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Assenze tattiche per malattia: legittimo il licenziamento

Con sentenza n. 18283/2019, confermando i due giudizi di merito, la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore che, in maniera continuativa, si era reso colpevole di un uso delle proprie brevi malattie a cavallo di festività o di riposi e con comunicazioni delle proprie assenze al datore di lavoro all’ultimo momento utile, con un atteggiamento intenzionalmente negligente, volto ad eludere le norme legali e quelle della contrattazione collettiva.

Secondo la Corte il comportamento del dipendente si connota come di notevole gravità e tale da recare pregiudizio all’organizzazione aziendale.

Tfr, lo Stato non sa dove mette i miliardi dei lavoratori che le imprese private versano ogni anno all’Inps

Circa 40 diversi capitoli del bilancio dello Stato. In queste voci, non meglio identificabili, è finito il trattamento di fine rapporto di chi non ha aderito alla previdenza complementare. Che ha di fatto complessivamente prestato al Paese circa 34 miliardi di euro in dieci anni senza saperlo e senza ricevere la giusta remunerazione o le adeguate garanzie sulla restituzione del denaro.

Personale regionale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni. Il Cobas-Codir scrive al governo: no a rientri immotivati

Il Cobas-Codir ha appreso informalmente che la governance dell’Amministrazione regionale avrebbe manifestato la volontà di predisporre il progressivo rientro del personale utilizzato in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni. Pur nella consapevolezza delle motivazioni certamente legate a carenza di personale per assolvere i compiti propri dell’Amministrazione, non possiamo sottovalutare, però, quali siano stati i motivi e le esigenze – molto spesso in capo alla stessa Regione Siciliana – che nel corso degli anni hanno determinato le diverse tipologie di assegnazioni temporanee in argomento.

Straordinario nel caso di trasferta del dipendente. Non condivisibili tesi dell’Aran

Straordinario nel caso di trasferta del dipendente. Non condivisibili tesi dell’Aran.

Sullo straordinario spettante nel caso di trasferta, l’Aran ha espresso pareri che appaiono in chiaro conflitto col d.lgs 66/2003.
L’Agenzia pare condotta in un (grave) errore nel considerare il concetto di “attività lavorativa”, che la porta poi a conclusioni oggettivamente non condivisibili.
Andiamo con ordine. L’articolo 41, comma 1, lettera d), del Ccnl 14.9.2000 dispone: “il compenso per lavoro straordinario, nel caso che l’attività lavorativa nella sede della trasferta si protragga per un tempo superiore al normale orario di lavoro previsto per la giornata. Si considera, a tal fine, solo il tempo effettivamente lavorato, tranne che nel caso degli autisti per i quali si considera attività lavorativa anche il tempo occorrente per il viaggio e quello impiegato per la sorveglianza e custodia del mezzo”.
Il punto di partenza contrattuale è chiaro:
  1. per gli autisti tutta l’attività lavorativa che vada oltre il normale orario di lavoro della giornata, comprensivo di viaggio e sorveglianza e custodia è lavoro straordinario;
  2. per gli altri lavoratori, può essere lavoro straordinario solo l’attività lavorativa svolta nella sede di trasferta eccedente l’orario ordinario di lavoro, non computando il viaggio.
La domanda che ci si pone, allora, è: quale tempo di viaggio non deve essere computato? Sia l’andata, sia il ritorno o solo il ritorno, nel caso di trasferta a cavallo tra la fine dell’orario normale di lavoro e un’attività lavorativa ulteriore.
L’Aran fornisce una risposta nell’orientamento RAL010: “se il lavoratore parte alle ore 12; raggiunge la sede di trasferta alle ore 14; partecipa ad una riunione dalle 14 alle 17; rientra in sede alle ore 19; in una giornata che prevede un normale orario di lavoro (dalle ore 8 alle ore 14), ha diritto ad una sola ora di lavoro straordinario…..continua a leggere

I trasferimenti “forzati” dei dirigenti e stop agli incarichi di consulenza. Ecco come il governo intende risolvere la questione delle poltrone vuote

Alla Regione mancano i dirigenti. In realtà ci sono ma in alcuni particolari servizi nessuno vuole andare.

L’obiettivo del governo è quello di andare a riempire tutte le caselle di dirigenti dell’amministrazione rimaste vuote. Il governo regionale si muove in più direzioni.

Pochi giorni fa, la giunta ha approvato la delibera con le indicazioni necessarie al dirigente generale del dipartimento alla Funzione Pubblica. Prima si dovrà capire se ci sono dirigenti che vogliono spostarsi volontariamente nei dipartimenti con i posti vacanti, poi si procederà all’affidamento forzato. Il dirigente potrà dire di no ma da quel momento “rischierà” il posto di lavoro.

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Briciole per i medici dopo 10 anni. Firmato il nuovo contratto per medici e dirigenti. Previsto un aumento di 200 euro (LORDI)

Il Sole 24 Ore del 25 luglio 2019

Nella notte è stato firmato il rinnovo del contratto per medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale, era atteso da 10 anni. L’accordo è stato siglato all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Il contratto riguarda circa 130mila professionisti della sanità. L’ipotesi di rinnovo, relativa al triennio 2016-18 prevede un aumento medio pro capite di 200 euro al mese.

Delibera di Giunta n. 273 del 18 luglio 2019. Attribuzione di incarico dirigenziale di Strutture dell’Amministrazione regionale – Esito negativo atto di Interpello – Atto di indirizzo

Con deliberazione n. 273 del 18 luglio 2019 la Giunta ha emanato un atto di indirizzo secondo cui, in considerazione dell’esigenza di procedere alla copertura di tutte le posizioni dirigenziali:

di escludere, fino alla copertura delle strutture dirigenziali vacanti la  possibilità, per i dirigenti generali, di conferire. incarichi di studio o consulenza;

di dare mandato al Dirigente generale del Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale di provvedere, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del D.P.Reg. 12 del 27 giugno 2019 e ferme restando le attività già avviate, alla ricognizione dei dirigenti privi di incarico di struttura, ai fini dell’applicazione dell’articolo 45, comma 5 del vigente CCRL dell’Area della dirigenza;

di dare mandato al Dirigente generale del Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale di provvedere, d’intesa con i Dirigenti generali dei Dipartimenti regionali interessati e tenuto conto dei requisiti professionali richiesti per le posizioni dirigenziali vacanti, nei successivi sessanta giorni, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 45 comma 5 del CCRL dell’Area della dirigenza, ad assegnare i predetti dirigenti presso le “Strutture che abbiano richiesto personale dirigenziale o che comunque abbiano la possibilità di proporre un nuovo contratto di natura dirigenziale”;

di dare mandato ai Dirigenti generali dei Dipartimenti regionali di assegnazione di trasmettere tempestivamente e comunque non oltre 5 giorni dall’assegnazione stessa al Dirigente individuato la proposta di contratto;

Saldo famp 2018. Ecco la deliberazione della Giunta n. 269 del 18 luglio 2019 di apprezzamento della “relazione sulla performance 2018”

Con deliberazione n. 269 del 18 luglio 2019 la Giunta ha esitato positivamente la relazione sulla performance 2018. Suddetta relazione è già stata trasmessa all’OIV (organismo Indipendente di valutazione) per la validazione. Dopo la validazione gli atti verranno trasmessi agli uffici competenti per procedere, finalmente, ai pagamenti.

La Regione torna ad assumere. Ritirate le norme sui dirigenti esterni e sulle promozioni per i dirigenti di terza fascia

Non c’è ancora l’ok definitivo alla legge, che dovrebbe arrivare domani, ma l’Ars ha già approvato la norma che prevede lo sblocco delle assunzioni. Uno sblocco che dovrebbe riguardare il personale del comparto dirigenziale e non ma pure in tutti gli enti sotto il controllo e la vigilanza della Regione. Saltano invece le norme sulla dirigenza che riguardavano le promozioni e i concorsi per i dirigenti e quella per l’assunzione degli esterni.

Dall’opposizione così canta vittoria il Partito democratico con Giuseppe Lupo.

“A seguito del dibattito parlamentare – commenta il dem – l’Assemblea regionale ha accolto la nostra richiesta con il parere positivo del governo di rinviare a uno specifico ddl il tema del riordino della dirigenza della Regione. In particolare – continua – abbiamo stoppato il tentativo del governo di procedere nelle more al conferimento di incarichi dirigenziali a personale esterno considerato che tale previsione avrebbe inutilmente aumentato il numero dei dirigenti e soprattutto mortificato la professionalità e la competenza di quelli già in servizio”.


Commento

Sul comparto non dirigenziale l’onorevole Lupo non ritiene di dovere effettuare analoga dichiarazione.