Il Cobas-Codir ha inviato una formale nota al Dipartimento regionale della Funzione Pubblica, alla Ragioneria Generale della Regione Siciliana, al Presidente della Regione, all’Assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica e al Segretario Generale, denunciando i gravi ritardi che continuano a impedire la liquidazione del salario accessorio 2025.
Nella nota si evidenzia come, dopo mesi di attesa, sembrino ormai essere stati superati i due principali ostacoli che avevano rallentato le procedure.
Il primo riguarda il parametro da applicare al personale dell’Area dei Coadiutori. Secondo le informazioni acquisite dal Cobas-Codir, l’ARAN Sicilia avrebbe ormai definito il parere richiesto dall’Amministrazione, confermando l’applicazione dell’unico parametro previsto dalla contrattazione collettiva regionale integrativa per l’intera annualità 2025.
Il secondo concerne la vicenda degli addendum agli accordi decentrati. Il Cobas-Codir sottolinea come, allo stato, non risultino direttive della Ragioneria Generale, disposizioni della Funzione Pubblica o rilievi scritti delle Ragionerie Centrali che abbiano formalmente imposto la sottoscrizione di tali addendum, nonostante ciò abbia comportato un ulteriore rallentamento delle procedure.
Per questo motivo il sindacato ha chiesto alle Amministrazioni interessate di chiarire immediatamente l’origine di tale prassi e di rimuovere ogni ostacolo ancora esistente, procedendo senza ulteriori indugi alla liquidazione delle somme spettanti ai lavoratori.
Il Cobas-Codir ritiene che il tempo delle verifiche e degli approfondimenti sia ormai concluso e chiede che venga finalmente reso noto un cronoprogramma certo per il pagamento del salario accessorio 2025.
In assenza di riscontri entro dieci giorni, il sindacato ha annunciato che valuterà ogni ulteriore iniziativa a tutela dei lavoratori regionali e per l’accertamento delle eventuali responsabilità che hanno determinato gli ingiustificati ritardi.
Di seguito è possibile consultare il testo integrale della nota trasmessa alle Amministrazioni regionali.