Sicilia. L’erogazione del contributo dovrebbe garantire, già nel corso di quest’anno, una ripresa del fatturato delle imprese del settore con un impatto consistente relativo all’ammontare della dotazione finanziaria destinata alla misura.

«Si stima – aggiunge l’assessore all’Economia Gaetano Armao – che il nostro contributo di 3,5 milioni di euro riuscirà a sviluppare un fatturato complessivo di circa 40, 50 milioni di euro fino alla durata della misura di sostegno e cioè fino al 31 luglio 2021. Non va trascurato che la stima degli introiti che ne deriveranno per l’erario regionale è pari se non superiore alla somma stanziata dal governo Musumeci, oltre a considerare la riattivazione dell’indotto occupazionale legato alla realizzazione e svolgimento di questa tipologia di eventi».

Costituisce danno erariale la violazione delle disposizioni in materia di valutazione della performance

tratto da self-entilocali.it
Danno erariale se manca la valutazione del Nucleo di Valutazione
Pubblicato il 15 settembre 2020

Costituisce danno erariale la violazione delle disposizioni in materia di valutazione della performance, laddove la definizione del procedimento di valutazione venga formalizzata senza la necessaria acquisizione delle conclusioni espresse dal Nucleo di Valutazione.
Questo quanto espresso dalla Corte dei Conti, Sez. giurisdizionale Regione Lombardia, con la sentenza n. 118, depositata il 4 agosto 2020.
Nel caso di specie, la Procura Regionale aveva richiesto la condanna del Presidente di una provincia e dei suoi dirigenti da tempo indeterminato e determinato nonché il responsabile del servizio finanziario della medesima a risarcire il danno erariale cagionato alla Provincia per aver violato le disposizioni in materia di valutazione della performance, la cui definizione procedimentale sarebbe stata formalizzata senza la necessaria acquisizione delle conclusioni del Nucleo di Valutazione dell’ente.
Durante il corso dell’attività istruttoria di valutazione della performance dei dirigenti, svolta dal Nucleo di Valutazione, erano fin da subito emerse gravi problematiche in ordine alla sostenibilità dei criteri valutativi presentati dall’amministrazione  che, contrariamente all’assetto normativo vigente, avrebbe consentito un’erogazione delle indennità di risultato in misura massima (attraverso l’assegnazione del massimo punteggio possibile) ed indifferenziata a tutti i dipendenti, erogazione c.d. a pioggia.
Nonostante la mancata sottoscrizione delle schede da parte del Nucleo di Valutazione, il Presidente della Provincia, previa modifica dei punteggi che erano stati allineati in misura massima per tutti i dirigenti, aveva definito il procedimento con la sottoscrizione delle nuove schede di valutazione.
La magistratura contabile ha ricordato che  l’indennità di risultato può essere liquidata in favore dei dirigenti soltanto a seguito di un accertamento valutativo, previamente disciplinato dall’ente ed in ogni caso svolto da un organo terzo ed imparziale, in ordine al livello di raggiungimento degli obiettivi preventivamente fissati dall’amministrazione, ed ha  altresì ricordato che il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 5 anni decorrenti  dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero in caso di occultamento doloso, dalla data della sua scoperta.
Pertanto, la Corte dei Conti, Sez. giurisdizionale Lombardia, nella sentenza in commento, accogliendo la richiesta della Procura Regionale, ha condannato  il Presidente e il dirigente dell’ente al pagamento in favore della Provincia della somma complessiva di euro 2.908,88 a titolo di danno erariale, con addebito in parti uguali, ritenendo sussistente il danno erariale cagionato alla Provincia per aver violato le disposizioni in materia di valutazione della performance, la cui definizione procedimentale è stata formalizzata senza la necessaria acquisizione delle conclusioni del Nucleo di Valutazione dell’ente.
Leggi la sentenza

Dall’ufficio al salotto: con lo smart working rischio tsunami per il mercato immobiliare

Mentre il governo tedesco si prepara a introdurre l’obbligo per l’aziende a concedere il lavoro agile a chi lo richiede, uno studio Deutsche Bank mette in guardia: il massiccio travaso di lavoratori verso le abitazioni potrebbe avere pesanti ripercussioni sul settore edilizio. Ma la maxi trasformazione potrebbe anche rivelarsi conveniente per lavoratori e imprese.

Palermo, al Centro per l’impiego si torna a lavorare in smart working. La decisione dopo la scoperta di un positivo asintomatico

Si torna all’epoca del lockdown. Dopo la scoperta di un positivo asintomatico il Centro per l’impiego di Palermo corre ai ripari: già da stamattina, e almeno fino al 18 settembre, l’ufficio di via Praga al 100 per cento in smart working. La decisione è stata comunicata ieri sera ai sindacati dal dirigente generale Giovanni Bologna e dal dirigente del servizio Vincenzo Spartà.

P.a., smart working condizionato – Sì al lavoro agile se non compromette l’efficienza dei servizi

La precisazione è stata inserita nel decreto Semplificazioni. Cosa cambia dal 15 settembre

di Luigi Oliveri
Smart working sì, ma solo «a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente».
Il maxiemendamento al disegno di legge di conversione del dl 76/2020, cosiddetto decreto Semplificazioni (convertito ieri in legge dalla Camera dei deputati) ha aggiunto la precisazione vista sopra alle previsioni dell’articolo 263 del decreto Rilancio (dl n. 34/2020).
Il risultato è evidentemente l’ulteriore riduzione del numero dei dipendenti pubblici che potranno essere disposti in lavoro agile….continua a leggere

DECRETO PRESIDENZIALE 13 agosto 2020. Approvazione, per l’anno 2020, della rideterminazione delle dotazioni organiche della dirigenza e del comparto non dirigenziale dell’Amministrazione regionale

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 47 dell’11 settembre 2020 il decreto presidenziale 13 agosto 2020 con cui è stata approvata, per l’anno 2020, la rideterminazione delle dotazioni organiche della dirigenza e del comparto non dirigenziale dell’Amministrazione regionale.

Scuola, divario Nord-Sud sullo stipendio dei docenti: torna il tema delle gabbie salariali. “A parità di mansioni, secondo il sindaco di Milano Sala, un lavoratore di Reggio Calabria dovrebbe avere una retribuzione minore rispetto ad un lavoratore di Milano

Ma siamo veramente sicuri che a Milano il costo della vita (a parte il costo degli immobili e degli affitti in centro) è più alto rispetto ad altre citta?

Non mi pare (anzi sono certo) che le catene dei supermercati (Conad, Coop, Despar, Famila, Decò, Esselunga, etc. applichino prezzi diversi da città a città, quindi la spesa costa lo stesso a Milano, a Palermo o a Reggio Calabria.

Non mi pare (anzi sono certo) che le catene di abbigliamento come Zara, H&M, Zuiki, Tommy Hilfiger, Pinko, Alcott, Harmont & Blaine, Liu Jo, etc. o di scarpe come Bata, Timberland, Zalando, Foot Locker, Adidas, etc. applichino prezzi diversi da città a città, quindi abbigliamento e scarpe costano lo stesso a Milano, a Palermo o a Reggio Calabria.

Al contrario, al sud si spende molto più che al nord per avere trasporti meno efficienti, basta guardare il costo di biglietti e abbonamenti a bus o metro o il costo dei biglietti aerei ad esempio Palermo-Milano A/R o il costo dell’assicurazione auto che al sud è molto più cara che al nord.

Se poi, invece, a Milano devi guadagnare di più per cenare ogni sera al ristorante, magari da Carlo Cracco, o per andare tutti i week end a sciare a Cortina, allora il discorso cambia.


La storia delle gabbie salariali

La differenziazione territoriale degli stipendi era stata introdotta nel 1945 e si è conclusa nel 1969. Si trattava di “tabelle salariali” che applicavano differenziali retributivi per macro aree geografiche con livelli salariali minori al Sud rispetto a quelli al Nord per rispecchiare il diverso costo della vita. Nel Dopoguerra l’Italia era divisa in 14 zone che, nel 1961, erano state dimezzate con una diminuzione dello scarto tra la prima e l’ultima dal 29% al 20%. Dopo anni di lotte e vertenze nazionali dei sindacati, il 21 dicembre 1968 l’Intersind, l’associazione che rappresentava le aziende a partecipazione statale, accettò l’eliminazione delle gabbie seguita successivamente anche da Confindustria.

Le gabbie salariali riproposte nel corso degli anni

Da quando sono state abolite, il tema delle gabbie salariali è stato continuamente riproposto. Dal 2000 è soprattutto la Lega a parlarne con proposte avanzate da Roberto Calderoli e sostenute da Umberto Bossi. Anche Silvio Berlusconi, nel corso dei suoi Governi, si è più volte espresso a favore di un ritorno della differenziazione territoriale dei salari. Nel 2019 è stata la Lega a proporre di reinserire le gabbie salariali durante il vertice sulle autonomie spaccando la maggioranza gialloverde con il M5S che aveva tacciato l’ipotesi come “totalmente inaccettabile”.


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Buoni pasto. Arriva il pos unico

Sarà più semplice utilizzare i buoni pasto elettronici, arriva il Pos unico utilizzabile per tutti i buoni sostitutivi del servizio mensa. A spingere per una forte semplificazione dell’utilizzo del buono pasto elettronico è il decreto approvato definitivamente giovedì 10 settembre alla Camera con cui il Governo punta a ridurre gli adempimenti burocratici e ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese nei rapporti con la pubblica amministrazione e nella vita quotidiana.


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E INTANTO IL GOVERNO VUOLE METTERCI IL BAVAGLIO!

Palermo 9 settembre 2020

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e i suoi fidi scudieri, dopo avere artatamente messo in moto la macchina del fango contro i dipendenti della Regione Siciliana adesso opera impudentemente per “mettere il bavaglio” alle organizzazioni sindacali che si schierano a difesa dei lavoratori e, in particolare, alla più rappresentativa tra queste: il COBAS-CODIR.

Nei giorni scorsi, infatti, l’ARAN Sicilia, su mandato del governo, ha comunicato unilateralmente un taglio inaccettabile delle libertà sindacali che ci ha costretto a presentare un ricorso al TAR contro questo atto della Giunta di Governo e, intanto, a chiedere a tutti gli uffici della Sicilia di convocare i tavoli contrattuali esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro per mancanza, appunto, delle libertà sindacali atte a garantire la presenza del COBAS-CODIR.

Attuato questo ignobile disegno, inoltre, l’ARAN Sicilia, sempre su mandato governativo, sembra adesso volutamente ignorare, del tutto, il proseguimento dei lavori del comitato paritetico per la riqualificazione e riclassificazione del personale: tale atteggiamento la dice lunga sulla reale volontà di questo governo di volere rinnovare la macchina amministrativa mantenendo, invece, un comodo status quo che consenta di continuare a sfruttare tutto il personale in mansioni superiori e/o senza carichi di lavoro che possano rendere dimostrabile il reale merito della forza lavoro.

Oggi, l’Assessore alla Funzione Pubblica, ignorando incredibilmente la mancanza di prerogative sindacali a causa dell’atto autoritario dell’Aran, ha convocato in orario di lavoro i sindacati per discutere di una improbabile riorganizzazione dell’amministrazione che, in realtà, altro non è stato se non l’ennesima recita di un copione già scritto sulla falsariga della tattica “del bastone e della carota”!

I rappresentanti del COBAS-CODIR, presenti nonostante tutto, hanno manifestato e denunciato apertamente l’inconcludenza di questo esecutivo di governo in materia di amministrazione e di personale dimostrato dal fatto che non vi è alcuna reale intenzione di procedere a una seria e completa riqualificazione e riclassificazione di tutto il personale che possa effettivamente contribuire decisamente al rilancio dell’intera macchina amministrativa. E’ chiaro, invece, che si vogliano mantenere le attuali categorie (magari cambiandogli solo nome), a costo zero e favorire, così, l’immissione e la stabilizzazione di personale esterno.

I rappresentanti del COBAS-CODIR hanno respinto questo modus operandi inconcludente e hanno denunciato anche la mancata attuazione dell’istituto contrattuale della PEO per la quale, a detta dello stesso Assessore, si inizieranno a raccogliere i dati a partire dal prossimo mese di novembre lasciando facilmente intuire quanto sarà il tempo necessario per la completa definizione. Questa inattività inaccettabile da parte di tutto l’esecutivo di governo e l’inutilità in essere dimostrata dalla stessa Aran Sicilia causeranno, quindi, l’inevitabile inasprimento delle, già precarie, relazioni sindacali che spingeranno il COBAS-CODIR, sempre più, a esercitare un’azione di controllo capillare sulla politica regionale e sugli atti amministrativi con conseguenti denunce alle autorità giudiziarie su ogni anomalia riscontrata.