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Assenze del dipendente pubblico causa Covid 19: quali decurtazioni si applicano – AGGIORNAMENTO

QUALCHE GIORNO FA HO PUBBLICATO UN ARTICOLO RELATIVAMENTE ALLE DECURTAZIONI DA APPLICARE AL DIPENDENTE PUBBLICO IN CASO DI ASSENZA PER MALATTIA DA COVID-19 (Assenze del dipendente pubblico causa Covid 19: quali decurtazioni si applicano).

PURTROPPO L’ENORME MOLE DI NORME PRODOTTE IN QUESTI MESI E LA LORO STRATIFICAZIONE E SOVRAPPOSIZIONE, CON DECRETI, LEGGI SUCCESSIVE DI CONVERSIONE, DECRETI MINISTERIALI, DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MESSAGGI INPS, ETC. HA INGARBUGLIATO IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO CHE POTREBBE ESSERE MUTATO RISPETTO ALLE FONTI CHE AVEVO PRESO IN CONSIDERAZIONE, TRA CUI UN ARTICOLO PUBBLICATO A FINE OTTOBRE SCORSO (POCO PIU’ DI TRE MESI FA) SU ORIZZONTESCUOLA.IT A PROPOSITO DELLE DECURTAZIONI DA APPLICARE AGLI INSEGNANTI CHE SONO ANCH’ESSI PUBBLICI DIPENDENTI (Quarantena o malattia da Covid equiparata a ricovero ospedaliero: gli insegnanti non fanno didattica a distanza).

STO EFFETTUANDO ALCUNE VERIFICHE CERCANDO DI RICOSTRUIRE IL QUADRO NORMATIVO. QUALCHE CHIARIMENTO, A BREVE, POTREBBE ARRIVARE ANCHE DALLA FUNZIONE PUBBLICA. IN OGNI CASO SEGUIRANNO ULTERIORI AGGIORNAMENTI.


Assenze del dipendente pubblico causa Covid 19: quali decurtazioni si applicano

Assenze del dipendente pubblico causa Covid 19: quali decurtazioni si applicano

Sono tanti i lavoratori pubblici a chiedersi cosa accada nel caso di assenza dovuta al contagio da Covid 19.

Ricordiamo che la normativa vigente è quella disciplinata dal decreto Brunetta.

Cosa prevede il Decreto Brunetta

L’Art. 71 del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 (cosiddetto Decreto Brunetta) “Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioniprevede che Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza e’ corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita.

Caso in cui un pubblico dipendente è in quarantena o contagiato dal Covid -19

Il riferimento normativo è l’art. 87 comma 1 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, come modificato dall’art. 26, comma 1-quinquies, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104 convertito con modificazioni dalla L. 13 ottobre 2020, n. 126 il quale stabilisce che “Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, e’ equiparato al periodo di ricovero ospedaliero e non e’ computabile ai fini del periodo di comporto.


Assenze del dipendente pubblico causa Covid 19: quali decurtazioni si applicano – AGGIORNAMENTO

È confermato. Al dipendente pubblico in quarantena (in malattia certificata) da COVID 19 non si applica la decurtazione per i primi 10 giorni di assenza

Cerificati di malattia: meglio visitare i pazienti

Rischia il danno erariale il medico curante che sottoscrive certificati di malattia senza accertare la patologia dei propri assistiti. Infatti, nella sua attività, egli deve porre la massima attenzione nel compilare i certificati dei propri pazienti, con particolare riguardo ai lavoratori dipendenti pubblici.

È quanto ha sancito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti Toscana, nel testo della recente sentenza n. 479/2012 che ha condannato un medico di base «colpevole» di aver stilato numerose certificazioni mediche nei confronti di un proprio paziente, dipendente pubblico, il quale li ha successivamente utilizzate per evitare di andare al lavoro e dedicarsi alla piena attività di «bomber» in una squadra di calcio militante in Lega Dilettanti.

Visite fiscali, modificata la riforma Brunetta: ritorna la discrezionalità

Le norme sulle visite fiscali sono state modificate.

Il 9° comma dell’articolo 16 della manovra finanziaria (DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98. Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011) ha, infatti, introdotto nuove regole in materia.

Le pubbliche amministrazioni dispongono il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita.

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Solo online la trasmissione dei certificati medici all’Inps. Parte il sistema telematico per le visite di controllo

Con due circolari (117 e 118 del 2011), l’INPS fornisce alcuni chiarimenti in materia di malattia dei dipendenti, pubblici o privati.

La certificazione di malattia va online. L’Inps fa (circolare 117) il punto della situazione sull’articolata normativa in materia e nell’ambitodella completa informatizzazione del flusso della certificazione di malattia. Così, dal 13 settembre, è scattato l’obbligo per i datori di lavoro di utilizzare i servizi messi a disposizione dall’Inps, esonerando il lavoratore in stato di malattia dall’invio dell’attestato.

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Legge Brunetta alla Consulta “Trasforma la malattia in un lusso”

Giudice del lavoro di Livorno solleva la questione di legittimità della norma quando prevede la decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia dei dipendenti pubblici

“Di fatto la malattia diventa un ‘lusso’ che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata ed in ogni caso sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa”.

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