La Funzione Pubblica trasmette alle organizzazioni sindacali la metodologia applicativa prevista dal SMVP 2026. Valutazione anonima tramite il portale S.G.P., questionario di 10 domande e possibilità di ridurre fino a 5 punti il punteggio del dirigente.
In basso trovi il documento in PDF.
Con nota prot. n. 81190 dell’11 settembre 2026, il Dipartimento regionale della Funzione Pubblica ha trasmesso alle organizzazioni sindacali, a titolo di informativa ai sensi dell’art. 4 del CCRL 2022/2024, la “Metodologia applicativa per la valutazione dal basso”.
Si tratta del documento che mancava per rendere concretamente operativo uno degli elementi di maggiore novità introdotti dal Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance (SMVP) 2026.
La cosiddetta valutazione dal basso era stata infatti introdotta con l’aggiornamento del SMVP, prevedendo che i dirigenti delle strutture intermedie e di base valutassero il dirigente apicale del Dipartimento o Ufficio di appartenenza e che il personale del comparto non dirigenziale valutasse il dirigente della struttura presso cui è assegnato.
Adesso l’Amministrazione ha definito le modalità concrete attraverso le quali questa nuova forma di valutazione verrà effettuata.
Chi sarà chiamato a valutare
La metodologia individua tre categorie di soggetti coinvolti:
- il personale del comparto non dirigenziale di ruolo della Regione Siciliana;
- i dirigenti delle strutture intermedie e di base;
- i dirigenti apicali.
Il personale del comparto potrà esprimere la propria valutazione sul dirigente della struttura presso cui è assegnato soltanto se, al 31 dicembre dell’anno di riferimento, risulta incardinato nella struttura da almeno sei mesi.
Analogamente, i dirigenti di struttura intermedia e di base potranno valutare il dirigente apicale del Dipartimento o dell’Ufficio cui afferiscono se hanno maturato almeno sei mesi di permanenza nella struttura.
Anche il dirigente valutato deve aver svolto l’incarico per un periodo non inferiore a sei mesi.
Il documento precisa inoltre che il periodo di sei mesi deve essere coincidente tra valutatore e valutato e che dal calcolo devono essere esclusi eventuali periodi di aspettativa.
Cosa succede in caso di incarico ad interim
La metodologia disciplina anche una situazione particolarmente frequente nell’Amministrazione regionale: gli incarichi ad interim.
I dirigenti che abbiano ricoperto un incarico ad interim per almeno sei mesi nel corso dell’anno potranno essere valutati dal personale del comparto presente nella struttura, sempre nel rispetto delle condizioni generali previste.
La disposizione riguarda sia le unità operative di base prive di titolare e affidate ad interim al dirigente della struttura intermedia, sia gli incarichi ad interim di strutture amministrative intermedie conferiti a dirigenti di altre strutture del medesimo Dipartimento o struttura equiparata.
Il dirigente ad interim, invece, potrà esprimere la valutazione del dirigente apicale soltanto nella struttura nella quale è titolare di incarico.
Una precisazione riguarda anche le strutture gestite direttamente dal dirigente generale: se non è stato conferito un incarico ad interim, il personale incardinato nella struttura non potrà esprimere la valutazione sul dirigente generale.
La valutazione sarà anonima
Uno degli aspetti più delicati dell’intera procedura riguarda naturalmente la tutela del dipendente chiamato a valutare il proprio dirigente.
La Funzione Pubblica chiarisce che la valutazione sarà effettuata in forma anonima attraverso il Portale del dipendente – Sistema di Gestione del Personale (S.G.P.).
L’accesso avverrà mediante SPID o CIE, ma il sistema sarà configurato in modo da dissociare informaticamente il dato inserito dal nome del valutatore.
Questo significa che l’identificazione del dipendente sarà necessaria per accedere al sistema, ma il voto espresso non dovrà essere riconducibile al singolo valutatore.
Si tratta evidentemente di una garanzia fondamentale, considerato che il dipendente potrebbe trovarsi a valutare direttamente il proprio superiore gerarchico.
Non è un obbligo, ma un’opportunità
Un’altra precisazione contenuta nel documento è particolarmente significativa.
L’Amministrazione afferma espressamente che la valutazione dal basso, pur essendo prevista dal SMVP, “non costituisce un obbligo ma una opportunità” nell’ottica del miglioramento dell’Amministrazione.
Pertanto il dipendente avente diritto potrà scegliere se partecipare o meno alla procedura.
Tuttavia, esiste una conseguenza importante per chi non partecipa: il potenziale valutatore che non accede alla piattaforma nel periodo previsto perde il diritto di esprimere la propria valutazione.
Quando si potrà votare
La valutazione non sarà effettuata durante l’anno di riferimento, ma nell’anno successivo.
L’Amministrazione comunicherà l’apertura di uno specifico “periodo di valutazione” della durata di 15 giorni.
All’interno di questo periodo gli aventi diritto potranno accedere al portale S.G.P. ed effettuare la valutazione.
Una volta espresso il voto, il sistema impedirà un secondo accesso finalizzato a modificare o ripetere la valutazione.
Dieci domande in cinque aree
La valutazione avverrà attraverso un questionario composto da 10 domande, suddivise in cinque aree di competenza.
Leadership e gestione del personale
- Capacità di motivare, coinvolgere e valorizzare le attitudini dei collaboratori;
- Capacità di ascolto e gestione dei conflitti.
Trasparenza e comunicazione
- Chiarezza nell’esprimere le decisioni;
- Rispetto delle regole e dell’etica pubblica.
Capacità organizzativa
- Pianificazione efficace delle attività;
- Gestione efficiente delle risorse umane.
Orientamento ai risultati
- Attenzione ai bisogni dell’utenza;
- Capacità di risolvere i problemi.
Clima e benessere organizzativo
- Benessere lavorativo percepito;
- Clima di fiducia instaurato.
Per ciascuna domanda viene utilizzata una scala di valutazione articolata in cinque livelli:
- eccellente: 0,5
- buono: 0,4
- sufficiente: 0,3
- mediocre: 0,2
- insufficiente: 0
Il questionario deve essere completato in tutti i suoi campi affinché la procedura produca un esito.
Una valutazione valida solo con almeno il 40% dei votanti
Un’altra garanzia prevista dalla metodologia riguarda la validità della valutazione.
Il risultato sarà considerato valido soltanto quando saranno contemporaneamente rispettate due condizioni:
- abbia votato almeno il 40% degli aventi diritto;
- siano stati compilati almeno 3 questionari per struttura.
Se entrambe le condizioni sono rispettate, sulla scheda del dirigente sarà riportata la media aritmetica dei voti espressi.
Se invece non viene raggiunta la percentuale minima dei votanti e/o non vengono raggiunti i tre questionari, il risultato non avrà effetti sulla valutazione individuale del dirigente.
I dati raccolti saranno comunque trattati in forma aggregata e a fini esclusivamente statistici.
La soglia dei tre questionari rappresenta, evidentemente, un elemento importante anche sotto il profilo della tutela dell’anonimato.
La valutazione dal basso può togliere fino a 5 punti
Ma veniamo all’aspetto forse più importante della nuova metodologia.
La valutazione dal basso non costituisce una semplice indagine sul clima organizzativo.
Quando viene raggiunta la soglia di validità prevista, il risultato incide concretamente sulla valutazione della performance individuale del dirigente.
Il punteggio massimo attribuibile attraverso la valutazione dal basso è 5.
Se il dirigente ottiene 5, il punteggio già conseguito attraverso la valutazione della performance operativa e del comportamento organizzativo viene confermato.
Se invece ottiene un punteggio inferiore a 5, la valutazione complessiva viene ridotta della differenza rispetto al punteggio massimo.
L’esempio fornito dall’Amministrazione è particolarmente chiaro.
Un dirigente che abbia ottenuto:
- Performance operativa: 70
- Comportamento organizzativo: 27
- Valutazione dal basso: 2
avrà un punteggio complessivo pari a:
97 – (5 – 2) = 94
In sostanza, la valutazione dal basso può determinare una riduzione fino a 5 punti della valutazione complessiva della performance individuale.
Il dirigente potrà conoscere il risultato
La metodologia prevede inoltre che, una volta completato il processo di valutazione, il dirigente possa ricevere un feedback più dettagliato.
I dirigenti che abbiano ricevuto una valutazione dal basso valida potranno infatti visualizzare sulla piattaforma S.G.P. la ripartizione del voto tra le diverse aree di competenza.
L’obiettivo dichiarato è quello di fornire al dirigente un feedback utile per individuare eventuali aspetti sui quali migliorare.
Per il dirigente non apicale, il dato della valutazione dal basso sarà visibile soltanto dopo la conclusione della valutazione effettuata dal dirigente apicale.
Per il dirigente apicale, invece, la visibilità del dato avverrà dopo la valutazione da parte dell’organo di indirizzo politico.
Una novità importante che richiede attenzione
La metodologia finalmente chiarisce molti degli aspetti operativi che avevamo evidenziato come necessari per rendere effettiva la valutazione dal basso.
In particolare, vengono ora disciplinati soggetti coinvolti, requisito dei sei mesi, incarichi ad interim, anonimato, modalità di accesso, questionario, soglia di validità, tempistiche e incidenza del risultato sulla valutazione finale.
Resta tuttavia fondamentale che tutto il personale venga adeguatamente informato sulle modalità di funzionamento della procedura.
La valutazione dal basso introduce infatti un cambiamento significativo nei rapporti organizzativi dell’Amministrazione regionale: per la prima volta il personale del comparto viene chiamato ad esprimere una valutazione che, quando valida, può incidere direttamente sul punteggio della performance individuale del proprio dirigente.
Proprio per questo motivo sarà importante che la procedura venga applicata in maniera uniforme in tutte le strutture regionali, garantendo effettivamente l’anonimato e mettendo il personale nelle condizioni di comprendere correttamente il significato delle singole domande e delle modalità di compilazione.
Se utilizzato correttamente, il nuovo strumento può rappresentare un’occasione per far emergere criticità organizzative che difficilmente possono essere colte attraverso una valutazione esclusivamente gerarchica.
Ma, proprio perché il voto può incidere sulla valutazione individuale della dirigenza, sarà necessario prestare la massima attenzione affinché la valutazione dal basso rimanga uno strumento di misurazione serio, obiettivo e orientato al miglioramento dell’Amministrazione, e non diventi terreno per condizionamenti o conflitti personali.