Incostituzionale il pagamento in ritardo della liquidazione?

Il pagamento della liquidazione con un tale ritardo potrebbe risultare incostituzionale. Sulla questione si è pronunciato lo scorso aprile il Tribunale del Lavoro di Roma, che si è occupato del caso di un lavoratore che ha dovuto attendere 27 mesi per avere la liquidazione. Per i giudici il trattamento di fine rapporto deve essere retribuito in tempi più celeri. Testualmente, il lavoratore, “specie se in età avanzata, in molti casi si propone di recuperare una somma già spesa o in via di erogazione per le principali necessità di vita”. Tramite la percezione del trattamento, in breve, è finalmente abile a fronteggiare definitivamente gli impegni finanziari già assunti. La decisione finale è stata rimessa alla Corte Costituzionale che valuterà l’illegittimità dei pagamenti ritardati della liquidazione ai dipendenti pubblici.

Pa, via libera del Cdm al ddl concretezza. Si parte con il piano assunzioni

Il consiglio dei ministri ha adottato un ddl in materia di pubblica amministrazione, che sarà alla base del mega piano di assunzioni nella pa. «Abbiamo adottato un Ddl sulla concretezza delle azioni delle Pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo», ammuncia poi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al termine della riunione, aggiornando i giornalisti su un altro provvedimento di cui era previsto il semplice esame preliminare. Un ddl che nasce «dall’esigenza di un’effettiva semplificazione della Pa», ha spiegato il ministro della Pa, Giulia Bongiorno.

Assenza visita fiscale: cosa scrivere nella lettera di giustificazione se non si è reperibili

Ci siamo occupati più volte, anche alla luce delle nuove regole sulle visite fiscali, dei casi di irreperibilità. Posto che il lavoratore in malattia, salvo le eccezioni previste, è tenuto a rispettare le fasce orarie di reperibilità, che cosa accade se è impossibilitato a farlo? C’è modo di prevenire i controlli del medico Inps evitando sanzioni?

Via all’uso delle impronte digitali contro i «furbetti» del cartellino

Corriere della Sera del 14 settembre 2018

Lotta dura ai «furbetti», ma anche ai «furboni» delle inefficienze. Un neonato «Nucleo della concretezza» per individuarli. E un piano di ricambio generazionale con assunzioni che «puntano sulla professionalità», attraverso lo sblocco del turnover (per ogni dipendente che esce un altro ne entra).

Corriere della Sera – Via all`uso delle impronte digitali contro i «furbetti» del cartellino

Danno erariale derivante dalla manipolazione della rilevazione delle presenze orarie

Danno erariale derivante dalla manipolazione della rilevazione delle presenze orarie

Pubblicato il 12 settembre 2018


Il dipendente pubblico che attesta falsamente la propria presenza in ufficio, mediante la reiterata alterazioni delle presenze registrate dal sistema informatico, viola un fondamentale obbligo di servizio, rappresentato dal dovere di fornire la prestazione di lavoro secondo le condizioni previste dal rapporto di impiego intrattenuto con la propria amministrazione, cagionando alle pubbliche finanze un danno pari alla retribuzione da questa indebitamente erogata senza ricevere in cambio la corrispondente attività lavorativa.

Questo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti, sez. giur. Abruzzo, con la sentenza n. 110 depositata il 6 settembre 2018.

Nel caso di specie, nell’ambito di verifiche dei sistemi di gestione del personale, era emerso che il dipendente aveva effettuato numerosi e reiterati interventi manuali sul sistema di rilevazione delle presenze, al fine di manipolare gli orari di ingresso e di uscita: questi era solito entrare in ritardo, uscire in anticipo, assentarsi in pausa anche per la durata di ore, aggiustando poi le rilevazioni delle presenze a suo piacimento con lo scopo evidente di frodare l’amministrazione a proprio vantaggio.

La procura contabile aveva convenuto in giudizio il dipendente, ritenuto responsabile di aver causato all’ente un danno patrimoniale e un danno da disservizio, pari al costo delle risorse umane impiegate per individuare le fraudolente attestazioni della presenza in servizio e per seguire il procedimento.

I giudici contabili hanno accolto la pretesa risarcitoria promossa dalla procura, tenuto conto che da tale illecito comportamento del dipendente discende, in modo consequenziale, l’effettuazione, da parte dello stesso, di una prestazione lavorativa oraria sistematicamente inferiore rispetto a quella dovuta o comunque rispetto a quella artificiosamente fatta risultare nel sistema di rilevazione delle presenze.

A ciò deve aggiungersi il dispendio di risorse pubbliche cagionato dalle successive attività di individuazione e repressione dell’illecito.

Leggi la sentenza
CC Sez. Giur. Abruzzo del. n. 110 -18

L’austerità Ue ha impoverito la Svezia e massacrato il welfare, mentre la Norvegia, rimasta fuori dall’Ue, è diventata più ricca

ItaliaOggi dell’11 settembre 2018

Dietro i risultati elettorali registrati domenica scorsa in Svezia ci sono alcuni numeri che rivelano come e perché il partito socialdemocratico svedese, al governo da tempo immemore, abbia subito una pesante battuta d’arresto ad opera del partito populista e sovranista. Premessa doverosa: la Svezia è entrata nell’Unione europea nel 1995, mentre la Norvegia non lo ha fatto. Risultato: in poco più di 20 anni la classe media della Norvegia ha superato in termini di benessere quella della vicina Svezia, che era da sempre considerata un modello di welfare a livello mondiale: un primato che i socialdemocratici svedesi si sono sempre appuntati sul petto come una medaglia politica, garantendosi decenni di guida governativa.

Ora lo scenario si è capovolto. Prendiamo i salari. Tra il 2000 e il 2016 la retribuzione media dei norvegesi, espressa in dollari, è passata da 35.800 a 46.400 l’anno, con un rialzo del 31%. Anche in Svezia, nello stesso periodo, c’è stato un aumento delle retribuzioni, ma più modesto: da 29.800 a 31.600 dollari….continua a leggere