Palermo, 26 maggio 2026 – Per il COBAS-CODIR la risposta è chiara: assolutamente NO!
Sono troppe le questioni ancora aperte e irrisolte: progressioni orizzontali, corretta attribuzione delle famiglie professionali, progressioni verticali previste dal precedente contratto e mai pienamente definite.
Sul nuovo contratto 2025/2027, inoltre, tutto tace. Nessun segnale concreto è arrivato rispetto all’ennesima mancata nomina dei vertici dell’ARAN Sicilia, a favore di una nuova fase commissariale.
Se gli uffici regionali non sono precipitati nel totale collasso amministrativo, il merito è, dunque, grazie allo spirito di sacrificio e alla professionalità del ristretto numero di dipendenti ancora in servizio che, con organici insufficienti e carichi di lavoro sempre più gravosi, continuano a garantire l’andamento degli uffici.
L’incolpevole nuovo Assessore alla Funzione Pubblica, che ha incontrato le OO.SS., si trova quindi davanti una situazione grave, frutto di anni di governance politica miope e incapace di affrontare seriamente il problema del personale regionale.
Eppure il Presidente della Regione è stato più volte informato della gravità della situazione. Tuttavia, al di là dei proclami, continuano a mancare direttive concrete capaci di colmare il pesantissimo divario economico e giuridico che separa i lavoratori regionali siciliani dal resto delle amministrazioni pubbliche.
In assenza di un reale recupero salariale e professionale, sarà impossibile rendere attrattiva l’Amministrazione regionale per nuove assunzioni: i giovani continueranno inevitabilmente a scegliere amministrazioni più moderne, più organizzate e soprattutto più remunerative.
Al quadro complessivo si aggiunga, ad esempio, un ulteriore elemento di criticità che il COBAS-CODIR ritiene gravissimo: nell’erogazione degli arretrati relativi al CCRL 2022/2024, l’Amministrazione ha proceduto, per l’annualità 2023, al riassorbimento dell’una tantum pari all’1,5% dello stipendio, emolumento accessorio riconosciuto dalla normativa nazionale a tutti i dipendenti pubblici. Per il COBAS-CODIR tale trattenuta risulta del tutto indebita e penalizzante per i lavoratori regionali, ai quali viene sottratto un beneficio economico previsto per contrastare la perdita del potere d’acquisto causata dall’inflazione. È inaccettabile che, ancora una volta, siano proprio i dipendenti regionali siciliani a subire interpretazioni restrittive e penalizzanti rispetto a quanto avvenuto in altri comparti pubblici.
È questo il quadro che il COBAS-CODIR denuncia da tempo alla politica siciliana, ricevendo in cambio soltanto rassicurazioni vaghe e inconcludenti che, fino a oggi, si sono tradotte nel nulla assoluto!
La sottoscrizione dei precedenti contratti con il riconoscimento del semplice “minimo sindacale”, peraltro dopo anni di ritardi, non può essere utilizzata da nessuno come strumento di propaganda politica o sindacale: si è trattato esclusivamente di atti dovuti.
Per questo motivo, alla vigilia della nuova stagione contrattuale, il COBAS-CODIR non accetterà ulteriori rinvii né perdite di tempo e denuncerà pubblicamente qualsiasi tentativo di ostacolare ulteriori e più ampie progressioni verticali, il pieno recupero del potere d’acquisto degli stipendi, anche per i neoassunti, la restituzione delle somme indebitamente trattenute ai lavoratori, l’attivazione concreta dell’Area delle Elevate Professionalità, una seria assistenza complementare e assicurativa per tutti i dipendenti, il diritto al lavoro agile realmente accessibile a tutti, la modernizzazione degli apparati informatici regionali e condizioni di lavoro finalmente dignitose.
Qualsiasi tentativo di aggirare o comprimere questi diritti, mortificati da troppi anni di politiche penalizzanti verso il personale, rappresenterebbe un grave ostacolo alla rinascita dell’Amministrazione regionale e il deliberato mantenimento di uno status quo ormai non più tollerabile e il COBAS-CODIR sarà pronto a scendere in piazza per denunciarlo.
COBAS-CODIR