Sorpresa dalla Brexit l’economia cresce smentiti i catastrofisti. Il mea culpa del capo economista della Banca d’Inghilterra: “È dal 2008 che sbagliamo previsioni”

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Corriere della Sera del 7 gennaio 2017

Andy Haldane non è stato l’unico in verità ad avere disegnato scenari da incubo: il fronte pro Unione ha agitato a lungo l’arma (perdente) del terrore allo scopo di convincere gli elettori incerti.

A distanza di sei mesi e con in mano i dati della produzione, dell’occupazione e della Borsa di Londra, Andy Haldane alza le mani e chiede scusa: più che i mercati e più che l’economia britannica traballano gli economisti che leggono male il futuro. Abbiamo sbagliato tutto nel 2008 con il terremoto finanziario e abbiamo sbagliato di nuovo tutto con la Brexit.


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Repubblica del 7 gennaio 2017. Per scaricare l’articolo clicca sopra l’immagine

La forte tenuta dell’economia nei sei mesi dopo il referendum del 23 giugno sta provocando grande imbarazzo nella Banca d’Inghilterra, che aveva previsto una recessione in caso di vittoria del “Leave”. Giovedì, il capo economista Andrew Haldane ha accostato le analisi della banca centrale a quelle del meteorologo britannico Micheal Fish, che poche ore prima della “Grande Tempesta” del 1987 aveva detto sulla BBC che non ci sarebbero stati uragani.

Nel caso britannico, nonostante le previsioni buie della maggior parte degli esperti, sull’economia ha continuato a splendere il sole. Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,6% nel terzo trimestre e, negli ultimi tre mesi dell’anno, gli indicatori sull’attività dei diversi settori fanno presagire una crescita dello 0,5%.