Si torna a parlare di stop ai premi “a pioggia” nella Pubblica Amministrazione, puntando il dito contro la distribuzione indifferenziata dei fondi di produttività. Una necessità ribadita anche dai recenti approfondimenti di LentePubblica, che invocano una netta inversione di rotta verso il merito.
Il problema di fondo, però, è un altro e spesso viene abilmente taciuto: come si fa a premiare il merito se mancano parametri di valutazione davvero oggettivi?
Nella realtà quotidiana di moltissimi enti, la misurazione della performance rischia di trasformarsi in una chimera. Spesso i criteri adottati sono vaghi, autoreferenziali e affidati quasi totalmente all’ampia discrezionalità dei dirigenti. Senza indicatori trasparenti, misurabili e uguali per tutti, il rischio concreto è duplice: da un lato si mantengono i vecchi premi mascherati, dall’altro si rischia di aprire la strada a logiche di favoreggiamento o a valutazioni arbitrarie che nulla hanno a che spartire con la produttività reale.
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