Fondi Ue per 260 milioni bloccati alla Regione, se ne occupano solo 11 dipendenti su 16mila

Nella Regione con 16mila dipendenti ci sono 260 milioni per le imprese che innovano, ma non i soldi per sbloccare i progetti. E il rischio, con il ritmo attuale, è che per i bandi già pubblicati la graduatoria arrivi anche fra un anno e mezzo: all’assessorato alle Attività produttive, infatti, i dipendenti che si occupano di sei programmi europei per i quali sono state presentate complessivamente quasi 3.500 domande sono solo undici, e per analizzarle si viaggia al ritmo di sei pratiche al giorno. La soluzione? Al momento non c’è, visto che i dipendenti del dipartimento sono in tutto 134, più 20 distaccati a Catania, e ovviamente ci sono altri compiti di cui occuparsi: «Le risorse umane – allarga le braccia il dirigente generale, Alessandro Ferrara – sono quelle che sono. Se le spostassi da altri servizi rischierei di provocare un danno erariale».

Dal 2019 in pensione a 67 anni. Cosa accadrà a chi ha presentato istanza di prepensionamento ai sensi della L.r. 9/15?

Sembra ormai certo. Tranne che per i lavori gravosi (elencati sotto) dal 2019 i lavoratori del settore pubblico e privato potranno andare in pensione a 67 anni.

Al momento sono 15 le categorie di persone per cui non scatterà l’aumento dell’età pensionabile che dovrebbe rimanere ferma a 66 anni e sette mesi come adesso, invece degli annunciati 67 anni che scatteranno per tutti gli altri. Ma il numero delle categorie escluse dall’aumento potrebbe salire ancora.

Ecco quali sono le categorie esentate:
1 – operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
2 – conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
3 – conciatori di pelle e pellicce
4 – conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
5 – conduttori di mezzi pesanti e camion
6 – personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
7 – addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
8 – insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
9 – facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
10 – personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
11 – operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
12 – operai agricoli
13 – marittimi (voce nella quale rientrano anche i pescatori)
14 – i siderurgici
15 – stampatori a caldo

Premesso quanto sopra, cosa accadrà ai dipendenti regionali che hanno presentato istanza di prepensionamento ai sensi della L.r. 9/15?

Già la circolare n. 70272 del 25 maggio 2015, esplicativa degli articoli 51 e 52 della l.r. 7 maggio 2015, n. 9 – Riforma del sistema pensionistico e collocamenti in quiescenza anticipati, avvertiva che dal 2019 i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia e contributivi per la pensione anticipata avrebbero potuto essere ulteriormente incrementati per l’adeguamento alle speranze di vita, ai sensi dell’art. 12, comma 12 bis del D.L. n. 78/2010.

Fermo restando che coloro che hanno presentato istanza di prepensionamento per raggiungimento del requisito di massima contribuzione pre-fornero (40 anni) non subiranno nessuna variazione, chi potrebbe vedersi spostare in avanti la data di prepensionamento sono tutti coloro che hanno presentato istanza di prepensionamento per vecchiaia con requisito pre-fornero che dal 2015 era 65 anni e 3 mesi, dal 2016 è passato a 65 anni e 7 mesi e che, dal 1° gennaio 2019, passerà a 66 anni.

Potrebbero vedersi spostare in avanti di 5 mesi la data di prepensionamento anche coloro che avevano avanzato istanza di prepensionamento con il sistema delle quote (pensione di anzianità). Dal 1° gennaio 2019 la “quota” passa da 97,7 a 98 i cui requisiti minimi sono 62 anni e 36 anni di contributi o 63 anni e 35 di contributi.

In conclusione, a parte lo slittamento di 5 mesi per potere essere collocati in quiescenza, potrebbero vedersi esclusi dal prepensionamento tutti coloro che, alla data ultima prevista per il prepensionamento (31/12/2020), non avrebbero più il requisito minimo di età richiesto (66 anni per la pensione di vecchiaia e 62 anni per la “quota”.

Pensione a 67 anni niente rinvio

La Sicilia del 3 novembre 2017

Il meccanismo che lega l’età pensionabile alla speranza di vita non è in discussione. Il governo conferma che dal primo gennaio del 2019 l’età per la pensione s’innalzerà fino alla soglia dei 67 anni. Per uscire dal lavoro ci vorranno cinque mesi in più che, però, potrebbero essere risparmiati a quanti per una vita hanno svolto attività particolarmente faticose, riconosciute come usuranti.

Blocco stipendi: spetta risarcimento dal 2010

Il mancato rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici è illegittimo e incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che nel 2015 ha affermato che il blocco della contrattazione collettiva viola la legge.  I dipendenti pubblici, infatti, hanno diritto all’adeguamento annuale del loro stipendio in base  all’aumento del costo della vita. Di contro, questo adeguamento non si verifica dal 2010.  Di conseguenza, dal 2010 ad oggi i dipendenti pubblici hanno subito l’illegittimo blocco degli stipendi e, pertanto, hanno diritto sia ad un indennizzo che ad un risarcimento. Ma procediamo con ordine.

Incrementi stipendiali, stabilizzazioni, assunzioni e taglio delle tasse. Che fine ha fatto la finanziaria di Crocetta? Baccei ad Armao: «La Finanziaria? Non è stata più approvata»

Giornale di Sicilia del 12 novembre 2017

Sparisce la Finanziaria annunciata dal governo Crocetta prima della chiusura del mandato: non ce n’è alcuna traccia tra i provvedimenti ufficiali approvati dalla giunta e pubblicati sull’albo online. «La cerco da giorni, ma non si trova» afferma anche il vice presidente designato della Regione, Gaetano Armao a cui è destinata la delega all’Economia. Per Armao la manovra da tanti ribattezzata «manovra elettorale» è solo l’ennesimo «pasticcio» ereditato dai predecessori: «Della Finanziaria, di cui l’assessore all’Economia di Crocetta, Micari avrebbe anticipato i contenuti (meno gettito, ma con incrementi stipendiali, stabilizzazioni, assunzioni e taglio delle tasse nel 2018) che sarebbe stata approvata in giunta, non c’è traccia».

L’ex assessore all’Economia Alessandro Baccei ammette: «Poi non abbiamo più approvato la Finanziaria in giunta».

Burocrati, ecco le poltrone che salteranno

Repubblica del 12 novembre 2017

Nello Musumeci prende in mano il dossier spoils system. Il presidente eletto, che si insedierà la prossima settimana, ha chiesto un parere sui margini di manovra per la rotazione dei dirigenti: la legge gli consente lo spostamento dei burocrati scelti dalla giunta di Rosario Crocetta, ma non è chiaro se sia necessario pagare loro un indennizzo.

Troppo lavoro fa male al cuore

Troppo lavoro fa male al cuore. A questa conclusione è giunta la Corte di cassazione che ha respinto il ricorso dell’Inps e confermato che la malattia coronarica, da cui era affetto un avvocato dell’Inpdap, doveva essere considerata causa di servizio. Per la Suprema corte, il professionista, di 36 anni, all’età a rischio univa la familiarità per malattie cardiovascolari e, soprattutto un grande stress da lavoro. Il dipendente, infatti, non solo rappresentava l’ente pubblico nelle controversie di merito ma assumeva su di una serie di incarichi di grande responsabilità assolvendo anche il ruolo di: Responsabile per la sicurezza, componente del Servizio autonomo attività ispettive e per le procedure di delegificazione.

Statali, congedi per le unioni civili e assunzione dei precari. Sì anche alle «ferie solidali»

Il Messaggero del 9 novembre 2017

Stessi congedi e permessi. Incluse le due settimane retribuite per l’eventuale viaggio di nozze. Così le unioni civili entrano anche negli uffici pubblici. Al pari dei matrimoni. È scritto nero su bianco nella bozza del nuovo contratto degli statali presentato ieri dall’Aran ai sindacati. Sì anche alle «ferie solidali»: i lavoratori statali potranno cedere, volontariamente e gratuitamente, parte dei propri giorni di riposo a colleghi in difficoltà.

Maglie larghe sulla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Proroga delle graduatorie per 4 mila vincitori di concorso e 157 mila idonei. Ma, soprattutto, una forte accelerazione sulla firma del nuovo contratto degli statali. Ieri la ministra Marianna Madia, rispondendo ad alcune interrogazioni, ha spiegato che le assunzioni dei precari della pubblica amministrazione, avranno maglie più larghe. Chi ha lavorato tre anni negli

ultimi otto in una Pa, ed è entrato con un concorso, sarà automaticamente assunto.

Basterà aver partecipato ad una sola selezione e la stabilizzazione sarà garantita. La misura, secondo le stime, dovrebbe comportare 50 mila nuovi ingressi.

 

Regione, Gaetano Armao parla da vicepresidente. Riferimenti a Baccei – come può prevedere aumenti degli stipendi se le entrate sono minori?»

Uno scenario a dir poco misterioso e su cui occorre con urgenza «un’operazione verità». È quanto bisognerebbe fare nei confronti dei conti pubblici regionali secondo Gaetano Armao, vice presidente designato con delega all’Economia della giunta Musumeci, che stamattina ha parlato con i giornalisti della situazione finanziaria poco chiara lasciata dalla precedente amministrazione e di una mortificazione dello Statuto siciliano. «Serve un’operazione verità sul bilancio e sulla programmazione lasciata da Crocetta e Baccei – ha dichiarato Armao -.

Passaggi che Armao non tralascia di criticare duramente anche nel merito. «È possibile che un bilancio con minori entrate possa prevedere una riduzione fiscale e incrementi stipendiali?», ha domandato.

Rinnovo contratti Pubblico Impiego: è iniziato il mese decisivo

Rinnovo contratti Pubblico Impiego: entro la metà di novembre all’ARAN verranno aperte tutte le trattative con i sindacati per i rinnovi contrattuali nel comparto pubblico. I sindacati sono in pressing affinché si acceleri e si chiudano entro dicembre almeno due contratti per i dipendenti delle Funzioni centrali e della Sanità, dopo l’approvazione della Legge di Bilancio in Parlamento. Nel frattempo, questa settimana, l’8 novembre, riparte il tavolo sulle Funzioni centrali, il 9 si avvia quello su Istruzione e Ricerca, nel quale ci sono anche circa 1 milione di dipendenti della Scuola. Il 14 novembre è previsto l’avvio della trattativa sugli Enti locali.