Sopralluoghi contro statali assenteisti, in attesa dei controlli su iride o impronte digitali

Sopralluoghi per contrastare l’assenteismo nel settore pubblico, in attesa di novità tecnologiche che possano stroncare il fenomeno dei “furbetti del cartellino”. In un’intervista a Radio 1, il ministro della P.A., Giulia Bongiorno, parla delle iniziative messe in campo e insiste sul riconoscimento biometrico come strumento per combattere l’assenteismo.

Relativamente alla valutazione dei dirigenti della P.A. “Occorre creare dei giudici terzi” per valutare le prestazioni dei dirigenti pubblici, che “siano neutrali, non nemici ma neanche amici” ha detto il ministro.

Visita fiscale Inps: investigatore privato dopo il medico, quando arriva

Secondo la nuova normativa, infatti, il dipendente che si dà assente per malattia, è soggetto ad accertamenti medici dalla rete dei professionisti sanitari dell’Inps sin dal primo giorno di malattia. E anche se quest’ultima dura un solo giorno. In caso di dipendenti dal comportamento sospetto, il datore di lavoro può anche scegliere di assumere un investigatore privato per indagare sulla condotta del dipendente durante il periodo di malattia. E, nell’eventualità di comportamento scorretto rilevato, procedere al licenziamento per giusta causa.

Sentenza della Corte di giustizia Ue. La reperibilità è “orario di lavoro” e va pagata

Secondo i magistrati europei in determinate circostanze la reperibilità va compresa nell’orario di lavoro. Questo perché il dipendente è limitato nelle sue azioni e non può riposarsi come dovrebbe.

Ci sono dei settori ad esempio in cui viene chiesto al dipendente di presentarsi al lavoro con la massima urgenza; ed è proprio a questi che fa riferimento una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea secondo la quale in determinati casi la reperibilità va considerata a tutti gli effetti come orario di servizio.

Ciò naturalmente non vale quando la reperibilità non presenta quel parametro di urgenza rilevato dalla Corte di Giustizia; qualora al dipendente venga chiesto di essere solamente a disposizione del datore di lavoro – affinché questo possa contattarlo in qualsiasi momento – la reperibilità non sarebbe compresa nell’orario di lavoro.

Lavoro fasullo per 1.800 precari: la Corte dei conti chiede che ex presidente e assessori risarciscano cifre record

Repubblica del 14 luglio 2018

La procura regionale della Corte dei conti ha citato in giudizio per danno all’erario l’ex giunta regionale guidata da Rosario Crocetta e gli assessori Ester Bonafede, Nino Bartolotta, Luca Bianchi, Lucia Borsellino, Dario Cartabellotta, Mariella Lo Bello, Nicolò Marino, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti e Linda Vancheri, l’ex dirigente del Lavoro Anna Rosa Corsello e gli ex dirigenti del Ciapi.

Sono accusati di aver dissipato 35 milioni di euro di fondi europei e statali che avrebbero dovuto essere utilizzati per retribuire l’attività di formazione e di politiche attive del lavoro espletata, per otto mesi, da circa 1.800 ex sportellisti a favore di novemila cassintegrati.

Lo scandalo Ciapi per il progetto Spartacus scoppiò nel 2014. In base alle indagini della Guardia di finanza scattate dopo un esposto di alcuni ex sportellisti, si appurò che pressoché nessuna attività lavorativa era stata fatta e che, invece di operare in uffici del dipartimento Lavoro, gli ex sportellisti erano stati assegnati ad alcune scuole e ad altri rami dell’amministrazione ma sempre per restare sostanzialmente inattivi, almeno secondo quanto dichiarato da alcuni capi di istituto.

Partecipate, corsa per le assunzioni. Tutti dall’albo o via a nuovi concorsi

Di Jastrow (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia CommonsL’articolo di LiveSicilia parla di società partecipate, ma è molto interessante perché illustra alcuni principi dettati dalla costante giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia di assunzione di personale, ovvero: per assumere in categorie medio-alte ci vogliono i concorsi.

 

Tagli agli Stipendi dei Dipendenti Pubblici? Nuovo stop alle spese nella PA

Dal congelamento della spesa corrente, agli stipendi pubblici. Ecco cosa prevederebbe il nuovo piano del Ministro dell’Economia Giovanni Tria. 

Dopo aver fermato in Consiglio dei ministri tutte le proposte che non hanno adeguate coperture finanziarie il ministro ha in mente altro. Bocciate già la flat tax che piace tanto alla Lega e il reddito di cittadinanza che sta a cuore al Movimento 5 Stelle. Ora il neo ministro pensa di congelare la spesa pubblica, ma solo quella corrente, per almeno tre anni.

Il che significa bloccare a quota 727,7 miliardi di euro la quota di spesa primaria nominale che la Pubblica Amministrazione fa ogni anno.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato la delibera con le motivazioni dell’impugnativa della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 – Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018

I commi 3 e 4 dell’art. 22 della LEGGE 8 maggio 2018, n. 8 . Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale, impugnati per mancanza di copertura finanziaria.


Dettaglio impugnativa

Relativamente al comma 3 dell’art. 22 introduce un’ipotesi di collocamento anticipato in quiescenza in deroga alla disciplina statale vigente, quindi disciplinando una materia rimessa alla competenza legislativa esclusiva statale ai sensi dell’art. 117 Cost. comma 1 lett. o) (“previdenza sociale”), con conseguente violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della carta costituzionale. L’estensione della platea di soggetti potenzialmente in grado di usufruire di un’anticipazione sul collocamento a riposo è inoltre suscettibile di determinare maggiori oneri previdenziali per anticipo di trattamento di fine servizio che non risultano in alcuna misura quantificati né aventi copertura; ciò con conseguente aggravio sulla finanza pubblica, e violazione dei principi di cui all’art. 81 della Costituzione.

Il comma 4 dell’art. 22 comporta maggiori oneri previdenziali e maggiori oneri per la finanza pubblica non quantificati né coperti in quanto consente anche l’anticipo della liquidazione della buonuscita anche con riferimento a soggetti già andati in pensione (e in attesa della liquidazione), in contrasto con l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione.